mercoledì 7 novembre 2018

LOU REED & METALLICA - "Lulu"

Era il 2011 quando uscì Lulu, esattamente sette anni fa.
Ricordo la felicità dei fan dei Metallica, durata il tempo di un batter d'ali di farfalla, più o meno il tempo che ci han messo ad ascoltare il disco e a pensare, che no, non era possibile, ci doveva essere stato uno sbaglio.
Ricordo poi gli insulti degli stessi fan allo stesso disco e ricordo anche di aver letto che qualcuno aveva minacciato di morte Lou Reed, per aver osato tanto.
Ora, succedesse adesso una cosa del genere probabilmente morirei dalla curiosità di ascoltare il disco, ma allora non andò così.
I Metallica per me erano un vecchio amore, ma avevo già smesso da parecchio di preoccuparmi della carriera e delle direzioni prese dai Four Horsemen: gli ultimi lavori proprio non li avevo digeriti; non sono mai stato un gran estimatore di Reed, per quanto lo abbia visto più volte dal vivo (è solo un problema di pigrizia, non mi son mai messo a sviscerare la sua opera), quindi diciamo che non avessi tutta sta fretta di ascoltarmi quest'album. Non nascondo che in effetti avevo anche paura; sì, l'ammetto, mi mancava il coraggio, in fondo un po' ci speravo ancora, i Metallica eran pur sempre i Metallica... Le critiche erano troppo negative, anzi, definirle tali sarebbe un eufemismo, avrebbero scoraggiato chiunque all'ascolto. I giudizi erano così maledettamente negativi, che ad un certo punto tutti smisero di parlare di questo disco; semplicemente cercarono di dimenticarlo, di far finta che non fosse mai esistito. La cosa buffa è che dopo sette anni i Metallica hanno ancora quell'atteggiamento. Qualche giorno fa, sulla loro pagina Facebook, i quattro di Frisco ricordavano l'anniversario dell'uscita dell'album (perchè è così che si fa nei social e quello delle ricorrenze forzate è un obbligo al quale tutti noi dobbiamo sottostare, volenti o nolenti); lo facevano con molta ironia, rivolgendo ai propri fan la solita domanda che si usa fare in questa circostanza: "qual'è la traccia del disco che più vi piace?" aggiungendovi però un "sempre che ce ne sia una..."
Torniamo per un attimo al 2011 e ai miei timori. Decisi di lasciare da qualche parte il disco, anzi, il file, perchè non mi avventurai a comprare il cd. Decisi che prima o poi sarebbe venuto il momento giusto per ascoltarlo, ma non sarebbe stato ora. Forse inconsciamente aspettavo che i Metallica, nella loro inarrestabile e innegabile parabola discendente, toccassero qualche livello ancora più in basso, che in un certo senso superassero l'orizzonte degli eventi (cosa che han fatto ormai da abbondante periodo), che sì, tirassero fuori qualche altra zozzeria, che al confronto, magari, Lulu non avrebbe fatto poi così schifo, o comunque a quel punto non ci sarebbe stato nulla da perdere, avendo già toccato il fondo. Ecco, aspettavo quel momento in cui ti dici "tanto, peggio di così..."
Che poi, ripensando a quelle critiche mosse al povero Lou, che nel frattempo ci ha lasciati da cinque anni più o meno esatti, mi vien da ridere, perchè se fossi stato un suo fan accanito mi sarei io scagliato contro i Metallica per aver osato "rovinare" un lavoro di Reed, non il contrario. All'epoca i Metallica era almeno da un decennio che non facevano altro che dimostrare al mondo quanto pateticamente schifosi e imbarazzanti fossero diventati, mentre a uno come Lou Reed che gli vuoi dire? Ma avrà mica niente da dover ancora dimostrare a qualcuno!
Ricordi e critiche a parte, l'altro giorno ripensavo ai dischi dei Metallica, soprattutto gli ultimi, visto che i ragazzi sono in vena di rispolverare con immani e inutili remaster i loro lavori più importanti (e quelli sì...) nel tentativo di dare ancora un senso al nome che portano; così mi sono detto "ho sentito tutto, di più, pure troppo, qualunque roba abbiano inciso su un disco che fosse anche solo vagamente ufficiale, dai demo ai live, dai singoli agli album per il fan club, sino alle ultime porcherie; mi manca Lulu. Tanto, peggio di così..."
All'inizio ho riso. Non ne capivo il senso e mi sembrava l'ennesima presa per i fondelli, una barzelletta di cattivo gusto. Mi sembrava quasi come quando mi son cimentato nell'ascolto dei dischi di David Lynch, che Dio solo sa quanto io ami da sempre, ma proprio non ho mai capito che ci ha visto la critica in quei lavori. David ha un sacco di talenti, ma se musica dev'essere è meglio che la lasci fare ad altri. Probabilmente quei dischi sono stati recensiti da cinefili con poca propensione alla critica musicale, annebbiati dal nome altisonante dell'autore in questione, ma de gustibus...
Dopo un po', però, ho smesso di ridere.
Ho iniziato a leggere i testi.
Ridere era l'ultima cosa che mi passasse per la mente mentre leggevo le parole di Reed.
Le liriche alzano il sipario su un mondo di tenebra e malattia, psicosi e disfunzioni egomaniache.
è evidente la critica che viene fatta all'ipocrita moralismo borghese attraverso l'utilizzo del sesso "deviato", usato come strumento catartico e tentativo di affrancarsi da una solitudine schiacciante, che abbruttisce gli abbietti protagonisti del racconto, li deforma li rappresenta come piccoli insetti malati dediti a pratiche sessuali violente, omicide, cannibali, che comprendono il bondage, il sadomaso e il fisting estremo. è uno scenario tossico e malato, che sembra uscito da un lavoro dei Nine Inch Nails e che nulla ha a che fare con le precedenti produzioni dei Metallica. Ma forse, anzi, sicuramente, è così che si deve ascoltare questo disco, scordandosi tanto dei Metallica quanto di Lou Reed (di lui un po' meno, perché è il deus ex machina di Lulu, il narratore e gli argomenti trattati e le modalità scelte per farlo son sicuramente più vicine alla sua opera che non a quella di Hetfield e soci).
Non si può giudicare questo disco con l'orecchio dell'ascoltatore metal, non ci si può aspettare assoli o ritmiche tipiche di quel genere: questo NON è un disco dei Metallica. Punto.
è un concept che ha un respiro di stampo teatrale, perchè propriamente ispirato ad un dramma degli anni '30. L'ascolto non è facile, ma i brani ti rapiscono e ti sconvolgono. Finalmente un disco con qualcosa da dire, che lo fa attraverso la voce di un cantante enorme.
Ripeto, è un disco per niente facile, ma i pezzi non annoiano, se li si vive secondo la giusta prospettiva e anche gli abbondanti undici minuti di Cheat On Me e Dragon risultano molto più interessanti di qualsiasi sproloquio dei Metallica inciso negli ultimi vent'anni. Ipnotica anche la lunghissima chiusura affidata a Junior Dad, che sfiora i venti minuti, con la sua infinita, magnifica coda di ambient acustico, unico momento in cui la violenza e la morbosità lasciano il campo alla ricerca di un gesto di affetto, che accompagna l'ascoltatore verso la chiusura del sipario.
Attonito, sorpreso e soddisfatto, mi rendo conto che ho fatto bene ad aspettare sette anni prima di ascoltare Lulu. Magari ora ne ripasseranno altrettanti prima del secondo ascolto, ma adesso ho la consapevolezza di non dover più temere questo disco e un po' mi spiace non poterlo considerare a tutti gli effetti come un album dei Metallica, ma i quattro musicisti sono troppo impegnati a giocare ancora ai Quattro Cavalieri dell'Apocalisse, un'attività che li ricopre di ridicolo ben più di un disco come Lulu. Il più grande cancro dei Metallica sono i loro fan. Se solo accettassero il coraggio che questa band ha più volte messo in campo e si è dovuta amaramente rimangiare a causa della visione miope che da sempre contraddistingue il genere nel quale han deciso di esser confinati... Ma del resto a loro va bene così e poi, Lulu non è un disco dei Metallica.

Voto: 6,5/10




1 commento:

  1. ed ecco che i nostri diversi percorsi si intrecciano ancora una volta in modo strano.

    come ben sai non sono esattamente una metallara: non disdegno il metal a priori, magari lo ascolto anche volentieri, ma non e' certo il mio ambiente di riferimento. i metallica sono per me poco piu' di un ricordo di bambina che giocava alla lotta coi cuginetti sulle note di "master of puppets" (l'album) e qualche riscoperta durante gli anni dell'universita', ma piu' per gioco che altro.
    lou reed mi e' decisamente piu' affine.

    quando usci' lulu lo ascoltai per lou, e rimasi positivamente colpita della collaborazione atipica.
    come dici giustamente, non e' un album dei metallica, e' un album di lou reed, e in quanto tale mi era piaciuto.
    le crititiche dei metallari mi avevano fatto sorridere, come in generale spesso i metallari mi fanno sorridere con il loro duroepurismo infantile. mi fanno tenerezza, in un certo senso.
    ma ovviamente l'album e' stato acquistato (e ascoltato) prevalentemente da matallari duriepuri, che non trovandoci dentro i metallica, si sono sentiti presi in giro, come spesso capita ai bambini assolutisti.

    ...ahime', come ebbe a commentare lo stesso reed a suo tempo "mi sa che non ho piu' un fan... pazienza, mi sono divertito".
    che poi avrei voluto dirglielo... una fan la aveva ancora...

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