domenica 17 gennaio 2016

RN Live - La notte delle coverte (set elettrico)

Cos'è una cover?
La scocca di un cellulare, direte voi.
Eh... e poi?
Una coperta? Un telo? Qualcosa che copra...il verbo to cover questo significa, no?
Ni.
Cioè, sì, è quello il significato letterale, ma non è di questo che parliamo quando abbiamo a che fare con la musica.
Che palle, Vik, allora diccelo tu!
Ok: una cover è il rifacimento di un brano di un certo artista fatto da un altro artista. I motivi possono essere i più svariati: dal sentito tributo all'artista che ha scritto il pezzo, alla voglia di aggiungere qualcosa di personale a quel pezzo, proprio perchè lo si ama e lo si fa proprio, sino alla banale volontà di sfruttare un pezzo famoso tanto per monetizzare in un periodo di vacche magre e mancanza di fantasia. E infatti anche i risultati sono parecchio differrenziati: a volte la cover è così bella da suonare meglio dell'originale e talvolta questo porta ad una sorta di eclissamento del brano di partenza e alla convinzione da parte del pubblico che quel determinato pezzo sia farina del sacco del musicista che l'ha portato al successo. Questo generalmente avviene quando il tributo è davvero sentito e il nuovo arrangiamento è fatto con amore, rispetto e cognizione di causa, tanto che il brano acquista una sua nuova vita propria. Altre volte, invece, la nuova versione è semplicemente una bestemmia che offende l'ascoltatore affezionato o particolarmente legato al pezzo originale. Mi viene in mente il caso di un notissimo cantante italiano, che negli ultimi anni ha preso un pezzo simbolo di un certo periodo e di un certo genere e generazione di musicisti / ascoltatori, non per farne una cover, ma per usarne la musica su un "testo" che nulla c'entrava con l'originale e ha suscitato la furia omicida (più che giustificata, per altro) dei fan di quella vecchia canzone, che si son sentiti derubati e offesi. Se non è così semplice portare a nuova luce un pezzo non proprio, è invece pericolosamente facile distruggere un fragile gioiello da tutti considerato simbolo o capolavoro, che dir si voglia.
Di cover in giro ce ne sono quante ne volete, belle, stupende, brutte, orribili, famose, sconosciute...
Io ho provato a selezionarne un po' (lavoraccio!) che vi proporrò in due serate distinte. La prima, quella di Martedì 19 h.21.00, sarà concentrerà su pezzi elettrici e più o meno "tirati"; la prossima settimana ci avvicineremo invece all'altra faccia della medaglia, ossia alle cover acustiche, molto tipiche dei concerti unplugged, quindi con un'atmosfera più intima, raccolta e spesso più legata al lato emotivo dell'interpretazione, piuttosto che a quello del più diretto e semplice omaggio.
Ancora un'altra occasione, quindi, di sentire buona musica, di scoprire vecchi pezzi in nuove vesti o le nuove vesti di vecchi pezzi, artisti classici o più indipendenti, tutti impegnati nello stesso compito: dire la loro su un pezzo che non è loro, ma facendolo a modo loro. Se non è questo amore...

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No, davvero.
No, sul serio.
Guardate, veramente! DOVETE farlo, come ve lo devo dire? Non posso trovare idee per trasmissioni a tema ogni settimana, datemi tregua! Scegliete VOI cosa passare!
Non sto scherzando, brutti ceffi!


3 commenti:

  1. Commento a caldo (poi magari, se riesco, ci torno su con più calma e con riflessioni più meditate): bello, semplicemente. Perché i brani appaiono legati da un filo più o meno invisibile che completa un disegno, mai banale e scontato e che lascia spazio alle sensazioni di ciascun fruitore.

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    1. Grazie, Lu! Mi fa piacere che queste trasmissioni ti stiano piacendo e il fatto che tu abbia colto la presenza di un legame sequenziale tra i vari pezzi, posti l'uno dopo l'altro affatto casualmente. I cirteri per fare una scaletta sono molteplici ed è bello giocarci su, in modo che ogni ascoltatore troverà una giustificazione diversa e personale alla consecutio dei pezzi.

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  2. Deliziosa playlist bro! Dai Paradise Lost in poi soprattutto, really my taste. Hardly wait perfetta soundtrack di un gran film ;-) Da brividi anche il buon vecchio Joe Cocker...

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