lunedì 18 gennaio 2016

METAL Archives - Metallica: ONE

Estate '95. Mentre il mondo intero agitava le anche al suono della Macarena, le mie orecchie ricevevano un bombardamento acustico prodotto dal mio walkman che riproduceva in heavy rotation le atmosfere claustrofobiche di ...And Justice For All dei Metallica.
Il disco era stato pubblicato nell'88; avevo fatto un passo indietro rispetto a Metallica e due avanti rispetto a Ride The Lightning.
All'inizio non fu facile: il disco suonava in una maniera totalmente diversa rispetto alle altre cose che avevo sentito del quartetto di Frisco, e questo era un bene. Ogni lavoro aveva una sua precisa direzione e una sua precisa atmosfera. Justice suonava più compatto, più ermetico, più crudo, pesante e cupo degli altri. Le canzoni erano più lunghe e tutte caratterizzate da ritmiche decisamente più complesse e meno fluide dei lavori precedenti e successivi. Io avevo scoperto da più o meno un anno i Dream Theater e l'uso di partiture complesse cominciava ad affascinarmi. Tuttavia schiacciare play e mettersi ad ascoltare Justice non era proprio come bersi un bicchiere d'acqua: te la dovevi sentire, in qualche modo dovevi essere preparato.
Questa iniziale difficoltà, mista al fatto che i miei amici che ascoltavano metal spesso non parlavano di questo disco con toni entusiastici, mi portò presto a considerare Justice il mio album preferito dei Metallica; è una considerazione che mi sento ancora adesso di sottoscrivere senza nessun timore. Tutt'ora mi capita di parlare con sedicenti intenditori di metal, recensori accaniti e macinatori di dischi "duri", com'è duro lo zoccolo al quale si sentono di appartenere, com'è dura la loro zucca che si vantano di possedere, aggiungerei.
Sono passati trent'anni dalla pubblicazione di questo disco e i metallari incalliti si ostinano a muovergli sempre le stesse critiche, che si tramandano di generazione in generazione come leggi scolpite nella pietra, che nessuno di loro ha il coraggio di criticare, le ragioni delle quali nessuno di loro ha il coraggio di capire.
La critica più scontata e ovvia, che comunque è legittima, perchè assolutamente oggettiva, è che Justice suona male. è un dato di fatto, su questo sono d'accordo anch'io. (Ma secondo voi, le persone che ancora avanzano questa lamentela, vent'anni più tardi han mosso la stessa critica a quella schifezza di Death Magnetic, considerato in qualche modo l'album della rinascita dei Metallica? Lasciamo stare...) Per la precisione il basso suona male, anzi, sembra che non suoni proprio. A questo punto cosa fa il metallaro dello zoccolo duro? Addossa tutte le colpe a Jason Newsted, accusandolo di essere una capra, e di aver preso un posto totalmente immeritato all'interno di una band, che a causa sua, da questo disco in poi inizia il suo declino verso il disconoscimento del popolo metal dall'olimpo dei detentori del Martello degli Dei.
Queste considerazioni nascono principalmente da due fattori: il primo è che Justice è il primo disco in cui il bassista Jason Newsted prende il posto del compianto Cliff Burton, morto in un tremendo incidente stradale durante il tour del disco precedente, Master Of Puppets; il secondo è che chi muove queste critiche non ha la minima idea di quello che sia il processo di produzione di un disco e non sa cosa vuol dire stare dietro ad un mixer in sala di regia.
Sostenere che Newsted sia un novellino ed un incompetente solo perchè suona col plettro e non con le dita, come faceva Burton, è una sciocchezza bella e buona. I due musicisti hanno due stili completamente differenti. Questo fa di Newsted necessariamente una capra? Il fatto è che Burton faceva parte della formazione originale dei Metallica e dopo la sua morte è diventato una specie di figura intoccabile e santificata da ogni appartenente allo zoccolo duro. Nessuno mette in dubbio l'abilità musicale di Burton, ma a ben vedere Newsted era (perchè ormai sono anni che se n'è andato dai Metallica) molto più "in linea" con l'attitudine thrash dei Cavalieri dell'Apocalisse, del vecchio bassista fricchettone, ma queste sono considerazioni personali; il fatto è che quando un musicista che fa parte di una formazione osannata da milioni di fan viene a mancare, si crea un vuoto che nessuno potrebbe colmare, nel caso di un bassista probabilmente neanche facesse Patitucci di cognome. Non c'è santo che tenga: i morti sono sempre e comunque migliori dei vivi e ogni critica obiettiva nei loro confronti viene azzerata, è nella natura delle cose, ci sta.
Quello che fa veramente arrabbiare è che Newsted si prenda la colpa di problemi tecnici che sono da imputare ad altri, che però in questo discorso non vengono mai presi in considerazione.
Il punto è, che il lavoro di produzione di un album dovrebbe essere fatto da un produttore. I musicisti suonano, il produttore produce: è molto semplice. Tuttavia, quando i musicisti hanno alle loro spalle milioni di dischi venduti, riconoscimenti di critica e pubblico e soldi in tasca, può capitare che oltre a sedersi accanto al produttore in sala di regia per ascoltare come viene lavorato il loro disco, decidano di allungare le mani sul banco, schiacciare qualche bottone e muovere qualche levetta.
Ora, immaginate ad esempio un batterista che voglia metter mano al mix del disco che ha appena finito di registrare con gli altri della band e che adesso sta ascoltando in regia. Secondo voi sarà interessato a tutte le levette del mixer o solo a quelle riguardanti i canali del suo strumento? Avete indovinato: il batterista non prenderà minimamente in considerazione i canali dedicati a basso, chitarra e voce, perchè in quel momento non sta ascoltando come è venuto il disco, ma come suona la sua batteria! Altra domanda: secondo voi, il batterista che si improvvisa produttore, sarà tentato di alzare o abbassare le levette (che poi si chiamano fader) dei canali della batteria? Ma che bravi! Avete nuovamente indovinato! Difficilmente un batterista abbasserà il volume del suo strumento per far venire fuori una chitarra, meno che mai il basso, dato che condividono lo stesso range di frequenze!...Sono batterista, voglio sentire più batteria. Punto.
Ora, con uno sforzo di immaginazione da paragnosta, indovinate un po' da chi è prodotto ...And Justice For All?.. Siete dei sensitivi! Ok, sulla carta risulta che il disco è prodotto dai Metallica e Flemming Rasmussen, ma la verità è che durante le sessioni di mixing gestite da Steve Thompson, che cercò di licenziarsi quando capì come si stavano mettendo le cose, ma gli fu proibito di farlo, Rasmussen era assente, lasciando di fatto il mixer in mano a Hetfield (voce/chitarra ritmica) e Ulrich (batteria); soprattutto Ulrich...
Il produttore dovrebbe dare una direzione al disco, indirizzando anche i musicisti durante il processo di registrazione e produzione, specie se c'è un nuovo membro da dover integrare nella band e nel lavoro che si sta facendo. Senza Rasmussen al timone e Ulrich che batteva i piedi (non solo sui pedali della cassa, purtroppo), Newsted si è ritrovato a dover gestire praticamente in solitaria la sua parte di lavoro, senza potersi confrontare nè con il produttore per ricevere dei consigli, nè con i suoi nuovi compagni di band, ognuno dei quali impegnato singolarmente nelle sessioni di registrazione della propria parte. Il risultato è quello che si sente.
In un buon mix si deve creare lo spazio per ogni strumento e si deve dar risalto al lavoro di ogni musicista, tenendo a mente che certi strumenti condividono un range di frequenze espressive che per loro natura si accavallano se suonano insieme. Questo è particolarmente evidente nell'accoppiata voce/chitarra, ma ancor di più basso/batteria. C'è un'ulteriore aggravante: le parti di basso di Newsted sono praticamente le stesse della chitarra ritmica di Hetfield. è chiaro a questo punto che se Hetfield alza la sua chitarra perchè mette mano al mix e Ulrich fa lo stesso per il suo strumento, il basso di Newsted viene mangiato in frequenze dalla batteria e piallato completamente dalla chitarra.
Quindi, Justice suona male perchè Newsted è una capra che usa il plettro? Burton sì che era un bassista, Newsted suona come una scorreggia? Capite da voi che lo zoccolo duro parla senza la più minima cognizione di causa. Justice a parte, per me il miglior bassista dei Metallica rimane Newsted. Possa bruciare al rogo in eterno per questa mia presa di posizione.
Di tutte ste menate cosa ne sapevo nel '95? Assolutamente niente! E infatti il basso di Justice mi suonava come una scorreggia. Inoltre in quegli anni iniziavo a suonare la batteria e i Metallica erano praticamente il mio gruppo preferito. Secondo voi poteva interessarmi qualcosa del basso, quando avevo un Ulrich strabordante su cui sbavare sopra nei miei ascolti estivi? Mi ricordo che pensavo che il giorno in cui fossi riuscito a suonare alla batteria la metà delle cose che sentivo su quel disco, mi sarei considerato un musicista tecnicamente arrivato. Ovviamente non andai mai oltre l'esecuzione di metà della title track, ma i miei compari di suonate avevano lo stesso problema, quindi chissenefregava? Riuscire a suonare in sala l'intro di Justice era sufficiente per sentirmi un gran figo!
Il disco contiene anche la mia canzone preferita dei Metallica, che non è quella di cui volevo parlarvi oggi prima di tutta sta sbrodolata... Fedele alla mia linea di outsider, la scelta del mio brano preferito, del mio gruppo preferito, cadde su un pezzo ovviamente minore, uno di quelli che gli stessi Metallica suonano quasi mai dal vivo, e per giunta non si deve questa mia predilezione a causa di una parte di batteria, ma principalmente all'assolo di chitarra di Hammett! Quella canzone contiene una frase, che leggermente modificata divenne il nome del nostro trio in sala prove. Una roba impronunciabile, ma di cui andavo molto fiero. Io ero dietro le pelli, D e Max alla chitarra. Mancava un bassista; beh, se non altro non avevamo problemi di gestire uno che suonava col plettro anzichè con le dita e tirava fuori scorregge dal suo strumento...
Ma questa non è la mia biografia, perchè non mi fermate? Non si doveva parlare di One?..
Beh, ora avete tutti gli elementi necessari per capire cosa mi piace(va) di quella canzone.
Iniziamo col dire che il pezzo fu ispirato a Hetfield dalla lettura del libro di Dalton Trumbo Johnny Got His Gun, dal quale fu tratto anche un film, sceneggiato dallo stesso autore.
Il libro narra la vera storia di un giovane volontario americano che si arruola nell'esercito per andare a combattere in Europa durante la Prima Guerra Mondiale. L'esplosione di una granata in una trincea costerà al ragazzo la perdita della vista, della parola, dell'udito, delle braccia e delle gambe. Portato in ospedale tenterà nella sua agonia di comunicare con i medici in alfabeto Morse. Il messaggio che ripete in continuazione è uno solo: uccidetemi. Il desiderio del povero soldato non viene esaudito, il suo corpo non è più suo, ma proprietà dell'esercito. Questo abuso di potere e controllo, già tema di un altro pezzo dei Metallica nel disco precedente, Disposable Heroes, si va ad aggiungere al forte senso di mancanza di giustizia e alla prevaricazione dei più deboli da parte dei più forti, ricchi e potenti: questa è la tematica centrale dell'intero ...And Justice For All.
Musicalmente One, che si apre con i suoni di una battaglia (prolungati durante le esecuzioni dal vivo e accompagnati da scoppi, fiammate, fumo e fasci di luce accecanti), è caratterizzata da due momenti cardine.
Il primo è l'arpeggio iniziale eseguito da Hetfield a cui si accosta la chitarra solista di Hammett. L'intreccio crea un'atmosfera lugubre e triste. Tre note che hanno fatto la storia del metal, di quelle che quando le eseguivi su una chitarra la gente si fermava ad ascoltare.
Il secondo momento topico è quello centrale, che prelude al finale esplosivo. Il soldato urla metaforicamente tutta la sua angoscia derivante dalla sua situazione, su un crescendo ritmico che ha semplicemente fatto scuola. La sensazione di tristezza si trasforma in rabbia furiosa e dagli arpeggi si passa ad una ritmica serrata e violenta messa in particolare evidenza dall'ottimo lavoro di drumming di Lars, che usa in maniera piuttosto creativa la sua doppia cassa. Il pattern proposto dal batterista ricorda il suono di una mitragliatrice ed è funzionale al fine dell'immedesimazione dell'ascoltatore nel testo della canzone. Per qualche secondo le chitarre e il basso sfumano, lasciando suonare solo le triplette scandite in sedicesimi dalla doppia cassa: l'effetto è quello di un mitragliatore che sta facendo fuoco in lontananza. Subito dopo, basso e chitarre rientrano in scena affiancandosi alla batteria ed eseguendo il suo stesso pattern a pieno volume. Ora si ha la sensazione di un'intera batteria di artiglieria in primo piano che stia facendo fuoco nelle nostre orecchie. Il passo successivo è quello del raddoppio della velocità: la battaglia è sempre più tesa e concitata e fa da sfondo all'angoscia incontenibile del soldato che chiede disperatamente aiuto. La ritmica è a tratti sincopata, a creare maggior tensione e la sensazione delle raffiche delle mitragliatrici. Lars esegue una violenta scarica in sedicesimi solo sul rullante prima di gettarsi a capofitto verso un velocissimo finale di pura violenza. Hammett esegue il suo assolo, la prima parte del quale è in tapping. L'esecuzione veloce dei legati viene percepita come proiettili che sfrecciano vicino alle orecchie e le note singole dell'assolo sono intervallate da power chords che riprendono la ritmica, all'unisono con gli altri strumenti, per dar l'idea di improvvisi scoppi, che vengono enfatizzati dai piatti di Lars, soprattutto sul finale, creando un inferno di bombe, proiettili e sventagliate di mitragliatrici.
Insomma, per un fan del metal (che comunque non si considerava metallaro) che aveva da poco iniziato a suonare la batteria, ce n'era di che leccarsi i baffi!
One è ancora oggi una delle canzoni più apprezzate dai fan dei Metallica e sicuramente un pezzo che non può mancare dalla scaletta di ogni concerto. Se avete tempo e voglia andatevi a cercare sul Tubo qualche ripresa di live degli anni '80-'90 nei quali veniva eseguita: ne rimarrete...colpiti!
Nel frattempo, godetevi il video che scoprii in quei giorni. Roba da far tremare le ginocchia.

4 commenti:

  1. Grande Vik! AJFA è stato credo il primo disco metal che ho comprato, nel lontano 1993. All'epoca avevo appena iniziato ad ascoltare "il metal", conoscevo solo una manciata di pezzi e di artisti, e mi sembrava di aver scoperto il mio mondo. Naturalmente volli procurarmi innanzitutto un album dei Metallica, e quindi feci quello che si faceva allora: andai in un negozio e comprai un CD alla cieca! Non ricordo perché la scelta cadde su "Justice". Forse mi era piaciuta la copertina, o forse era il meno costoso... Fatto sta che tornai a casa con 'sto CD e lo misi su. Che roba per un novellino come me: Blackened, la prima traccia, inizia con una melodia inquietante, poi all'improvviso ti colpisce con quel riff che è come un colpo al petto, e continua con un tempo velocissimo e un ritmo irregolare esincopato. Rimasi travolto, ma anche ammaliato, e quel disco mi entrò per sempre nella testa. Ancora oggi credo che sia il lavoro più originale dei Metallica, assolutamente superiore all'enormemente sopravvalutato Master of Puppets. Grazie per avermi fatto ricordare questa storia.

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    1. Conoscevo già la storia di come la traccia di basso sia stata "eliminata" in fase di mixing, ma dopo aver letto il tuo articolo mi sono andato a recuperare l'intervista a Steve Thompson in cui racconta come sono andati i fatti (http://bit.ly/1Ryv0Uj). Quell'uomo è un mito! Ha prodotto o mixato una serie di album epocali, da Appetite for Destruction a Follow the Leader. Comunque stamattina, mentre leggevo il tuo articolo, stavo ascoltando il primo album di Jaco Pastorius, dove al contrario il basso suona in modo straordinario (ovviamente...). Il disco è fantastico, se non lo conosci ascoltalo.

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    2. Grazie per il link, leggere l'intervista è stato davvero interessante, soprattutto per quanto riguarda la parte GN'R. Non sapevo avesse fatto così tante cose. Tra l'altro il produttore di AJFA doveva essere proprio Clink, che aveva lavorato con Thompson ad Appetite; tuttavia fu poi rimpiazzato dal solito Rasmussen, che a sto giro della produzione si può dire se ne sia sbattuto (e infatti e il suo ultimo lavoro coi Tallica). Leggere le parole di Thompson chiarisce molto le idee su quanto Lars sia un totale imbecille, e lo dico con tutto l'affetto di uno che all'epoca lo considerava il proprio idolo! Se ti fai un giro sul Tubo trovi diversi making of dei lavori dei Metallica. Ce n'è uno in particolare, l'ho visto tutto ma volevo morire, perchè dura due ore e riguarda la produzione di Merd Magnetic, in cui si vede chiaramente quanto Lars voglia a tutti i costi dire l'ultima su ogni aspetto del disco, decidendo lui anche sulle voci, basso e chitarre. Deve essere tremendo lavorare con un despota del genere, soprattutto quando è poi pronto ad addossarti colpe che non hai quando le cose si mettono male.
      Assolutamente d'accordo per quel che dici su Master. Anche secondo me è davvero sopravvalutato e tra l'altro è un disco invecchiato davvero male, fatte salve un paio di cose. AJFA a parte, tra i vecchi lavoti gli ho sempre preferito Ride The Lightning e non poco. Anzi, tanto per esser definitivamente considerato eretico, Master oer me non sta solo sotto a AJFA e RTL, ma viene dopo anche Metallica e Load, tiè!
      Per quel che riguarda Pastorius, volevo citarlo al posto di Patitucci quando ho scritto il post, ma poi ho pensato che era morto anche lui... I suoi lavori non li conosco, a parte qualcosa dei Weather Report. Lo sai ch quel genere non lo digerisco. Difficilmente un pezzo che abbia più di tre accordi riesce ad emozionarmi e non farmi dormire...

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    3. scusa i refusi e le omissioni: ho scritto velocemente e non ho riletto

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