lunedì 12 ottobre 2015

METAL Archives - Metallica: ENTER SANDMAN

Benvenuti, cari Passeggeri, a questa nuova fase di Radio Nowhere. Inauguriamo oggi infatti la "rubrica" METAL Archives, che ci terrà compagnia per un po' di tempo, per ora ancora indefinito. Prima di spiegarvi in cosa consiste questo, come sempre, irregolarissimo appuntamento, vorrei tranquillizarvi dicendo che RN non è diventato un blog dedicato al metal: si continueranno a leggere anche tutti gli altri normali post di sempre, solo che in questo periodo sarà data una certa precedenza a quelli appartenenti alla nuova finestra metal di RN, che per l'occasione, temporaneamente (poi se piace...dite voi), ha rinfrescato la sua veste grafica; niente di traumatico, è una cosa fatta più volte nel corso degli anni.
Parliamo allora di Metal Archives e vediamo meglio di che cosa si tratta, anzi, per sgombrare subito il campo da eventuali dubbi, vediamo prima di che cosa NON si tratta:
- non è un tentativo di sintetizzare la storia o lo sviluppo del metal con le sue varie derive (cosa per altro già tentata in una splendida puntata di RN on the Road; ma quanto ci manca lo streaming?...)
- i brani presi in esame non sono necessariamente i più significativi di questo genere, nè rappresentano i miei pezzi preferiti dei gruppi dei quali si tratta
- non c'è nessun intento di creare classifiche, scalette o assegnare voti, punti, riconoscimenti etc.
METAL Archives vuole invece essere, più semplicemente, uno sguardo all'interno di un armadio piuttosto polveroso, che non viene aperto spessissimo e che contiene diversi scheletri, ai quali però sono molto affezionato. Cercherò in buona sostanza di rispolverare e analizzare con voi i brani che nel corso degli anni mi hanno fatto avvicinare al metal, facendomi scoprire artisti, band, album, filoni, correnti, sottogeneri e così via. Mi ripeto, così sarà più chiaro: non sono necessariamente i miei pezzi preferiti e non per forza saranno i "capisaldi" del genere, ma sono le mie pietre miliari, quelle che hanno segnato il mio cammino all'interno di un genere e sono state utili per imboccare nuove strade e conoscere nuovi percorsi in uno degli agglomerati musicali più vasti e variegati in assoluto. L'unico criterio che userò per la stesura dei post sarà quello cronologico, relativo, non assoluto. In altre parole i pezzi non saranno ordinati per data di pubblicazione, ma secondo l'ordine con il quale li ho scoperti io, memoria permettendo.
Sarà bello affrontare in maniera analitica, nell'accezione psicologica del termine, direi, questi brani, cercando di spiegare tanto a voi, quanto a me stesso, perchè mi abbiano colpito e avuto il ruolo di prepararmi la strada e spingermi alla scoperta di ciò che dietro essi si celava.
Non ho sempre ascoltato Springsteen, il rock classico e alternativo; anzi, direi che gli anni di formazione musicale sono stati caratterizzati dal massiccio ascolto principalmente di metal e pur non riuscendo mai ad attirarmi a sè in maniera totalizzante, nella sua poetica, nelle tematiche, nel look e negli atteggiamenti, gli riconosco tuttavia un elevato valore catartico di fondamentale importanza negli anni dell'adolescenza, perchè di quel periodo stiamo parlando, anche se diverse cose di questo genere ancora mi piacciono e le ascolto volentieri. So che molti di voi si son sempre tenuti lontani dal metal, un po' per partito preso, un po' per percorsi d'ascolto differenti. Non vi annoierò con storie enciclopediche, ma condividerò con voi solo qualche ricordo che mi lega a questi brani e chissà che qualche pezzo possa farvi scattare la scintilla della curiosità per andare ad ascoltare o riscoprire qualche artista che vi era sfuggito; tuttavia mi rendo conto che è difficile mettersi ad ascoltare metal se non lo si è fatto da ragazzi e qua siete tutti un po' vecchiotti, ammettetelo, altrimenti avreste la forza di lasciare più commenti sotto questo mare di sangue, sudore e lacrime che sono i miei post! Scherzi a parte, voleste lasciare dei commenti (che ovviamente saranno più che benaccetti), vi chiederei solo di tenere a mente che questi, in qualche modo sono pezzi di vita vissuta, quindi se non vi piacciono andateci piano con le critiche, potreste offendere la biliosa e sensibile personalità di chi sta scrivendo! Stavolta metto davvero da parte gli scherzi nel salutarvi con una delle regole cardine del mio approccio musicale: "una buona canzone la si può trovare ovunque". Questo per dire che è sempre bene essere aperti all'ascolto di generi ai quali non si è ancora concessa troppa attenzione: le carte in tavola potrebbero cambiare radicalmente e poi è pur sempre argomento di conversazione. Avanti, cerchiamo di rivitalizzare un po' questo blog!
Buona lettura e...METAL UP YOUR ASS! \m/

Enter Sandman
Era l'estate del 1994, se ricordo bene: i miei ascolti cominciavano ad indurirsi e non so perchè, ma con un mio amico che apprezzava il metal come io posso amare il neomelodico napoletano, finimmo a parlare dei Metallica. Lui mi disse che un nostro amico in comune gli aveva fatto una cassetta con su il Black Album, o qualcosa del genere. Non ricordo cosa mi incuriosì, forse il fatto che avessi visto su MTV il video di Enter Sandman, in ogni caso, gli chiesi di prestarmela. Quella sera, nella mia camera, fui iniziato al metal e ovviamente lo feci da solo, di mia spontanea volontà, come ho sempre fatto.
Ora, Enter Sandman la conosciamo tutti, sicuramente anche il mio vicino, che tra parentesi è un grande appassionato di neomelodico napoletano, e probabilmente ora ci ha anche un po' stufato, perchè l'abbiamo ascoltata per più di vent'anni e ci è venuta a noia, ma...mie care creature della notte, è innegabilmente un gran pezzo. Immaginatevi un paio di orecchie vergini al metal che schiacciano play e sentono per la prima volta il riff di questa canzone...
All'epoca non ne sapevo niente di tritoni o quarte aumentate, ma riuscivo chiaramente a percepire tutto il senso di minaccia che proveniva da quelle note di chitarra. Il massimo della distorsione e della "cattiveria" musicale le avevo sperimentate con i Guns n' Roses, che in quei giorni ascoltavo con attenzione trasudante eterno amore, quindi si parla di Hard; nulla ne sapevo di HEAVY!
La produzione di quell'album è qualcosa di imprescindibile per ogni ascoltatore; Bob Rock ha tirato fuori dai Quattro Cavalieri dell'Apocalisse un suono così dannatamente figo, che se anche mia nonna avesse sentito quelle chitarre, buon dio, si sarebbe messa pure lei a fare headbanging!
E se il basso ripete le linee di chitarra di Hetfield, com'era tipico dello stile di Jason Newsted, la batteria di Lars è la seconda attrice protagonista. Ascoltate l'intro. Il charleston è un serpente a sonagli che si muove suadente e minaccioso allo stesso tempo e accompagna il movimento strisciante del riff di chitarra, per poi aumentare il ritmo sull'ottava battuta: è il serpente tentatore evocato dal tritono del riff!
Entrano poi cassa, timpano e tom: la sensazione è quella di qualcosa di grosso e strisciante che si sta aggrovigliando e gonfiando nel buio, sotto al tuo letto. Il rullante, quando viene colpito insieme al piatto, è un colpo di pistola che ti esplode in faccia e intanto monta, monta, monta e le chitarre ora ti mordono le orecchie con i loro denti distorti e taglienti, disegnando incubi di draghi, mostri, polvere e sabbia negli occhi.
James ride beffardo e malvagio e l'assolo di Kirk è la creazione elettrica di un mostro di Frankenstein che va ad aggiungersi alle creature che ti aspettano nel buio. La preghiera del bambino è un puro tocco di malvagità mefistofelica, così come la risata di James messa in risalto dalla batteria che si ferma per un attimo e poi...buuum!!!, come qualcuno che ti spaventi all'improvviso e ti faccia saltare di paura, basso, chitarre e batteria sono lì a ricordarti che l'incubo non è ancora finito!
Il video con le luci strobo mi fece vedere per la prima volta le facce di quei quattro ceffi in grado di suonare un pezzo così "cattivo" e mi vennero i brividi! Ne avevo paura, realmente, mi intimorivano, ma James continuava ad invitarmi a prendergli la mano (take my hand...) e io l'ho ascoltato. è stato lui che mi ci ha portato, in questo mondo fatto di suoni terrificanti e ombre minacciose, un mondo che avrei imparato ad amare e nel quale presto mi sarei sentito a casa. è stato James che mi ha accompagnato la prima volta nella lunga notte senza luna del Metal. Grazie Jamez!



14 commenti:

  1. Ti sei guadagnato un pezzetto di storia.

    Sai che nel '90 ho avuto il primo impatto con i Gn'R e che nel '93 mi ero gia' spostata verso le sonorita' nirvaniche.
    Quanto segue e' il passaggio che non sai.

    Eravamo in quattro, l'amico di famiglia che mi ha iniziata ai Gn'R, un anno piu' grande di me, il suo fratellino, un anno piu' piccolo di mia sorella, mia sorella ed io: ci vedevamo almeno una volta a settimana, a volte piu' spesso, siamo cresciuti assieme chiamandoci fratelli.
    Nel '93, tra una scatola a forma di cuore e una citta' paradiso, la domenica pomeriggio giocavamo alla lotta libera con il Black Album di sottofondo.

    Da allora, inevitabilmente, i Metallica li associo a me che gioco alla lotta libera con mia sorella e i miei "fratelli", e questo ricordo mi e' cosi' dolce che tutta la "rabbia" del metal si scioglie in questo affetto infantile e intramontabile...

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    1. Affetto al posto della rabbia come sentimento legato al Metal?... Eretica! Perchè non ci incontriamo a metà strada e non facciamo che la Rabbia diventi Santa? Almeno parleremo la stessa lingua. ;)
      Grazie per la storia, Liv: è bello leggere i racconti di altre persone in merito ai loro ricordi legati ad un pezzo. Come al solito hai colto subito il senso "analitico" della mia operazione. Ti sei guadagnata il tuo YEAH!

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    2. eccheccivuoi fare?, del resto non ti metterebbe tenerezza il ricordo di te a nove/dieci anni che giochi alla lotta libera con i tuoi "fratelli"?
      E bada bene, era vissuto come un gioco, non ci facevamo male, almeno non intenzionalmente: piu' che altro saltellavamo su divani e pavimenti imitando Hulk Hogan e compagni, colpendoci sempre con una certa delicatezza...

      dai, davvero non ispira dolcezza?

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    3. Più che altro fa ridere. Mi hai fatto venire in mente che lo facevo anch'io, lottando contro i cuscini del divano. Cavolo, però col Black Album in sottofondo secondo me partivano legnate mica male!

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    4. eheheh, l'anima della guerriera ce l'ho da sempre! :)

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  2. ps. certo che sta nuova veste ha un che di inquietante... :)

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    1. A questo ti ha già risposto Firma!

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  3. Vuoi un altro pezzo di vita? Eccotelo servito. Per me Enter Sandman (che no, credo non mi annoierà mai) è uno dei ricordi più vividi del mio idolo adolescenziale: Freddie Mercury. E tu dirai... e che c'entra? C'entra, c'entra, la vita mica presenta solo storie lineari, no? Dopo la morte di Freddie, come tutti ben sanno, i Queen e il mondo musicale tutto si mobilitò per rendere omaggio al mito e per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'AIDS. I loro sforzi si concretizzarono il 20 aprile 1992 con il mastodontico Freddie Mercury Tribute. Era il giorno di pasquetta, i miei amici andarono al mare quel giorno, il mio amore per Freddie era talmente grande che io rimasi a casa perché il FMT andava in onda in diretta su Videomusic. I miei ascolti dell'epoca erano più o meno Queen, Queen e ancora Queen (e qualcos'altro anche). I primi a salire sul palco in quel giorno di Pasquetta furono proprio loro, i Metallica, con un trittico da brividi: in ordine Enter Sandman, Sad but true e Nothing else matters (che faceva impazzire anche mia madre). Fu un attacco folgorante, grazie al FMT e anche alla performance dei Metallica, a quell'inizio concerto con una carichissima Enter Sandman, i miei orizzonti si spalancarono su una gamma di ascolti vastissima. Da lì il diluvio. Ancora oggi per me Enter Sandman è Freddie Mercury. Strano ma vero.

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    1. E invece no, amico mio, comprendo benissimo l'associazione, perchè anche io ho adorato e adoro tutt'ora il buon Freddy e ricordo molto bene il Tributo e la sua apertura, anche se i più fighi della serata per me sono stati proprio i Guns, se si tralascia per un attimo la stupenda versione di Somebody to Love cantata da un grandissimo George Michael: mi fa ancora venire i brividi.
      I Metallica furono parecchio criticati proprio per la loro scaletta in apertura del Tributo: sono stati l'unico gruppo, nonostante il loro ruolo da opening act, a non proporre cover dei Queen. Molti dissero che parteciparono all'evento solo per pubblicizzare il Black Album, che era uscito da poco; infatti loro in quel periodo erano in giro per il mondo con il relativo tour. Solo James si unì ai Queen e Toni Iommi per cantare Stone Cold Crazy. Per la verità i Guns non si comportarono molto diversamente, anzi, eseguirono Knocking on Heaven's Door di Dylan, preceduta da Only Women Bleed di Alice Cooper, due cover in una che nulla c'entravano con Freddy. Ma Axl riuscì a farsi perdonare con Bohemian Rhapsody e Will We Rock You e poi lui aveva sempre ammesso di essere un grande fan del gruppo e spesso durante i concerti dei Guns accennava il ritornello di Sail Away Little Sister prima di Sweet Child O'Mine. I 'Tallica non ne sono usciti proprio bene.

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    2. Ovviamente "Will We Rock You" è un refuso e non sto neanche a correggerlo!

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  4. PS: il nuovo look è davvero tanto, tanto metal.

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    1. Uno Yeah! anche a te, per quel che vale. \m/

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  5. gran pezzo. sia quello dei metallica che il tuo post. look \m/

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    1. Milo su RN! Allora ho fatto bene a smovere un po' le acque! Denghiu, Bro!

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