mercoledì 28 ottobre 2015

METAL Archives - Dream Theater: LIE

L'anno è sempre quello, il 1994, un momento fondamentale sotto molti aspetti, non ultimo quello della mia formazione musicale. Ascoltavo ancora i primi artisti che mi avevano avvicinato alla musica, ero sempre un grande fan dei Guns, ma il metal stava prendendo un certo peso nelle mie scelte quotidiane in fatto di colonna sonora; parallelamente, da quell'anno in poi, sarebbe nato un altro amore in me: quello per il grunge e pian piano per buona parte dell'alternative. So che ora potrebbe suonare strano, perchè metal e alternative sono da molti considerati antitetici, se non altro nelle tematiche e nei modi di esposizione dei contenuti. Beh, forse è più un fatto di forma che di sostanza, visto che anche molto metal affronta il tema del disagio, ma lo fa decisamente con altri toni; tuttavia diversi tra i principali gruppi grunge, e parliamo di quelli veramente importanti, affondavano le loro radici musicali proprio nel metal. E se negli anni '90 andavate ai concerti dei Metallica, non era una cosa assurda se sui muri della vostra cameretta facevano bella mostra di sè i poster dei Nirvana, delle Hole o degli Alice In Chains. Se la pensate diversamente avete vissuto quegli anni in una realtà parallela. Ma questa è tutt'altra storia, torniamo ad occuparci di metal.
1994, dunque, un periodo in cui era ancora bello e per molti versi formativo, almeno musicalmente parlando, passare qualche ora del pomeriggio con la tv sintonizzata su quei canali musicali che ancora erano pensati per intrattenere dei ragazzi che volevano ascoltare musica e vedere all'opera i propri artisti preferiti. Lo spettatore medio non veniva ancora considerato un decerebrato interessato alle storie di quindicenni incinte o steroidi su due gambe il cui più alto scopo nella vita è quello di riuscire a dimostrare quanto sia più bestia dei suoi compagni di sbronze. Anche musicalmente la tv era più attenta ad accontentare i gusti del suo pubblico, piuttosto che preoccupata a plasmarli con una proposta fatta di macchinoni, "bling-bling", tette e culi sballonzolanti in primo piano e gangster di colore ingioiellati come dei lampadari che nei loro video fanno pubblicità alla Nike mettendo in mostra i propri addominali in pose alla Scarface. Insomma, quel genere di spazzatura che se non provieni da Harlem o da Detroit proprio non riesci ad afferrare. L'alternativa erano gli sculettamenti e gli ammiccamenti di tettone e ingellati latini, forse più vicini ai sogni erotici di dodicenni e casalinghe, o le boy-band, perfette per le ragazzine WASP di seconda liceo. Insomma, da un certo punto in poi non c'è più stato posto per i serpenti di Hetfield e soci, anche se sul finire degli anni '90... Ma anche questa è un'altra storia.
Nel 1994 ancora mi divertivo a guardare i canali musicali e ricordo alla perfezione il momento in cui vidi per la prima volta il video di Lie. I Dream Theater erano un gruppo totalmente diverso dai Metallica, non vestivano come loro, non si muovevano come loro e soprattutto non suonavano come loro, eppure... Quel basso con un milione di corde, quel batterista con le bacchette viola e vestito come un pizzaiolo e quella chitarra con i pick-up e i potenziometri verde fosforescente (usata tra l'altro solo in quel video!)... E questi chi sono? Come diavolo fanno a suonare così dannatamente bene? Come è possibile tirare fuori ste ritmiche? E quindi questa è un'altra faccia del metal? Niente croci o serpenti ma una tecnica così mostruosa da far tremare i polsi più di qualsiasi altro artificio scenico?... Avevo fatto il mio primo passo verso un'altra direzione e avevo scoperto un gruppo che avrei amato fino ad oggi, ma soprattutto, mi era stato dato un piccolissimo assaggio di quello che si poteva fare padroneggiando la tecnica del proprio strumento. Dovevo scoprire di più, ne volevo ancora. La mossa successiva sarebbe stata quella di procurarmi l'album da cui Lie era tratta. E tutto questo grazie alla mia dose giornaliera di eMpTyV (cit. per nulla casuale, se avete colto troverete i punti di contatto tra i Dream, il grunge e la tv musicale!): da non crederci! 

Guardatevi il video:
https://www.youtube.com/watch?v=VD7OdyY1js4

3 commenti:

  1. M'era sfuggito sto post...


    i DT su empty-v (semplicemente fammi respirare... :)) non me li ricordo e credo che questa sia la prima volta che vedo il video di lie: certo che e' buffo!

    il mio incontro con loro arrivo' anni dopo, ne avevo quindici, sempre tramite una cassetta frusciante, che coi miei amici funzionava cosi'. e non fu "awake" ma "images and words" il primo, pero' si', l'impressione era praticamente la stessa che hai ben descritto

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  2. Anche tu all'epoca sei caduta nell'infinità!
    Oggettivamente i video dei Dream han sempre fatto cacarissimo. Tra l'altro, a proposito delle mie divagazioni sull'RnB e Hip- Hop passati in tv, ricordo il commento di Portnoy a questo video: in quel periodo era infognato proprio con il rap di NYC (guarda come è vestito nelle scene girate nel tunnel...)
    Ascoltando come prima cosa I&W anzichè Awake, immagino che l'impressione che questi fossero alieni sia stata ancora più marcata della mia! è un bel disco con dei gran pezzi, ma proprio per colpa del missaggio sembra suonato da dei robot. Non mi ha mai entusiasmato più di tanto.

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  3. alla faccia dei robot: erano semplicemente perfetti.

    ebbene si', anche io ho avuto il mio periodo con l'infatuazione per i tecnicismi...

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