sabato 8 agosto 2015

Ex Machina

Un giovane programmatore impiegato in un'importante azienda informatica vince l'opportunità di incontrare e lavorare con l'amministratore della sua società. Il suo capo, che vive in un eremo super tecnologico tra le montagne, è impegnato nella realizzazione e sviluppo di un progetto segreto e ambizioso: la creazione e il perfezionamento di un'intelligenza artificiale. Il giovane programmatore avrà una settimana di tempo per testare la creatura del suo capo ed esprimere il suo giudizio sulla qualità del lavoro da lui svolto.
La tematica principale intorno alla quale ruota il film è quella dell'uomo che tenta di sostituirsi a Dio, elevandosi al di sopra delle proprie capacità e dei propri limiti, per creare la vita artificialmente, dovendo poi affrontare i rischi e le conseguenze di questo processo che trascende la natura umana. Tematica non nuova quindi, anzi, già presente nel Frankenstein di Mary Shelley (1818), considerato il primo romanzo di fantascienza, che si svilupperà in America solo un secolo più tardi, e il cui sottotitolo è proprio Il moderno Prometeo, titano della mitologia greca, che creò l'umanità contro il volere di Zeus, ispirandosi all'immagine degli dei. Prometeo viene velocemente citato in un dialogo del film, che cela numerosi riferimenti religiosi, a partire dai nomi biblici dei protagonisti e sottintendendo l'immagine di Dio (Deux) sin dal titolo.
Dopo un primo momento di fascinazione per gli ambienti, nei quali è presente il forte contrasto tra la grandiosità del creato divino e la sterilità e la fallibilità di quello umano, il film perde di mordente, risultando presto un po' troppo lento, asettico e ripetitivo. Bella la cura del dettaglio visivo, che però alla lunga risulta stucchevole nel suo essere eccessivamente radical chic e perfettina tanto da sembrare uscita da un catalogo Ikea. Girando per la maggior parte del tempo all'interno di un bunker di vetro, al regista non resta che giocare coi riflessi e la profondità di campo, a sottolineare le ambiguità, le insidie, e le multiple personalità insite non solo nell'animo umano. è un gioco che però, se continuamente reiterato, diventa fastidioso.
Onestamente ho trovato povera la caratterizzazione dei personaggi, dove tutti gli elementi che vengono forniti sono poi lasciati in sospeso in un limbo di incompiutezza. I dialoghi sono piuttosto mediocri e solo in un paio di occasioni si nota un guizzo nella scrittura. In definitiva, pur essendo visivamente piacevole, questo Ex Machina mi ha lasciato abbastanza a bocca asciutta, non stimolando nessun tipo di particolare riflessione una volta uscito dalla sala. Si lascia guardare, ma ti scivola addosso con una velocità davvero eccessiva per esser considerato un buon prodotto. Del resto non si può neanche essere eccesivamente duri col regista Alex Garland, alla sua prima prova dietro la telecamera, ma per ora l'ho preferito senza ombra di dubbio in veste di sceneggiatore di pellicole decisamente di altro calibro, come 28 Giorni dopo e Sunshine, entrambi dell'amico Danny Boyle. So che in molti non saranno d'accordo, perchè la pellicola sta ricevendo per lo più recensioni positive. Se l'avete visto ditemi la vostra, magari mi son perso qualche passaggio o non ho colto qualche sfumatura che potrebbe farmi modificare il mio giudizio.

2 commenti:

  1. Vidi Ex Machina sul volo di ritirno qui in Australia trovandolo fastidioso e mediocre, le idee erano affascinanti, come quello della creazione divina, ma ho trovato i personaggi davvero poveri nella caratterizzazione , mancanza di profondità insomma.

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  2. Avrei voluto esplorare di più gli argomenti trattati, ampliarli

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