sabato 23 maggio 2015

Mustaine

Le biografie musicali sono una delle mie letture preferite, meglio ancora se sono delle autobio. Quella di Dave Mustaine ovviamente non poteva mancare nella mia collezione! Se non sapete bene chi sia quest'uomo vi colga la peste bubbonica a giorni alterni, oppure date una ripassatina a questo!
Dave, l'ho detto più volte, rappresenta uno dei miei musicisti preferiti, trovate le motivazioni nel post segnato nel link, ma penso che per me sia molto più di questo. Sono un Drugo (il che non ha niente a che fare con una certa tifoseria di una certa squadra, non nutrendo io il più piccolo interesse nei confronti del mondo del calcio) da quando avevo quattordici anni, da quando ascoltai per la prima volta Killing Is My Business... e il riff di Loved To Deth mi esplose in faccia con la stessa forza di una mina antiuomo, seguito da un urlo di Dave: Woooooooaaaaaahhhh!... Ero appena stato arruolato nella Cyber Army.
Nonostante il mio interesse per la produzione musicale dei Megadeth degli ultimi dieci anni sia pressochè inesistente, tutti i loro dischi degli anni '80 e '90 hanno avuto un impatto enorme nella mia formazione di music-addicted e li ascolto ancora con lo stesso piacere e allo stesso volume di quando avevo quattordici anni. Avete una vaga idea di quello che si prova a far tremare i vetri della vostra stanza quando fate uscire dalle casse dell'impianto stereo il riff iniziale di Set The World Afire o Reattlehead? Sono piaceri per i quali vale la pena rischiare di essere sfrattati.
Detto questo, è ovvio che non potevo perdermi la lettura della storia di questo mio idolo, raccontata dalle sue stesse parole.
Ho centellinato i capitoli del libro per molto, molto tempo, portandomelo con me e facendo in modo che fosse sempre a portata di mano sul mio comodino. è stato un po' come leggere "il Vangelo secondo Mustaine" e ha prodotto anche effetti simili: mi ha tenuto compagnia nelle mie notti insonni e mi ha dato forza nell'affrontare momenti bui o difficili. Per questo mi sento una volta in più in dovere di ringraziare Padre Mustaine per le sue parole, oltre che per la sua musica. Se la sua bio è sempre stata sul mio comodino nell'ultimo anno e mezzo, per la stessa quantità di tempo almeno un paio d'album dei Megadeth eran sempre presenti nel mio lettore portatile. In particolare The System Has Failed (a mio parere l'ultimo grande disco della band), proprio nella ricorrenza del suo decennale, è stato uno dei dischi più ascoltati negli ultimi venti mesi, o giù di lì.
Ciononostante non voglio dire che questo libro sia un capolavoro della letteratura contemporanea, tutt'altro: per quanto sia un'ottima lettura per ogni Drugo ha in realtà più di un difetto.
Innanzitutto è troppo lungo, anche per una storia fuori dal comune come quella di Mustaine: si parla di circa 350 pagine e non essendo un romanzo avvincente, dopo un po' incomincia a risultare abbastanza noioso e ripetitivo. Diciamo che la parte realmente interessante è quella che va dalla nascita di Dave alla pubblicazione di So Far, So Good, So What...! Essenzialmente quindi quella che parla della sua infanzia, dei problemi famigliari, l'avvicinamento alla magia nera e alle droghe, la breve avventura nei Metallica e la fondazione della macchina da guerra Megadeth alimentata da quelle sensazioni che noi Drughi conosciamo molto bene, perchè sono alla base di ogni canzone di questa band: rabbia, voglia di riscatto e vendetta.
Nella fattispecie, la parte più sentita e toccante, è come si può facilmente immaginare, quella relativa al periodo Metallica, conclusosi con la cacciata di Dave dal gruppo e la nascita dell'idea di fondare i Megadeth.
Mi rendo conto che questa è solo la versione di Dave, ma i fatti principali sono stati più volte confermati dai suoi vecchi compagni di Frisco e sono ragione di rimorso anche per loro, per come la cosa sia stata gestita.
Ovviamente i Metallica ne escono con le ossa rotte dal resoconto di quei giorni fatto da Dave e leggendo quelle pagine, per chi non conoscesse la storia, risultano davvero chiare le motivazioni e le circostanze che hanno portato Mustaine ad essere ciò che è stato e a fare ciò che ha fatto col suo gruppo. Dopo aver vissuto un'infanzia difficile, in continua fuga dal padre alcolizzato e violento, dopo esser stato per anni vittima di oppressioni religiose e aver avuto difficoltà ad integrarsi coi suoi coetanei, Dave finalmente trova il suo posto nei Metallica, che non considera solo come una band che possa dargli la possibilità di riscattarsi tramite il successo, ma come una vera e propria nuova famiglia, i cui membri sono suoi fratelli. Una situazione che dura poco, a causa del difficile temperamento di Dave, del troppo alcol, delle droghe e della poca pazienza dei Metallica, troppo proiettati verso l'idea del successo e poco inclini a sopportare il peso di Dave, che sarà anche un grande musicista (che tra l'altro definirà il sound e lo stile non solo della band, ma di un intero genere), ma in quella fase è visto solo come un ostacolo. Dopo un lungo viaggio che aveva portato la band ad esibirsi sulla costa atlantica, un mattino Dave viene svegliato bruscamente dai suoi "fratelli", che gli intimano di prendere il primo bus (non gli pagano neanche un viaggio in aereo) e di levarsi per sempre dai piedi. Nessuna spiegazione, nessuna seconda chance.
La parte successiva del libro è decisamente meno interessante, spesso confusionaria a livello cronologico, molto poco dedicata alla musica, troppo a considerazioni personali su altri personaggi e al dentro e fuori dalle cliniche di riabilitazione.
Mi è spiaciuto che praticamente non sia stato concesso spazio, non dico all'analisi, ma una maggiore attenzione alla descrizione del processo creativo e produttivo dei dischi dei Megadeth. Si parla del retroscena di non più di quattro o cinque pezzi e si tace su ogni aspetto vagamente tecnico.
Mustaine sembra più interessato a spiegare quali siano gli effetti delle droghe da lui utilizzate più che come nascono le sue opere. Dopo un po' questo meccanismo stufa e rende noiosa la lettura. Il finale è un colpo netto d'accetta: si passa da The System Has Failed a Endgame nel giro di due o tre pagine e i vari (troppi!) musicisti che hanno suonato negli ultimi dieci, quindici anni nella band, vengono a malapena citati.
Lo stile della scrittura è ovviamente quello che ci si aspetterebbe da Mustaine: informale, ma mai trasandato, attento, puntiglioso, tagliente e ironico. Dopo la conversione al cristianesimo Dave ha smussato molto i lati più spigolosi del suo carattere, ma il suo ego è ancora tutto lì: quando sono gli altri a comportarsi in una maniera che lui ritiene inopportuna, fastidiosa, irrispettosa o errata, sono ovviamente degli stronzi o degli sfigati, quando è invece lui a comportarsi nella stessa maniera non manca mai di puntualizzare con discutibili motivazioni quali siano le differenze di prospettiva che lo fanno sembrare a seconda delle situazioni un difensore dei deboli, un tossico gentiluomo, un musicista inattaccabile etc. Insomma, forse Dave non apprezza molto ciò che vede nello specchio, ma di certo ne ha un'alta considerazione...
Leggendo queste 350 pagine si ha spesso l'idea di avere a che fare con un perfetto imbecille, un tossico ingestibile e un alcolizzato violento, il chè è fondamentalmente vero; per fortuna non si può far a meno di perdonargli tutto con una grossa risata, quando è lui stesso ad ammettere che è stato più di una volta una grandissima testa di cazzo!...
La solitudine, il senso di sconfitta, la voglia di rivincita e di rimettersi in gioco, i demoni di un passato che avrebbe potuto essere magnifico e invece non fa altro che tornare a tormentare il presente, il senso continuo di inadeguatezza, l'incapacità di cogliere le opportunità e la fortuna che la vita ti sta donando perchè sei troppo occupato ad odiare te stesso e ciò che non hai più, l'amarezza, la rabbia e la frustrazione sono i temi principali del resoconto della vita di Dave e sono anche gli argomenti che da sempre mi legano a lui, come persona, oltre che come musicista. La tenacia è la sua qualità che più ammiro: a Dave è stato fatto molto male e si è fatto molto del male; è caduto da altezze vertiginose disintegrandosi ogni singolo osso, calpestando la propria dignità e perdendo più volte l'anima e (quasi) la vita. Nonostante tutto ha trovato sempre la forza di rialzarsi, di ricominciare, di sbagliare e riprovare a rimettere in sesto le cose. Ha tratto la forza dalla musica, dell'esercizio fisico, dalla ricerca spirituale e dalla introspezione psicologica. Mega Dave è un sopravvissuto, un guerriero, un esempio di forza e tenacia e per questo sono fiero, dopo tanti anni, di considerarmi ancora un suo Drugo.
Dave, I loved you to Deth!



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