domenica 3 maggio 2015

Lo Squalo è morto!

è con estremo rammarico e tristezza che apprendo ora della morte definitiva di Grooveshark!
Il portale di musica che consentiva a RN di effettuare i suoi streaming on the road ha chiuso i battenti dopo un lungo periodo di battaglie legali legate al diritto d'autore.
Grooveshark era uno degli ultimi bastioni della "musica libera" ad essere sfuggito fin ora alla morsa delle major che aveva già costretto all'oscuramento siti e provider come Limewire e Napster.
C'è poco da dire, lo squalo si è sempre mosso sul filo del rasoio e ora anche lui è caduto nella rete.
I suoi competitor, come Spotify, da tempo eran passati a pagamento, Grooveshark era forse l'ultima isola felice al largo di servizi come il Tubo, che pur rimanendo gratis rappresenta una delle maglie del monopolio operato dall'azienda di Mountain View, che tra l'altro vanta anche la proprietà di Blogger, grazie al quale potete leggere queste pagine...
Davvero son parecchio amareggiato, perchè lo Squalo non rappresentava per me solo un database online di musica free, ma mi dava la possibilità di organizzare le serate di streaming alle quali tenevo molto e che mi permettevano di fare una cosa che ho sempre amato: passare musica per i miei amici.
Non so se questo sarà di nuovo possibile farlo a costo zero nel breve periodo, ne dubito. Cercherò di trovare una soluzione. Che tristezza. Avevo appena programmato una trasmissione per stasera che son stato costretto ad annullare...
Mi mancherà il nostro appuntamento musicale notturno, mi mancherete voi.
Alla prossima.

12 commenti:

  1. Che rabbia! Hai provato a fare una ricerca on line, magari esiste qualche sito/servizio che l'ha sostituito. Sgruuunt!!!

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    1. Non ancora, ma è una ricerca già effettuata più di una volta in passato e che alla fine mi aveva condotto su Grooveshark. Sistemi per far broadcasting ce ne sarebbero, ma si tratterebbe di cominciare a pensare all'acquisto di un software gestionale e pagare licenze. Non so, la cosa si fa complicata per essere gestita in autonomia. Però potrebbe anche essere il momento giusto per portare il discorso ad un nuovo livello, un po' come fanno Black Swan e soci, ma avrei bisogno di qualcuno con la stessa passione e la voglia magari di spendere due lire... Nel caso fatevi sotto...

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  2. Che tristezza. Son cose che nel 2015 fatico davvero a comprendere.

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  3. Pessima notizia, non è solo Grooveshark ad aver avuto gli occhi addosso ultimamente, sono stati presi di mira anche diversi siti di condivisione torrent come Kickass per esempio. Io mi chiedo se davvero chi lucra su musica e cultura in generale si aspetti che dalla chiusura di questi siti si impennino le vendite. Mi sembra un punto di vista folle.

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  4. Il discorso ahime' e' delicato e controverso: se da una parte condivido appieno le vostre argomentazioni e la vostra amarezza, dall'altra penso a quei musicisti che devono pagare l'affitto (esistono!) e a cui l'esistenza di siti su cui ascoltare la loro musica ma con un piccolo contributo cambierebbe non poco la vita... boh?

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    1. Mah, io la vedo come Firma: sinceramente non so quanto la chiusura di siti come Grooveshark possa giovare al mercato musicale. Io penso che i diritti d'autore siano sufficienti ai grandissimi, perchè poi sono questi che rompono il cazzo, per pagarsi l'affitto, anche senza le royalties e i diritti di riproduzione; di contro artisti minori secondo me possono solo trovare beneficio da servizi come questo, che magari danno la possibilità di mettere in contatto diversi ascoltatori che gravitano attorno ad una broadcast e che con le loro proposte e i loro gusti fanno conoscere agli altri un sacco di musica altrimenti sommersa, del resto questo è esattamente ciò che succedeva durante i nostri streaming. Posso capire la chiusura di siti di condivisione, ma che senso ha attaccare dei database on line quando poi il Tubo continua (fortunatamente, s'intenda!) a restare in piedi, solo perchè di proprietà del Big Brother? Io fossi un artista sarei contento se la mia musica girasse in questi canali e venisse ascoltata da gente che magari grazie al passa parola potrebbe portare qualcuno a comprare un mio disco. Le alternative pubblicitarie altrimenti quali sarebbero? MTV?...Il problema è forse che al giorno d'oggi la gente oltre a non comprare più magari manco scarica, perchè tanto con lo streaming ha tutto cio che gli serve a portata di click. Ecco allora spiegato l'intervento sui siti di streaming "free" e comunque non infarcito dalle tonnellate di pubblicità propinata dal Tubo.
      Ribadisco, per me era un modo utile, divertente e culturalmente stimolate di far girare della buona musica, poi se uno vuole possedere il cd o il file in qualche modo è giusto che paghi (prezzi ragionevoli però e questo è un altro ordine di problemi), ma non penso che questa chiusura e altre simili porteranno ad un'impennata delle vendite, semmai toglieranno un po' di concorrenza al Big Brother e forse gente come Tom Yorke da oggi dormirà meglio...
      Lo Squalo è morto, lunga vita allo Squalo!

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  5. ... Tristezza e amarezza...

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  6. Portare il discorso a nuovi livelli...qualcuno con la stessa passione...spendere due soldi?
    Se è un progetto facile al naufragio, con scarsissime probabilità di un minimo successo, mi piace!
    GS...peccato; lo avevo scoperto grazie a te. Vedi, come in natura, si riducono gli habitat, è così che si estingiono quelli come noi...

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    1. He, he! Le scimmie comunque non si estingueranno mai, non temere: si adattano troppo bene ad ogni tipo di habitat e poi risultano sempre simpatiche.
      Ovviamente questo sarà un progetto facile al naufragio con scarsissime probabilità di successo, del resto è così per tutto ciò che gravita intorno a RN!
      Tuttavia mi sto attrezzando e forse qualcosa di interessante salterà fuori, sempre a costo zero, chiaramente... Se la cosa va in porto preparati a buttare giù qualche palylist ;)

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    2. Ps: nel frattempo mi son spostato su Deezer per ascoltare un po' di musica che segua i miei gusti. Non è male anche in versione free, magari buttaci un orecchio!

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  7. Da anni ormai godevo appieno dei servizi di Grooveshark. E' una grave perdita, e come al solito c'è grande miopia nell'industria discografica: molti artisti di nicchia hanno avuto il mio investimento sui loro dischi solo dopo che li ho ascoltati attentamente su GV...pensa che menti eccelse i discografici...

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    1. Ciao Alessandro. Sono perfettamente d'accordo col tuo discorso, io agivo nella tua stessa maniera. Tuttavia lo streaming sta diventando sempre più la modalità con la quale la gente usufruisce della musica che ascolta. Non sono rimasti tanti ascoltatori "attivi", che dedicano tempo alla fruizione attenta della musica, infatti i dischi non li compra più nessuno, a parte al disorso prezzo, molti preferiscono saltellare da un brano all'altro di diversi artisti, piuttosto che dedicare attenzione ad un'unica opera. E il download in quest'ottica diventa anche superfluo e ultimamente neanche così facile, visto l'epurazione di siti di condivisione in atto ormai da qualche tempo. Quindi l'attenzione dell'ascoltatore "passivo" si indirizza verso il più agile e snello streaming, portandosi dietro però l'ingordigia delle major che devono pur portarsi a casa la pagnotta (loro, più che gli artisti che rappresentano!). Niente pubblicità, niente diritti pagati? Era ovvio che lo Squalo prima o poi sarebbe stato abbatuto, anche se tra i suoi ascoltatori c'erano persone come me e te che una volta scoperte cose interessanti grazie allo streaming, poi magari se le andavano a comprare su un supporto fisico; ma siamo rimasti in pochi. Ecco perchè secondo me questo non porterà ad un'impennata delle vendite: i cd rimarranno comunque sugli scaffali, ma le etichette spremeranno i servizi di streaming autorizzati per mettersi in tasca ancora un po' di soldi.

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