sabato 28 marzo 2015

The River

Secondo capitolo della mia personale mini saga legata all'analisi di tre brani di Springsteen che vivo come fossero un pezzo unico.
Qui trovate la prima parte.
Il brano che andremo ad analizzare è uno dei capisaldi della discografia springsteeniana, una canzone che è introdotta da quello che è forse il più lancinante e famoso fraseggio di armonica di sempre: The River.
Questo pezzo è la titletrack del quinto album di Springsteen (1980) e occupa l'ultima posizione del primo disco, essendo questo lavoro un doppio.
è proprio con questo album, del quale ricordiamo Loose Ends è un'outtake, che Bruce inizia a scrivere testi riguardanti le relazioni di coppia in maniera inedita, più matura. Nei precedenti quattro dischi questo tipo di canzoni aveva un'accezione più romantica, tardo adolescenziale, se vogliamo, mentre da qui in poi le relazioni uomo-donna vengono analizzate con lo sguardo di un uomo (e anche se molto raramente di una donna) che ha già conosciuto la perdita e la sofferenza di una storia conclusasi male. Le relazioni cominciano a perdere il loro fascino di avventure portatrici di energia salvifica per manifestarsi nella nuova luce del peso che queste lasciano quando terminano o non stanno pocedendo come dovrebbero. Probabilmente il primo brano a trattare l'argomento della difficoltà che si prova quando le questioni d'amore si complicano dolorosamente è Stolen Car, anch'essa appunto presente in questo disco, ma The River rappresenta una vera e propria summa della poetica di Springsteen, incorporando tutte le tematiche e gli elementi ricorrenti che si possono ritrovare nei suoi pezzi più classici e che subito saltano alla mente dell'ascoltatore attento ai suoi testi.
Se in Loose Ends il protagonista prima di raccontarci quanto fosse doloroso vedere il proprio sogno d'amore sgretolarsi nelle sue mani ci narrava di come questo fosse nato, in The River fa un ulteriore salto indietro, inquadrando la sua persona all'interno di un disegno del destino che lascia davvero poco spazio alla buona sorte. Su di lui è come se ci fosse una maledizione o meglio, la sua vita è segnata sin dalla sua tenera infanzia, perchè "nel fondo della valle ti crescono per fare ciò che faceva tuo padre". Sin dalle prime righe del testo ci si rende conto di come ci si trovi di fronte ad un destino segnato e ineluttabile a come "le colpe dei genitori ricadano come una condanna sui figli", concetto gìa espresso nel precedente album Darkness On The Edge Of Town in Adam Raised A Cain.
Il giovane protagonista incontra e si innamora di Mary (figura ispirata alla vera sorella di Bruce). Non c'è tempo di sviluppare un racconto romantico sulla loro storia d'amore, perchè le cose si complicano da subito: Mary rimane incinta e i due ragazzi sono costretti a sposarsi con una cerimonia che è quanto più distante possibile dal sogno di ogni giovane fanciulla.
I giorni diventano ancora più duri quando il ragazzo perde il suo lavoro e poco alla volta l'amore della sua Mary. I due si allontanano sempre di più ed è evidente che le cose non sono destinate a migliorare.
Il giovane è conscio di ciò che sta perdendo e riflettendo sul tempo passato è sovrastato dai ricordi di teneri attimi di felicità condivisa con la sua Mary, ricordi che iniziano ad ossessionarlo, perchè non è più in grado di recuperare ciò che ha perso. Nella sua mente si impone una domanda che è al centro della canzone e di moltissimi altri brani di Springsteen che condividono lo stesso argomento: "Un sogno è una bugia se non s'avvera o è qualcosa di peggio?"
Il fil rouge della narrazione è rappresentato da uno degli elementi maggiormente ricorrenti nelle canzoni di Springsteen: l'acqua, qui e molto spesso altrove, presentata sotto forma di fiume (river).
Bruce ha sempre ammesso come la sua educazione cattolica, volente o nolente, abbia giocato un ruolo fondamentale nella stesura dei suoi pezzi. L'acqua, già potente elemento biblico, ha spesso una duplice valenza: se da un lato rappresenta la purificazione, la salvezza e la gioia, dall'altro è molte volte metafora di disagio, difficoltà esistenziali e/o sociali e in questo caso si presenta scura, pesante, agitata. Solo per fare qualche esempio, in Spirit In The Night rappresenta, in veste di lago, un luogo in cui passare una notte memorabile con gli amici, una ragazza e una bottiglia di vino, in Racing In The Street il mare è un luogo in cui lavare i peccati dalle proprie mani, ma in brani come Lost In The Flood o State Trooper, l'acqua è un elemento metaforico che indica una condizione miserevole e sventurata, senza parlare di Matamoros Banks la cui voce narrante è quella di un cadavere sul fondo del Rio Grande che racconta in flashback la sua storia.
In The River la dualità dell'elemento è estremamente evidente, perchè se da un lato rappresenta la felicità e la semplicità della giovane coppia nei loro momenti di maggior legame (non è un caso che il protagonista nei suoi ricordi faccia riferimento anche ad un bacino artificiale), dall'altro è il simbolo stesso dell'amore tra i due, che ormai è asciutto come il suo letto. Nonostante il ragazzo sia cosciente che le cose non sono più quelle di un tempo non si dà pace, il fiume asciutto lo chiama a sè perchè fa parte di lui, mentre i ricordi lo tormentano. Ma di notte il letto del fiume è un luogo inospitale che non dà più la possibilità alla coppia di nuotare tra le sue acque. Il protagonista vi ci è condotto dalle sue domande e da ciò che lo tormenta; sa che non c'è più nulla per lui in quel luogo, ma non è semplice gettare via l'unica cosa che ti ha reso felice nella vita. Non è semplice voltare le spalle ad un sogno, anche se si è rivelato essere una bugia.

Vengo dal fondo della valle
Dove signore quando sei giovane
Ti tiran su per fare quello che faceva tuo padre
Io e Mary ci siamo incontrati alle superiori
Quando lei aveva solo diciassette anni
Ci allontanavamo da quella valle giù verso dove i campi eran verdi
Scendevamo al fiume
E nel fiume ci tuffavamo
Oh giù al fiume andavamo

Poi ho messo incinta Mary
E cavolo questo è tutto quel che scrisse
E per il mio diciannovesimo compleanno ricevetti una tessera del sindacato e una giacca da
                                                                                                                                              [cerimonia
Siamo andati al municipio
E il giudice ha messo tutto a posto
Niente sorrisi da giorno delle nozze nessun corteo nuziale
Niente fiori niente abito da sposa

Quella notte siamo andati giù al fiume
E nel fiume ci tuffavamo
Oh ce ne siamo andati giù al fiume

Ho trovato un posto da manovale per la Johnstown Company
Ma ultimamente non c’è stato molto lavoro a causa della crisi economica
Ora tutte le cose che parevano così importanti
Beh, signore, sono svanite nell’aria
Ora mi comporto proprio come se non ricordassi
Mary si comporta come se se ne fregasse

Ma mi ricordo di noi a girare con l’auto di mio fratello
Il suo corpo abbronzato e bagnato giù al bacino idrico
Di notte su quelle sponde giacevo sveglio
E la tiravo a me solo per sentire ogni suo respiro
Ora quei ricordi tornano a tormentarmi
Mi perseguitano come una maledizione
Un sogno è una bugia se non s’avvera
O è qualcosa di peggio
Che mi spinge giù al fiume
Anche se so che il fiume è asciutto
Che mi spinge giù al fiume stanotte
Giù al fiume
La mia piccola e io

Oh giù al fiume andiamo


(la traduzione è mia)

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...