domenica 8 marzo 2015

In My Darkest Hour

In My Darkest Hour è una delle canzoni più famose e apprezzate dei Megadeth, pubblicata nell'88 sul loro terzo disco So Far, So Good... So What!, è diventata da subito uno dei cavalli di battaglia della band, che ormai da quasi tre decadi non manca mai di eseguirla durante i suoi concerti.
Nella coscienza comune dell'ascoltatore di metal IMDH è un pezzo dedicato al compianto Cliff Burton, storico bassista dei Metallica; quest'affermazione non è del tutto errata, ma è più una mezza verità.
Tutti sanno che prima di fondare i Megadeth, nei primi anni '80 Dave Mustaine era la chitarra solista e uno dei maggiori compositori dei primissimi Metallica, prima che questi pubblicassero il loro primo disco, tanto per intenderci. La cosa non durò molto a lungo, perchè i membri del gruppo thrash di Frisco, pur riconoscendo l'enorme apporto artistico di Dave, mal tolleravano la sua personalità troppo fuori controllo, l'eccessiva assunzione di alcolici e sostanze stupefacenti, ed erano troppo impegnati a perseguire la "lunga strada

Cliff (sx) & Dave (dx)

verso la vetta", come la definirebbero gli AC/DC, sbarazzandosi di ogni tipo di fardello e ostacolo che si frapponeva tra loro e la realizzazione dei loro sogni di gloria. Dave a quel punto della storia dei Metallica era il primo e più pesante dei fardelli, e i tre non esitarono nel bel mezzo di un viaggio promozionale che li aveva portati ad esibirsi a New York ad esortargli di raccogliere la sua roba e levarsi dai piedi. Il resto è storia: tradito e scaricato dai suoi più cari amici Dave si ritrova per l'ennesima volta da solo in mezzo ad una strada. Durante il viaggio di ritorno a Los Angeles partorisce l'idea di assemblare una macchina da guerra inarrestabile, una creatura perfetta che sarebbe stata strumento per la sua sete di sangue, successo e soprattutto vendetta. Quella creatura si sarebbe chiamata Megadeth.
Durante il tour del secondo disco dei Megadeth, nel 1986, Dave riceve una chiamata; dall'altra parte della cornetta una voce gli comunica che il suo vecchio amico Cliff, il bassista dei Metallica, è morto in un incidente stradale avvenuto in Svezia durante il tour di Master Of Puppets. Il tour bus della band aveva slittato su una strada ghiacciata e Cliff, che stava dormendo, era stato scaraventato fuori dal veicolo per poi venirne schiacciato.
Dave è sotto shock: il risentimento che provava nei confronti degli altri membri del gruppo non si estendeva a Cliff, da lui ancora considerato un amico nonchè un grande musicista.
La prima cosa che fa Dave dopo aver appeso la cornetta è entrare in macchina e andare a procurarsi dell'eroina. Resta a lungo pietrificato a piangere, è incapace di metabolizzare la notizia; poi la scintilla: imbraccia la chitarra e di getto, compone In My Darkest Hour. La musica è cupa, triste, per scatenarsi verso il finale in un impeto di rabbia: rispecchia innegabilmente lo stato d'animo di Dave in quelle ore, ma il testo non parla direttamente di Cliff. Mustaine era tormentato da un'altra cosa in quei giorni: la relazione con la sua ragazza storica, Diana (già citata in un altro pezzo dei Megadeth: Wake Up Dead), stava ormai mostrando la corda ed era prossima al naufragio. Ecco quindi dove sta l'ambivalenza di un pezzo come IMDH, la cui musica deriva dalla perdita di un amico, ma il cui testo fa un diretto riferimento alla fine di una relazione importante. Dave, come nella stragrande maggioranza dei pezzi dei Megadeth, regala una performance carica di sensazioni immediatamente percepibili all'ascolto del brano: rabbia, tristezza, disillusione, amarezza, sconforto, sconfitta e voglia di riscatto.
Qualche mese dopo averla scritta la suonerà dal vivo a San Francisco, davanti ai genitori di Cliff, al quale dedicherà apertamente la canzone, che tutt'oggi, a distanza di quasi trent'anni, conserva ancora intatti quel dolore e quella rabbia presenti nel giovane Mustaine.
Traduco il testo per voi:

Nel mio momento del bisogno
ha, no, tu non ci sei
e nonostante io abbia teso una mano verso di te
tu non mi hai mai aiutato

Attraverso l'ora più scura
la tua gentilezza non risplendeva su di me
dà un senso così di freddo, molto freddo
nessuno si dà pena per me

Hai mai pensato che mi sento solo?
Hai mai pensato che avevo bisogno d'amore?
Hai mai pensato di smetterla di pensare 
che tu sia l'unica alla quale io stia pensando? 

Non saprai mai quanto duramente abbia provato
a trovare il mio spazio e soddisfare anche te

Le cose andranno meglio quando sarò morto e sepolto
Non cercare di capire, conoscendoti probabilmente sono in torto

Ma, oh come ho vissuto la mia vita per te
finchè non hai voltato le spalle
Ora, mentre muoio per te
mi si accappona ancora la pelle mentre sussurro il tuo nome 
Per tutti questi anni ho pensato di essere in torto
ora so che eri tu ad esserlo
Solleva la testa, solleva il viso, i tuoi occhi
dimmi, chi credi di essere?

Cammino, cammino da solo
verso la terra promessa
C'è un posto migliore per me
Ma è molto, molto lontano

Una vita eterna per me
in un mondo perfetto
ma prima devo morire
Dio ti prego indirizzami sulla mia strada

Il tempo ha una sua maniera di prendere tempo
La solitudine non è avvertita solo dagli sciocchi
Da solo, grido per alleviare il dolore
Bramo un tuo abbraccio
Da solo, così da solo, sono perso
consumato dal dolore
il dolore, il dolore, il dolore
Non ti va di abbracciarmi ancora
Ti sei messa a ridere, ha-ha, troia

La mia intera vita è un lavoro costruito sul passato
è giunto il momento in cui tutte le cose passeranno
Questa bella cosa è morta


(grazie Dave!)














4 commenti:

  1. eh gran pezzo... non sapevo la storia: grazie per avercela raccontata!

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    Risposte
    1. Grazie a te per averla letta! Contento di riuscire ancora a tirar fuori qualche aneddoto che magari è sfuggito anche ai più preparati come te.
      Radio Nowhere è al vostro servizio! ;)

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    2. confesso le mie colpe: sono preparata sugli ascolti ma in quanto ad aneddoti vado maluccio...

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