sabato 15 novembre 2014

Interstellar

Attendevo da parecchi mesi l'uscita di questo film, ma nonostante la curiosità che nutrivo, ho scelto di tenermi alla larga da qualsiasi parere, recensione, indiscrezione, anteprima, fino alla sua visione. è una strategia che sto attuando da un po' di tempo sia in ambito musicale che cinematografico e che mi sta regalando delle splendide sorprese. Per la verità non ho mai amato informarmi troppo su ciò che sto andando a vedere, perchè amo l'effetto sorpresa; per lo stesso motivo quando vado ad un concerto di un gruppo che sono già mesi che sta girando il mondo, non mi sogno di andare a curiosare nella scaletta dei live già eseguiti per sapere cosa mi aspetterà quando suonerà di fronte a me. è chiaro che cerco di approcciarmi con cognizione di causa a ciò che vado a vedere, ma nell'epoca della sovrainformazione, dove tutti sanno già tutto e hanno un'opinione su tutto, anche prima che questo tutto accada, preferisco avere solo due o tre elementi che mi permettano di capire se quella a cui prenderò parte potrà essere un'esperienza interessante per me oppure no.
Ecco, nel caso di Interstellar sapevo che sarebbe stato un film di Cristopher Nolan, del genere sci-fi; tanto bastava. Non volevo neanche conoscere la trama: quei due erano elementi sufficienti per farmi attendere con trepidazione e curiosità la data di uscita del film. Ieri l'ho visto.
Dalle facce dei miei compagni di "viaggio" ho capito che era un film che stava spaccando nettamente l'opinione pubblica in due. Dopo la proiezione ci siamo brevemente confrontati e ognuno ha detto la sua, mettendo in luce la propria percezione della pellicola. Arrivato a casa, anche se era ormai notte fonda, non ho potuto resistere alla tentazione di andare a spulciare in rete per conoscere i diversi pareri degli spettatori e poterli confrontare con il mio. Ed ecco la conferma: Interstellar sta spaccando nettamente l'opinione pubblica in due. C'è chi ritiene sia un capolavoro, chi una boiata inguardabile, il peggior film di Nolan, il nuovo genietto di Hollywood.
Visto che il mondo sta riempiendo le pagine di ogni blog e forum dedicato all'analisi cinematografica con recensioni dedicate a questo film, non starò qui a raccontarvi di cosa parla o cercare di sviscerare i suoi pregi o difetti, anche perchè in questa fase mi piace semplicemente consigliare (o meno) i film che vedo non utilizzando più di un paio di frasi. Se qualcuno si fida del mio giudizio mi piace pensare che gli basti sentirsi dire "vai a vederlo; non lasciare che ti rovini la sorpresa spiegandoti di che parla, che fretta c'è? Lo scoprirai tu stesso. Se ti fidi, accetta il consiglio, poi ne riparliamo". Io con i miei amici "spacciatori" di film e musica ho proprio questo approccio, perchè mi fido di loro (che conoscono i miei gusti) e se mi portano qualcosa a casa non sto a fare troppe domande, magari chiedo giusto chi sia l'autore, ma poi mi siedo sul divano e schiaccio play. Assaporare una nuova esperienza con le difese abbassate può non aver prezzo.
Quindi, voi che state leggendo, spero che abbiate già visto il film...diversamente non temete, non ci saranno spoiler.
La maggior parte delle critiche rivolte ad Interstellar hanno a che fare con le inesattezze scientifiche che sembrano siano disseminate lungo le tre ore di girato. La gente si sta letteralmente accanendo su questo argomento, forse in ragione del fatto che sembra che i teaser facessero proprio leva sull'elevato livello di credibilità scientifica che il film dovrebbe avere. Io questo non lo so, perchè come dicevo mi son tenuto alla larga dalla sua promozione, quindi non so quanto questo discorso abbia avuto peso nel creare quest'ondata contro-pubblicitaria mirata allo smantellamento sistematico di tutto ciò che viene detto e accade nel film. Io trovo che un film holywoodiano che si prende il tempo di trattare argomenti come la teoria della relatività ristretta sia già di per sè meritevole d'esser visto. Interstellar, pur essendo un film di fantascienza e partendo quindi da postulati scientifici, rimane pur sempre un film. Chi è alla ricerca di un rigore scientifico assoluto e inconfutabile applicato alla trama di un film sta commettendo un errore madornale. A quel punto sarebbe il caso di vedersi un documentario della Nasa, non un film di Nolan. Se vogliamo sempre esser ipercritici e sottolineare difetti là dove non è neanche il caso di andarli a cercare dobbiamo mettere in conto che non possiamo far ricorso alla nostra sospensione dell'incredulità, che è conditio sine qua non per la visione di un film. Senza parlare poi del fatto che se stiamo a valutare la pertinenza scientifica di opere di fantascienza, ci dovremmo scordare per lo meno i 3/4 di questo filone, compresi i suoi classici più seminali.
Altra critica rivolta al film è quella di essere troppo cervellotico. Stiamo parlando di un'opera di Nolan...tra l'altro a me è sembrato il più lineare che abbia mai fatto; se si è già venuti in contatto con il concetto della relatività e dei piani multidimensionali, vuoi per merito di altri film o per letture che si son fatte in precedenza, penso sia tutto più che comprensibile. Che poi non piaccia come è stato fatto è un altro paio di maniche. Inception, che comunque mi è piaciuto molto, l'ho trovato molto più da emicrania di Interstellar: facevo fatica a far combaciare i pezzi e per quanto sia affascinante la sua struttura narrativa, è per certi versi maggiormente un (riuscitissimo, s'intenda) esercizio di stile rispetto a quest'ultima opera.
Non sono neanche d'accordo con chi ha parlato di eccessiva stucchevolezza e di una certa retorica che serviva da contraltare ad un impianto decisamente troppo tecnico e noioso. Secondo me le due cose sono assolutamente ben bilanciate. Il film risulta in eguale misura avvincente e commovente senza scadere nel banale o nel ridondante.
Semmai posso dire di aver notato un certo appesantimento a causa della verbosità artificiosa dei dialoghi troppo citazionisti e pedanti, qualche scivolata in termini di sceneggiatura sulla semplificazione di alcune situazioni e certe scene davvero troppo vindieseliane delle quali si sarebbe fatto volentieri a meno.
Per il resto ho apprezzato il coraggio di un regista che spinge ancora una volta il limite del realizzabile, facendoci vivere sensazioni e veder cose (non voglio rovinare la sorpresa a nessuno) come mai era stato fatto prima, neanche da quel disastroso Gravity, anch'esso infarcito di inesattezze scientifiche, che però non gli hanno impedito di vincere qualcosa come sette Oscar...
La fotografia di questo film è qualcosa di semplicemente incredibile, di per sè un'esperienza unica!
Non c'è 3D a dover mettere una pezza alle voragini presenti nella sceneggiatura di Gravity e ciononostante poche volte ho provato delle emozioni così forti vedendo un film di sci-fi al cinema. O forse dovrei dire "vivendo" un film di sci-fi al cinema, perchè l'immersione nell'opera di Nolan è totale, magnetica, gravitazionale, direi...ti risucchia dentro e riesce laddove il lavoro di Cuaron fallisce miseramente.
Alla fine della visione ho avuto la sensazione di aver visto uno dei più bei sci-fi movie di sempre. Avrei voluto applaudire, gridare di gioia e commozione allo stesso tempo.
La storia è bella e uno dei messaggi che lancia mi ha colpito positivamente: ci siamo dimenticati chi siamo. Non abbiamo più il coraggio di osare, non siamo più esploratori e pionieri. Siamo troppo legati al nostro presente e non abbiamo più il coraggio di alzare la testa e sfidare il futuro.
Penso che cinematograficamente questa sia la chiave di lettura per capire e visualizzare nella giusta ottica l'incredibile lavoro di Nolan.
Magnifico!

17 commenti:

  1. devo ammettere che il mio giudizio su nolan e' in tendenza calante: ottimo memento, grazioso the prestige, fumettoni i batman (ma questo non puo' sorprendere) e piatto inception pero' boh?, forse posso dargli un'ultima chance prima di bollarlo per sempre come "buon artigiano" o al piu' "discreto soggettista"...

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    1. Azz'..."buon artigiano" o "discreto soggettista"...Sei una terrorista integralista! è come dire che Waits scrive dei testi passabili...
      Io dico ad avercene...Meno male che ci sono ancora dei registi coraggiosi capaci di tirarsi dietro l'odio del pubblico incontentabile.

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    2. beh dai, coraggioso nolan proprio non si puo' dire: pensa a ozon, kaufman, greenaway, cronenberg, anderson (sia pt che w), tarantino, malik, lynch, jarmusch, garrone, park, kim, von trier, de palma, i cohen, soderbergh, polanski, aronofski, baumbach... giusto per tirar fuori i primi nomi che mi vengono in mente in ordine sparso...

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    3. Cara la mia Morandini, ammetto che alcuni di questi registi proprio non li conosco, ma altri che hai citato sono i miei preferiti. Ciò che li accomuna però è che tutti si muovono all'esterno della grande idustria hollywoodiana, a differenza di Nolan che invece ci sguazza. Ecco perchè lo definisco "coraggioso". Pur non essendo un autore alternativo o indipendente crea dei blockbuster per nulla scontati e con una visionarietà che son merce rara su quella collina californiana.

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    4. azz... non soderbergh (terribile!) ma solondz: come ho potuto confondere? XD

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  2. Premettendo che le opere di Nolan spesso mi divertono (la trilogia del Cavaliere Oscuro l'ho adorata, anche se il terzo film chiude maluccio una saga decisamente originale e spettacolare) devo dire che concordo in parte col giudizio di Liv. Nolan è tecnicamente un eccellente regista, uno dei pochi a girare oltretutto in formato IMAX e le sue sequenze sono quasi sempre a tasso altamente spettacolare supportate da una fotografia davvero fantastica. Detto questo però ritengo che non si possa definire "coraggioso" e che i suoi siano dei meravigliosi blockbuster camuffati ad arte da film d'autore. Lui è oltretutto particolarmente bravo (furbo...) a lanciare i suoi prodotti a livello mediatico, creando sempre un'attesa spasmodica che porta poi sempre decine di pareri contrastanti dopo l'uscita nei cinema.
    Parlando di Interstellar confermo le impressioni di venerdì sera. Non mi soffermo su errori e incongruenze presenti a livello scientifico perché alla fine si tratta di un film di e ci può stare che ci si prenda qualche libertà per far funzionare meglio la storia. I problemi sono altri e decisamente più gravi a mio parere. Sono soprattutto nel vuoto quasi totale di contenuti e nella banalità sconcertante di molti dialoghi (machecazzo Nolan! come fa notare la recensione del National Geographic online, tra le tante cose che puoi far dire a Matthew McConaughey mentre sta entrando in un buco nero, spingendosi ai confini del conosciuto, opti per un "qui è tutto nero..."?????).
    Se la prima parte del film (nonostante la noia) può ancora essere sopportabile, la seconda scade nel delirio (di onnipotenza di Nolan) finendo per creare un pasticciaccio melodrammatico che non ha nulla da invidiare al (giustamente) criticato Gravity...
    A questo punto dico viva Duncan Jones che con il suo Moon costato pochissimo ha tirato fuori un piccolo gioiellino fantascientifico che fa riflettere al contrario di questo polpettone...

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    1. Caro il mio Guidobaldo Maria Riccardelli, per quanto riguarda la mia accezione del termine coraggioso usato per definire lo stile di Nolan rimando alla risposta che trovi sopra. Per quanto riguarda il giudizio al film ci sta che il tuo sia completamente diverso dal mio. Certe cose ti fanno un effetto diverso in momenti diversi, dipende da quanto e come sei predisposto alla loro ricezione. Per me forse Interstellar è stato il caso del film giusto visto al momento giusto e me lo son gustato dall'inizio alla fine. Inoltre sai cosa? Non dico che uno dovrebbe sospendere il proprio giudizio critico, questo mai (!), ma talvolta smettere di voler fare il critico da giuria sempre e comunque. Il bello del cinema è anche godersi la meraviglia e la spettacolarità di una storia che non per forza deve essere costruita da ingegneri aerospaziali affinchè tutto torni e ogni cosa sia al suo posto. Forse è un punto di vista che deriva da anni di visione dei lavori di Lynch, nei quali se incominci a chiederti ad ogni scena perchè e come, fai prima a spararti un colpo in testa perchè non ne esci vivo comunque! Molto meglio lasciarsi "trasportare dalla corrente" delle emozioni, del resto è un sogno ad occhi aperti e nei sogni non tutto risponde alle leggi della fisica, quindi, who cares? A volte è bello cercare di guardare le cose come lo farebbe un bambino, per rimanere sorpresi, affascinati e incantati, senza dover per forza fare le pulci laddove è superfluo.
      Per quel che riguarda il contenuto del film io l'ho trovato tutt'altro che superficiale o addirittura assente, ma ripeto, forse ero sintonizzato sulla stessa frequenza di quello che vedevo e a sto giro ho captato delle onde che voi vi siete persi, nulla di più normale.
      Discorso dialoghi e ciò che MMcC dice (hai spoilerato, maledetto!). Nolan passa i tre quarti del film ad inventare dialoghi il più appropriati possibile, col risultato di essere spesso pedante fino alla morte, quando non completamente fuori luogo. La frase di MMcC non mi è sembrata per nulla stonata, proprio perchè suona molto più naturale di gran parte di ciò che il suo personaggio dice durante tutto il resto del film: è più immediato, quasi spontaneo. Magari non è intellettualmente ispirato, ma meglio così. Prova a metterti nei suoi panni: tu che diresti (senza pensarci)? è molto simile al mio "porca p.....a" urlato quasi alla fine del film quando c'è stata quella scena (non diciamo quale) che mi ha preso alla sprovvista. Non è da me, me ero talmente preso, che quando accade ho cacciato un urlo che sarà riverberato in tutta la sala; non l'ho fatto a posta, è stato spontaneo. Io vivo così quell'uscita dell'astronauta che si ritrova improvvisamente dove nessun essere umano è mai stato prima. Non è che ti viene da pensare "ok, ora dico qualcosa di intelligente". Neanche io l'ho fatto e penso che la cosa più che dar fastidio ai miei vicini li abbia fatto sorridere per la sua spontaneità.

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    2. Guarda, ribadisco, questo film mi sembra un pacco (!) regalo confezionato meravigliosamente, con carta extra-lusso e nastrini luccicanti (uno di quelli che ti strappano un "oooohhh!" di meraviglia quando te li portano...), che quando poi finalmente apri, ti accorgi che però non contiene nulla. E' vero che il cinema è una splendida commistione di immagine e suono, ma non può essere questo e basta (citi David Lynch ma lui ha impostato quasi tutta la carriera su un cinema onirico che è solo superficialmente privo di contenuti, ma in realtà è molto più profondo di quanto si possa pensare -anche se certamente aperto a molteplici interpretazioni- dopo uno sguardo poco attento...). Anche un film come Avatar (stai calmo Vik perché so che adori anche quest'altro mappazzone...) per esempio è una gioia per gli occhi se lo vedi al cinema in 3D ma se analizzi l'effettivo contenuto, trovi messaggi così banali che sembrano pensati solo per un pubblico di adolescenti.
      In ogni caso evidentemente c'è anche (e soprattutto) una questione soggettiva nella fruizione di un'opera cinematografica, per carità. Ripenso ad Under The Skin, un altro film che a te è piaciuto, lasciando me piuttosto perplesso. Quello è un altro esempio perfetto a mio avviso di cinema privo di senso. Immagini splendide ed emozionanti, niente da dire. Stop. Contenuti praticamente assenti.
      Ma cosa vuoi farci, ognuno di noi è solo nell'oscurità della sala e vive i film (così come anche le altre forme d'arte in realtà) in maniera molto personale perché come hai scritto tu, certe cose ti fanno un effetto diverso in momenti diversi, dipende da quanto e come sei predisposto alla loro ricezione...

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    3. Ovviamente tu sai quanto bene conosca Lynch e la sua opera, essendo uno dei miei punti cardine a livello di produzione artistica a 360 gradi e considerandolo uno dei miei massimi punti di riferimento, quindi è ovvio che non c'è nenache da mettere in dubbio il fatto che sia d'accordo sulla profondità dei suoi film, tutt'altro che privi di contenuti. Io intendevo che il cercare di assaporarsi l'esperienza visiva e sensoriale a volte è più appagante di stare là a cercare di dissezionare ogni fotogramma di un film per sottolineare ciò che funziona e ciò che non lo fa. Nella fattispecie Interstellar è dal mio punto di vista allo stesso modo tutt'altro che privo di significato e spessore, è ben lontano da essere una semplice commistione di immagine e suono, nella stessa misura in cui lo è Avatar. Certo bisognerebbe far chiarezza su cosa sia "banale" per capirci. Certi concetti, per quanto semplici e basilari, sono tutt'altro che banali, proprio perchè li si dà per scontati. Quindi se si riesce a dare forma interessante ad un contenuto delicato che può essere la salvaguardia della Natura, piuttosto che la forza di un sentimento che unisce due persone, ben venga. Per me un film banale o senza contenuti può essere Fast and Furious o un film di Roth. Non sono sempre a caccia di sentimenti tormentati per farmi piacere il centenuto di un film, l'importante è trovare un bilanciamento, che in Interstellar è assolutamente presente. Ma mi rendo conto che non sia semplice da trovare, forse perchè o si cerca "il Messaggio" o la fascinazione visiva. Ecco perchè l'opinione pubblica si sta fortemente dividendo nel dare un giudizio al film. Il trovare una forza positiva, che può derivare da un legame, magari padre-figlia, per poter ritrovare fiducia e forza in noi stessi, per poter risollevarci da un torpore improduttivo ed affrontare a viso aperto le sfide del futuro, con una sensibilità che ci possa ancora permettere di alzare la testa e farci commuovere per la bellezza del firmamento e dei suoi misteri...a me sembra un ottimo "messaggio", tutt'altro che banale o stucchevole.

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  3. "Semmai posso dire di aver notato un certo appesantimento a causa della verbosità artificiosa dei dialoghi troppo citazionisti e pedanti"
    Questa è la cosa sulla quale concordo pienamente con te. Per il resto il film mi ha richiesto uno sforzo tale nel seguirlo che, a mio modesto parere, il gioco non vale la candela. Emozioni e coinvolgimento, per quanto mi riguarda, prossime al grado zero. Quando vado a vedere Nolan, uno dei miei registi preferiti, so che vedrò un congegno, un'architettura, un artificio se vogliamo, che sfiderà la mia "intelligenza" e "applicazione". Però, finora, il regista aveva messo tanta di quella roba nei suoi film, dilemmi morali e filosofici(che per carità, ci sono anche qui, ma sovrastati da ben altro), e perchè no, anche emozioni, che avevano reso le sue pellicole irrinunciabili e necessarie. Anche questa volta tenta lo stesso gioco, lo stesso prestigio, ma purtroppo lo svolgimento e il risultato questa volta non arridono al realizzatore. Per dirlo in modo semplice, il film è pesante. Ma non di quella pesantezza che se arrivi alla fine ti senti "pieno" e appagato. No, sto parlando di quella che in alcuni momenti ti vorrebbe quasi far uscire in netto anticipo dalla sala... . Massimo rispetto per Nolan ed al suo sforzo colossale nel voler realizzare un film così "mastodontico". Ma tanto impegno forse avrebbe meritato cause (cinematografiche) più importanti... .

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  4. A parte la parte iniziale, che ho trovato un po' .. lenta, il film a me è piaciuto!! Mi trovo totalmente e letteralmente daccordo con te Vik, nelle tue risposte al caro Guidobaldo Maria Riccardelli (ahahah) hai espresso perfettamenre quelle che sono le mie opinioni, per cui non sto a dilungarmi perchè dovrei fare solo un copia e incolla... Mi trovi daccordo sul fatto che a volte bisognerebbe smettere di voler fare i critici da giuria sempre e comunque e godersi semplicemente cio' che si sta guardando senza farsi troppe domande, perchè davvero altrimenti non se ne esce vivi!! Ricordiamoci che il motivo per cui si va al cinema è vedere un film! Con questo non voglio dire che uno non può o non deve giudicare il film che ha visto, però.. Vabbuò.. Concedimelo Vik.. Faccio un copia e incolla!!.. "A volte è bello cercare di guardare le cose come lo farebbe un bambino, per rimanere sorpresi, affascinati e incantati, senza dover per forza fare le pulci laddove è superfluo"... (tra l'altro, il tuo porca p... quando c'è stata quella scena, non l'ho sentito.. forse perchè ho sentito un C***o di quella +*x!!x+#''!!<x*# sparato nel mio orecchio destro dal mio compagno di poltrona!!) Altro copia e incolla: " Nella fattispecie Interstellar è dal mio punto di vista allo stesso modo tutt'altro che privo di significato e spessore, è ben lontano da essere una semplice commistione di immagine e suono, nella stessa misura in cui lo è Avatar (Miii Urz!! Avatar è spettacolare!!). Certo bisognerebbe far chiarezza su cosa sia "banale" per capirci. Certi concetti, per quanto semplici e basilari, sono tutt'altro che banali, proprio perchè li si dà per scontati. Quindi se si riesce a dare forma interessante ad un contenuto delicato che può essere la salvaguardia della Natura, piuttosto che la forza di un sentimento che unisce due persone, ben venga. Per me un film banale o senza contenuti può essere Fast and Furious o un film di Roth.. Il trovare una forza positiva, che può derivare da un legame, magari padre-figlia, per poter ritrovare fiducia e forza in noi stessi, per poter risollevarci da un torpore improduttivo ed affrontare a viso aperto le sfide del futuro, con una sensibilità che ci possa ancora permettere di alzare la testa e farci commuovere per la bellezza del firmamento e dei suoi misteri...a me sembra un ottimo "messaggio", tutt'altro che banale o stucchevole." Null'altro da dire!! Ps: Adri addirittura uscire in netto anticipo dalla sala??? O.o ...

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  5. Mari, a rileggere il tuo commento provo uno strano senso di deja vu, non capisco come mai... ;)

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  6. Sì Mari, se non ci foste stati voi in sala, probabilmente sarei scappato via verso metà film e ammetto che un paio di volte mi sono abbioccato. I difetti del film secondo me ci sono e sono palesi.
    X dirla con una metafora che mi è venuta in mente, Nolan finora era quel tipo di primo della classe veramente in gamba che ha la stima di (quasi) tutti. Con questo film ha soltanto "il complesso del primo della classe", vuole strafare e alla fine si aliena coloro che prima lo apprezzavano... . Le sceneggiature "arzigogolate" e "spesse" che però nulla toglievano alla fruibilità e godibilità del suo cinema, alla fine in questo Interstellar gli si sono rivoltate contro appesantite ulteriormente da dialoghi della serie "checazzusdicusomissisomissis" francamente insostenibili.
    X me un passo falso, magari il prossimo l'adorerò, ma questo nella mia personale videoteca non entrerà mai... .

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  7. Paragonare la composizione filmica di Nolan alla scrittura di Waits mi pare, come dire, un tantinello azzardato? Funabolico? Assurdo? non suffragato da fatti stilistici? XD

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  8. Sono d'accordo (come hai letto dalle mie parti) imperfetto, impreciso?E allora? Trattasi di film ed un film deve emozionare. Interstellar ci é riuscito, per quanto mi riguarda é più che sufficente a farmelo amare

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  9. aaaahhh ma stavamo parlando di blockbuster... allora ok: i blockbuster di nolan in linea di massima sono meglio di altri.
    pero' allora ha ragione giocher: tutt'al piu' posso pensare di paragonarlo agli oasis.
    un po' come follet: sulla media dei moderni-romanzieri-best-seller trovo sia bravo e mi diverte, ma insomma, "genietto" e' un aggettivo un po' forte, per usare un eufemismo.

    ...ma io per mestiere sono un po' pignola con aggettivi e definizioni: mi sia perdonato. ;)

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  10. Credo se ne stia discutendo davvero troppo e che, come al solito, ci sia da una parte l'esagerazione dei fan che venerano interstellar e dall'altra l'esagerazione di quelli che odierebbero Nolan anche se girasse il più bel film del secolo.
    Personalmente, mi sento di stare nel mezzo: Interstellar è un bel film, molto ben diretto e ben recitato, ma soffre di lungaggini ed ingenuità che, da metà film in poi, lo penalizzano parecchio e lo privano di tutta l'emozione provata durante le sequenze "terrestri" e l'inizio del viaggio nello spazio.

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