giovedì 16 ottobre 2014

Sempre caro mi fu quest'ermo colle

Ci sono dei posti speciali ai quali sentiamo di appartenere, verso i quali avvertiamo un legame forte e indissolubile, una fascinazione che ci pervade ogni qualvolta li rievochiamo nella nostra mente. Quei posti esercitano un'influenza così grande sul nostro subconscio che spesso sono loro a riaffiorare autonomamente alla nostra memoria, imponendosi alla nostra attenzione senza esser stati consciamente richiamati da un pensiero tangibile; semplicemente sentiamo che in un dato momento incominciano a chiamarci per riportarci a loro, anche solo col pensiero, anche solo per un attimo, ci invitano ad intraprendere un viaggio dentro di loro alla ricerca di noi stessi.
Non devono necessariamente essere dei posti reali o che abbiamo visitato di persona, anzi, spesso quel senso di indefinito, come lo chiamerebbe Leopardi, che di queste cose se ne intendeva, deriva da un luogo visto in un film, in un quadro o in una foto, immaginato e letto su un libro o ascoltato in una canzone.
è da quando son bambino che nutro un certo fascino per i luoghi un po' tetri, aduggiati da un cielo plumbeo e da un clima uggioso. Non sono un cultore dell'estetica dark a tutti i costi e il mio gusto non deriva da un senso di appartenenza più o meno omologato a questa o a quella corrente letteraria o musicale, perchè ripeto, è così da quando son bambino, non è frutto di una scelta estetica che va ad uniformarsi ai gusti che posso avere in altri ambiti. Adoro anche le montagne assolate e i cieli tersi e freschi di inizio primavera, ma mi sento a mio agio a vedere una città sotto la pioggia o un prato ricoperto dalla foschia autunnale. Questi scenari mi mettono in uno stato di serenità evocativa capace di portarmi lontano e farmi provare emozioni parecchio intense, magari non sempre facili da gestire, ma che hanno comunque un forte potere di influenza emotiva.
Per quanto riguarda la magia che mi unisce e mi attrae a posti fittizi, non posso non citare i due più importanti in assoluto: Twin Peaks e Silent Hill, quest'ultima espressamente derivata dalla prima. Sono due luoghi nei quali non manca mai il vento che scuote i pini, o la nebbia che ne invade le strade. Sono posti piuttosto tetri, nei quali è tangibile un forte senso di malinconia che deriva da una sensazione di perdita. Entrambi i luoghi hanno conosciuto un periodo di gioia e splendore e sono stati un posto speciale per qualcuno che ci ha vissuto o semplicemente vi ha consumato la propria storia d'amore. Ora quell'amore non c'è più, quelle persone non ci sono più e rimane solo un senso di vuoto e malinconia difficilmente colmabile, che viene ricoperto dalla pioggia, dal vento e dalla nebbia. Con la fine dei giorni felici delle persone che li hanno amati, questi luoghi smettono di essere ciò che per esse rappresentavano e si trasformano in una sorta di guscio vuoto, di fantasmi che infestano il cuore e i ricordi di quelle persone e continuano a chiamarle a sè, li attirano dentro la coltre che li ricopre, per far in modo che essi li liberino dai segreti e da quegli eventi negativi che li han trasformati in luoghi decadenti.
James, il protagonista di Silent Hill 2 sente la voce della moglie morta che lo invita a ritornare nel loro "posto speciale", a trovarla, a raggiungerla per ricongiungersi a lei ancora una volta. James affronterà un incubo dietro l'altro nell'attraversare da solo quella città che è divenuta ormai un luogo infernale e infestato da presenze terribili, che altro non sono che le manifestazioni dei propri pensieri e delle proprie colpe e Silent Hill, quell'ermo colle silente, con le sua vestigia spettrali, buie, distorte e decadenti, non è altro che la metafora di un amore finito per sempre che continuerà ad ossessionare l'uomo nella sua vana ricerca della moglie deceduta.
L'agente Cooper di Twin Peaks appena arriva in città è affascinato dai Douglas Firs tra i quali soffia un vento presago di avvenimenti esiziali, ma ugualmente invitante e carico di una forza magnetica.
La contrapposizione tra interni ed esterni, tra il freddo dei boschi e il tepore delle locande rustiche, tra il dolce della torta alla frutta del Double R e l'amaro della tristezza, tra il sorriso dolce e sensuale di una foto di Laura reginetta della scuola e di una Audrey innamorata e il cadavere gelido di una ragazza avvolta nella plastica, sono questi gli elementi che rendono indelebile il fascino di Twin Peaks, fascino morboso del quale lo stesso Cooper resterà vittima. è lo stesso fascino romantico e decadente che Stoker già nel 1897 faceva "assaggiare" ai lettori del suo Dracula.
Mi basta vedere dei pini mossi dal vento o sentire due note di Badalamenti per ritrovarmi di nuovo sulle strade di Twin Peaks (un altro colle, tra parentesi, anzi, due...). Lo stesso effetto me lo fa la nebbia in un viale alberato, di sera, o la vista di certi edifici abbandonati e buie strade secondarie: è Silent Hill che mi richiama a sè. è una sensazione abbastanza difficile da spiegare a chi non conosce questi luoghi, ma so che non sono il solo a cui capita di provarla. Davvero sento in qualche modo di appartenere in parte ad entrambi questi posti.
Visivamente David Lynch riesce in quasi tutto ciò che fa a creare dei luoghi e delle situazioni così fortemente evocative che mi parlano dal profondo di un luogo sconosciuto e mi attirano a sè: tra le sue opere mi sento a casa nella stessa misura in cui mi fan sentire a disagio. Il mondo di Lost Highway e il viaggio nella notte di Blue Velvet sono parti imprescindibili della mia persona, di ciò che sento e di ciò che amo e temo allo stesso tempo.
Muiscalmente, invece, questo potere evocativo è presente in maniera piuttosto massiccia in certe cose degli Smashing Pumpkins, forse perchè le ho ascoltate per  la prima volta nello stesso periodo nel quale scoprivo Silent Hill, si riaccendeva in me il desiderio sopito di ritornare a Twin Peaks e mi innamoravo di un altro luogo, questa volta reale.
I loro pezzi sono carichi di un senso di malinconia e di abbandono davvero struggente e mi portano lontano, talvolta mio malgrado, in posti ai quali sono legato, ma che magari non ho neanche mai visto.
La scorsa notte ho deciso di ascoltarli in cuffia e sapevo che quella porta che mi conduce in un dolente altrove si sarebbe aperta; e così è stato.
Era un luogo reale, che conosco piuttosto bene e che conserverà per sempre una parte del mio cuore.
Mi sono visto mentre vagavo da solo, di sera, tra i suoi parchi, i suoi sentieri e i suoi viali ricoperti di nebbia. Assaporavo l'odore delle foglie cadute a terra e dell'aria fresca, così diversa da quella che respiro dove abito io. Sono passato sotto l'alta torre di mattoni del campanile, simbolo di quel luogo e della nostalgia che nutro per esso. Ho continuato a camminare, pervaso da ricordi di un passato lontano, come James che si muove nella nebbia alla ricerca del suo amore perduto e Cooper, che si prende il tempo per ammirare ciò che lo circonda e lo invita ad addentrarsi sempre più in una città di ricordi ed emozioni. Ho girato un angolo, ero sotto un lungo viale alberato; alla mia sinistra è comparso un cancello nero, che circonda un'alta casa bianca. Mi son fermato sotto un albero, fumando una sigaretta e ho alzato lo sguardo, verso una finestra della casa che aveva la luce accesa. Ho fatto un passo, in direzione del citofono, ma poi mi son fermato. Ho distolto lo sguardo da quella finestra che dà sul mio passato e son sicuro continuerà a richiamarmi a sè ancora per molto, molto tempo. Mi son voltato e con gli occhi bagnati ho ripreso a camminare lungo il viale. Come dite? Eran lacrime? No, solo l'umidità della nebbia che mi stava avvolgendo e che dopo pochi passi mi ha inghiottito facendomi sparire.



You're gonna walk on home
You're gonna walk alone
You're gonna see this through
Don't let them get to you


10 commenti:

  1. Beato te Vik, capace di provare ancora queste forti emozioni! In questi giorni sto leggendo Sartre ed è stata una rivelazione per me...

    RispondiElimina
  2. macche' beato: certe cose andrebbero bandite finche' non si e' ripreso a camminare!
    poi sarai di nuovo autorizzato ad ascoltare le zucche, non prima... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per la verità, Liv, sto sgambettando abbastanza bene, tutto sommato e per quanto riguarda la musica, certe cose mi han sempre fatto quell'effetto e sempre me lo faranno, a prescindere che io stia correndo o strisciando.
      La musica veramente "pericolosa" (Cave, Waits...) l'ho bandita da tempo, anche se mi manca tremendamente...
      Ok, ammetto che parte di quello che han fatto le Zucche dovrebbe essere off-limit per me, ma...il senso del post sta tutto qua: ci sono cose che esercitano un potere più forte della tua volontà e ti attirano a sè tuo malgrado...

      Elimina
    2. mpf... vabbeh, passa... :D

      Elimina
  3. Bellissimo post Vik, davvero, a tratti da brividi. Condivido la fascinazione e l'attrazione dei e dai luoghi, così come a me personalmente creano effetti simili alcuni odori e alcune particolari giornate che presentano incroci di determinate condizioni, luce, aria, temperatura (e sempre quelle). Leggendo il tuo post provo anche una leggera punta d'invidia per l'intensità di alcune emozioni ormai quasi sopite completamente, a volte anche dolore e sofferenza, nelle dosi giuste, aiutano...

    Bravo, bel post davvero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie di cuore Firma. Come diceva Pitt in Seven "Io ci vivo delle mie emozioni", ma talvolta è piuttosto complicato sapere gestirle nel giusto modo. In questo RN e Voi che la leggete, la musica e le trasmissioni che faccio mi danno una grande mano!

      Elimina
  4. Che devo dirti? Post bellissimo. Anche solo per il fatto che tiri in ballo due delle mie passioni mai sopite (ma forse ne avevamo già parlato). Peccato Silent Hill si sia fermato al palo e meno male, invece, che Lynch abbia voluto rimettersi dietro la telecamera per tornare a Twin Peaks.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie anche a te Luigi. In relatà Silent Hill è meglio che si sia fermato, perchè gli ultimi capitoli stavano snaturando parecchio quell'atmosfera che rende il secondo così speciale e sicuramente il più bello della serie. Speriamo di non dover dire la stessa cosa di Twin Peaks, ma ho molta fiducia in Lynch e nel fatto che si occuperà direttamente della regia di tutti e otto gli episodi. Del resto già nella seconda serie originale si sentiva moltissimo la sua mancanza, e se non fosse stato per il finale spettacolare si sarebbe rimasti abbastanza con l'amaro in bocca, nel vedere come le cose stavano degenerando in un delirio più noioso che altro. La serie stava svaccando di brutto. L'ultimo episodio ci ha messo una pezza; speriamo che il nuovo girato sia più simile alle prime puntate.
      Ps: se non sei troppo incasinato mi piacerebbe averti a bordo durante uno degli streaming del giovedì sera! ;)

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...