domenica 26 ottobre 2014

Marlene Kuntz live @ Hiroshima Mon Amour

Sono passati 20 anni dalla pubblicazione di Catartica, opera prima dei MK, disco fondamentale per il cambio di direzione e la maturità artistica di certa musica italiana, sicuramente fondamentale per il sottoscritto, che ad oggi lo ritiene ancora uno dei suoi dischi preferiti in assoluto.
Son passati invece circa 10 anni dal mio ultimo live dei MK, perchè nonostante il profondo amore che mi lega(va) a questo gruppo, da una certa data non mi son più trovato in linea coi loro gusti, il loro atteggiamento e le loro scelte musicali. Capita. Ma non ho mai smesso di ascoltare la loro produzione che avevo tanto adorato nel corso di quegli anni intensi disseminati da loro innumerevoli concerti (sicuramente il gruppo che ho visto più volte dal vivo), ho diradato di molto gli ascolti, ma non ho mai dimenticato quel che Marlene ha significato per me.
La serata di ieri, dunque, era un'occasione speciale che non potevo perdermi: Marlene che suona per intero il suo primo disco, nello stesso locale in cui l'ho vista la prima volta...è stato un omaggio ad un vecchio amore, la voglia di riprovare quelle emozioni che sono ancora lì a bruciare sotto la cenere di anni andati ormai...

Vociare di monete obsolete
Mi aspettavo che Catartica venisse suonato dall'inizio alla fine rispettando l'ordine originale dei brani.
Così non è stato: si parte con Mala Mela, scelta discutibile per l'apertura, che pensavo sarebbe stata lasciata al riff schiaccia sassi di MK.
Mi aspettavo di riuscire a cantare all'unisono con Cristiano, come ho sempre fatto. Così non è stato. Godano sceglie di reinterpretare le linee vocali non rispettando le battute: impossibile stargli dietro, ci rinuncio quasi da subito. Per fortuna non sarà così su tutti i brani.
I primi pezzi ci impiegano un po' ad ingranare, soprattutto a causa di Cristiano che paciocca e un po' si perde con la sua chitarra, non sempre all'altezza delle sue parti. Il sound è un po' sfilacciato, ma poi recuperano. Il fossanese non si risparmia a livello di energia, ci dà dentro, non come ai vecchi tempi, ma l'impegno fisico c'è sempre e noi che siamo fan delle sue movenze dietro lo strumento apprezziamo ancora. Luca pesta come la prima volta che l'ho visto, impressionante e imperturbabile ti rifila delle mazzate micidiali sui denti che lasciano il segno e fa sentire i muscoli di Marlene, così come Chris ne tende i nervi. Lagash è la prima volta che lo sento: fa il suo, nè più, nè meno, ma se non altro apprezzo il fatto che non suoni allo stesso volume di Dan Solo, che ti veniva voglia di salire sul palco per spegnergli l'ampli, dato che col suo strumento era in grado di rimescolarti gli organi e sfonadarti i timpani impastando il suono in una cacofonia delirante. Riccardo se ne sta tutto il tempo imbalsamato alla destra di Cristiano, con l'aria di uno che non sappia bene che ci faccia sul palco, sembra che ce l'abbiano messo di peso e per tutta la sera non muove un passo, fissando il vuoto come se cercasse di dare un senso a quel che gli veniva richiesto di fare. Non è mai stato particolarmente scatenato, ma ieri forse si sarebbe più divertito alla stazione a guardare i treni partire...inaccettabile!
I brani scorrono veloci, indolori, l'ultima cosa che vorresti e ti aspetteresti da Marlene. L'energia è una dissimulazione, una pantomima che nasconde a mio parere una mancanza di coinvolgimento della band col loro stesso lavoro. Per chi ha assistito ai concerti degli anni '90 sa che questi non sono i Marlene che ti facevano godere prendendoti a randellate sulle ginocchia e cullandoti nella loro mesta malinconia come solo loro potevan fare; no, questi sono una sorta di surrogato che sta facendo il compitino e lo fa anche male per i 3/4 del concerto. Mestiere e noia. Non sono presi bene, lo si capisce, dalla loro staticità, dalla mancanza di tensione nervosa e sensuale che ha sempre pervaso i loro live. Alcuni pezzi riescon meglio di altri, ma su molti è evidente che non ci sia troppa voglia nel suonarli e lo stan facendo solo perchè la scaletta di Catartica li prevede. Belle Fuoco su di te, Giù giù giù, Trasudamerica e poche altre, il resto viene buttato via in modo troppo approssimativo e fiacco. Non riesco a trattenere due sbadigli sulla versione meno coinvolgente di Sonica che abbia sentito in tutti questi anni. Festa Mesta suona come il pezzo più trito della storia e MK diventa quasi parodistica, quando quei pochi che ballano sotto il palco alzano le braccia ad urlare "Ma-Ma-Marlene è la migliore!".

Un'onda di parole
Se sommassi le parole che ho sentito pronunciare a Cristiano a tutti i concerti a cui ho preso parte penso che rimarrei al di sotto di dieci. Ieri il Nostro era piuttosto loquace e ahimè devo dire che mi è mancato il suo proverbiale mutismo, perchè le cose che ha detto non mi hanno convinto del tutto, anzi, le ho trovate per lo più superflue e poco condivisibili.
Non mi è piaciuto il suo modo di spiegare cosa avrebbero suonato, non perchè questo sia sbagliato, ma poteva scegliere con facilità delle altre parole. Dava l'idea di voler giustificare l'esecuzione dei pezzi di Pansonica ad un pubblico presente esclusivamente per il tributo a Catartica ("Ora vi facciamo un pezzo di Pansonica, ma poi torniamo a Catartica"). Lo so, detto così non si capisce, ma la faccia e il tono di Godano erano piuttosto eloquenti.
Ancora meno ho apprezzato quando, esauriti i pezzi dei due album, hanno introdotto l'unica "intrusa" della serata, Musa, a chiusura del live, più o meno con queste parole: "Questo era Catartica e questi erano i veri Marlene Kuntz. Ora vi facciamo un pezzo da Uno; altri Marlene. Sono veri anche loro, ma sono i Marlene degli anni 2000". Non posso fare a meno di avvertire una punta di acido, che potrebbe anche starci, nei confronti di chi li ha accusati di aver abbandonato completamente la loro prima incarnazione per trasformarsi in qualcosa di meno vero e quindi meritevole d'ascolto. Ma suona tanto anche come una sottolineatura sarcastica alla loro presa di posizione nei confronti di quei brani appena suonati (male). è stato come tirare giù un sipario sul passato: "abbiamo fatto il compitino, contenti? Volevate Sonica e Festa Mesta? Ve le abbiamo suonate (solo perchè obbligati da scelte di mercato legate al revival dei tempi gloriosi). Ora però andiamo avanti e facciamo altro". Mi rendo conto che è una frase che può esser interpretata in diversi modi e magari non erano questi gli intenti di Cristiano, ma il suo voler marcare il confine tra MK del passato e MK del presente l'ho trovato estremamente fastidioso. Se sei realmente legato a ciò che hai fatto in passato e vuoi riproporlo affiancandolo a materiale più recente, lo puoi fare in maniera più fluida e naturale, senza troppe spiegazioni e linee sulla sabbia.

Donna L ha sete e non è di quello che c'è già
Tutte le monete hanno due facce, anche quelle obsolete.
L'altra faccia di Catartica è stata quella di Pansonica che per dirla con loro "ha conquistato il mio stupore". I brani di questo disco eran stati scritti nello stesso periodo di Catartica e de Il Vile, ma non erano mai stati pubblicati, se non sui primi demo, a parte Donna L, che compariva nell'EP Come di Sdegno. Ora a quegli stessi brani è stata data una nuova veste e compaiono ufficialmente per la prima volta su Pansonica, appunto.
Donna L a parte, forse la prima volta che la sentivo dal vivo, massimo la seconda, e che è stato il momento più bello del concerto, i "nuovi" pezzi mi hanno emozionato parecchio. Qui ho ritrovato i veri Marlene, nel senso non cronologico del termine, ma quelli convinti di quello che suonano, perchè han voglia di fartelo sentire e non perchè ci sono "costretti" da uno scomodo anniversario. Non era la Marlene nevrastenica dei primi dischi, o meglio, anche, ma era anche quella più pacata, riflessiva e poetica di certe cose del periodo Che Cosa Vedi e Bianco Sporco. Non c'è stato bisogno che Godano si avventasse come un killer sulla sua chitarra per far passare quell'energia e quell'emozione che ho sentito, ma la sua voce cambiava, le sue movenze eran più sinuose, la sua faccia cambiava: non lo sguardo distaccato, altezzoso e quasi infastidito che faceva capolino su molti pezzi del vecchio repertorio, ma i lineamenti rilassati di chi vuole trasmetterti ciò che sente mentre canta. Se era il vostro primo concerto dei MK probabilmente non ci avrete fatto caso, ma se ne avete un po' alle spalle, forse sarete d'accordo con me.
Ho lasciato Marlene dieci anni fa perchè non mi convinceva più, ma sono andato a riascoltarla ieri spinto dall'esecuzione dei vecchi brani. Paradossalmente la moneta mi ha deluso proprio con la sua faccia più obsoleta, ma mi ha stupito e affascinato con l'altra più recente...ma forse perchè in realtà è un falso nuovo conio? Essendo la riproposta di pezzi scritti 20 anni fa?... Non lo so, forse erano canzoni più in linea coi nuovi veri MK e la differenza si sentiva tutta.
Una cosa è certa: riascoltare Catartica su cd a distanza di 20 anni fa rivivere ancora le stesse emozioni del primo ascolto, o quasi. Non si può dire la stessa cosa se lo stesso disco viene risuonato ora dal vivo da un gruppo che non ha quasi più niente a che fare con quei brani.
Piccola annotazione finale: lo so che non eran previsti, ma certo che andare ad un live dei MK senza sentire pezzi come Ape Regina, Ineluttabile o Grazie...piange il cuore...
Solito down da post-live da dover smaltire oggi, in questa uggiosa, fredda domenica di confusione cronometrica.  
E non cessa di girare, la mia testa in mezzo al mare...

18 commenti:

  1. Premettendo che è il mio primo concerto dei Marlene.
    Parlando della musica "Fuoco su di te " magnifica, " Musa" l'ho dedicata alla mia migliore amica, gli altri pezzi splendidi, niente da dire .
    Da spettatrice è la prima volta che mi ritrovo in mazzo ad un pubblico che ho definito ghiacciolo.
    Sono stata a tanti concerti, in molti magari non conoscevo i pezzi nuovi ma c'era un calore che ti avvolgeva al punto che venivi coinvolto e cantavi .
    Non posso dare un giudizio sul gruppo posso dire che è freddo ma come altri gruppi che conosco, in ogni caso le parole e la musica ti dovrebbero coinvolgere.
    In questo caso posso dire canzoni stupende calore zero, o meglio mi aspettavo molto di più.
    Per la cronaca mi sto riascoltando catartica e mi sta trasmettendo molto di più adesso che ieri sera .

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  2. Sono una fan a-critica, si sa, e inoltre non c'ero e per ancora un mese e mezzo non ci saro', quindi parlo senza vera cognizione di causa.
    Pero'.

    Stupisce come non si riesca ad accettare che degli uomini di quasi cinquant'anni non stiano sul palco nello stesso modo in cui facevano a trenta, o che certi pezzi (quelli che se una volta non li suoni il tuo pubblico ti urla contro che sei un venduto) gli siano in un certo senso venuti a noia.

    Andare a un concerto del genere sperando che provochi le stesse emozioni di vent'anni fa, quando tu eri adolescente e loro dei giovani adulti, carica il tutto di aspettative che ovviamente non possono che essere disattese provocando amarezza.

    Poi boh?, magari deluderanno anche me, ma dubito... ;)

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    1. Liv, quello che dici è correttissimo, anche io la penso così, ma non vorrei essere frainteso: quando parlo di energia che arriva dal palco non intendo per forza che mi aspetto di vedere Riccardo e Cristiano dimenarsi come degli epilettici (cosa che per altro Cristiano ancora fa, anche se in maniera ridotta), infatti ho scritto che sui pezzi anche più tranquilli di Pansonica erano molto più convincenti che in tutto il resto del repertorio. E neanche l'età c'entra poi tanto, a parte il fatto che non è che sian degli ottantenni, ma quando "senti" il pezzo che stai suonando, quando ci credi e vuoi trasmettere il suo senso a chi ti ascolta, il pubblico se ne accorge. Se sei un manichino svogliato dall'aria scazzata che suoni quasi per dare un contentino, anchè lì il pubblico se ne accorge (a meno che non siano tutti a-critici). Guarda che se mettevano un cartonato al posto di Riccardo il risultato sarebbe stato lo stesso. Se io ho pagato per vedere uno che mi sta impalato come un fossile con lo sguardo fisso nel vuoto come se stesse di fronte ad un quadro espressionista, che non muove un solo muscolo facciale per tutta la durata del concerto, vuoi che non me ne accorga? E che non ne risenta? Dopo un po' mi rompo i coglioni, perchè non mi stai trasmettendo niente, a prescindere da quanti anni tu abbia, peggio ancora, sembra che ti dia fastidio esser lì sul palco con della gente che vuole sentirti e vederti partecipe: è che non ci credi più, fine! Ma non te l'ha ordinato il dottore di salire sul palco e esibirti di fronte ad un pubblico pagante con pezzi che ti son venuti a noia, ma che senso ha? Preferisco un gruppo come i Radiohead che piuttosto te lo dice da subito: "i pezzi vecchi non ve li facciamo perchè non ci ritroviamo più, non rompete le balle". Tu ti fai i tuoi conti, se ti sta bene vai a vederli, altrimenti fai altro. Se poi ci metti quella dannata frase pronunciata a fine concerto (e se vedi su FB non son l'unico ad averla interpretata così), capisci che gli zebedei un po' ti cascano. E il pubblico se n'è accorto, perchè come scriveva La Fra han risposto al ghiaccio col ghiaccio.
      Io tutto sommato mi son divertito, però certi aspetti negativi non posso non evidenziarli, specie alla luce di ben altri live dei MK ai quali ho assistito. Poi se si vuole fare i fan che di fronte ai loro beniamini sospendono il loro giudizio critico allora qua mi fermo perchè parlo da solo. Tra l'altro mi rendo conto che era impossibile riprodurre le emozioni che mi legano a quel disco in un live dei MK del 2014, la mia era solo una speranza, un sogno, ma sapevo a cosa stavo andando in contro, non è un caso che abbia smesso dieci anni fa di comprare i loro dischi. Solo ci son rimasto un po' male a vedere uno dei miei gruppi preferiti buttarsi via in un live di molto al di sotto delle sue capacità, che ancora ti vuol far credere che è tutt'ora legato a quei brani. Visto il risultato ci credo poco.

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    2. Lo so di essere a-critica difronte a MK, me ne rendo conto, e come avrai notato lo premetto sempre ogni volta che ne parlo: c'e' da dire che quando cerco il cuore nelle cose che fanno ce lo trovo sempre, ma non escludo sia perche' ce lo voglio vedere.

      Non riesco onestamente a capire come tu (o chi li ha visti da quando e' iniziato il tour) ti possa aspettare che loro "credano" in Sonica o Festa Mesta con le stesse intenzioni di vent'anni fa: sono canzoni che parlano di un momento della loro vita che ovviamente non puo' piu' appartenergli. I brani di Pansonica, come scrivevo sul blog, e' vero che hanno la stessa eta', ma di recente li hanno reinterpretati, quindi e' ovvio che li sentano in un qualche modo piu' vicini: stupirebbe il contrario.

      L'operazione del tour e' un omaggio a un passato di fuoco che (per definizione di passato) e' passato: penso che l'idea iniziale fosse quella di divertirsi come a una rimpatriata di compagni del liceo ma che poi (?) un po' per via di un pubblico che si fa sempre piu' freddo, un po' perche' spesso le rimpatriate fanno prendere male, si siano inevitabilmente un po' freddati. Dispiace anche per loro: ho la sensazione che siano delusi anche loro di tutto questo.

      Per finire, Riccardo.
      In sedici anni di concerti l'ho sempre visto guardare il vuoto, concentrato sulla musica, perche' quello che trasmette lo trasmette dalle mani attraverso le corde: quando l'ho visto provare a "ballare" ne veniva fuori una roba buffissima...

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  3. Come ho già detto a Vik "sul campo" immediatamente dopo il fischio finale, il live dei Marlene si è avvicinato molto a ciò che mi aspettavo da un'operazione del genere e...dai Marlene del 2014.
    Forse mi ripeto, mi pare di averlo detto già da qualche parte sempre in questo blog: la riuscita di un concerto spesso la facciamo noi. Non sono preso particolarmente bene? Magari un live memorabile mi sembrerà una merdina. Sono in stato di grazia? Le scoregge del mio beniamino sul palco mi sembreranno suoni idilliaci. Sto così così? Il concerto mi scivolerà addosso come acquetta tiepida. Insomma, avessimo chiesto a fine concerto ad uno ad uno degli intervenuti avremmo avuto probabilmente centinaia di sensazioni differenti, e molte, credo, a giudicare dagli applausi finali del pubblico, lontane dalle tue Vik. O avevi delle aspettative troppo alte oppure il tuo giudizio è, appunto influenzato da come ti sei vissuto i "veri" Marlene o i Marlene degli ultimi 10 anni. Lungi da me fare il difensore d'ufficio, ma l'atteggiamento scazzato di fronte al pubblico Godano e soci(e spesso i loro coevi Afterhours) l'hanno quasi sempre avuto. Tesio a mia memoria dal 94/95 a oggi è sempre stato quello che non fa scena, è lì x suonare, e questo mi basta. Cmq ripeto, molto fa da come stai tu e dalle aspettative. X fare un esempio, tu hai adorato i Pearl Jam a San Siro, io che me li ero visti in altre occasioni, avevo qualche termine di paragone in più e mi aspettavo quel "quid" che non è arrivato fino in fondo, l'ho ritenuto un concerto godibile ma non a livello degli altri.
    Quindi, grazie x averci raccontato la tua esperienza del concerto, sempre interessante, ma è appunto la Tua esperienza del concerto che, sono sicuro ne converrai, immagino non volesse essere assoluta e definitiva x tutto il resto degli intervenuti a HMA.
    Infine Liv ha più o meno espresso quello che penso io: avere la pretesa che i nostri idoli, 50enni, 60enni, 70enni possano ogni volta emozionarci e trascinarci allo stesso identico modo di quando erano giovani (e noi con loro) è qualcosa di utopico, se non ingenuo e forse anche un pò ingiusto... .

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    1. Uaaaa...è tardissimo, ma non riesco a dormire. Troppi suoni di chitarra in testa. Vorrei salire su un palco e farvi vedere come si intrattiene un pubblico! Scherzo!
      Ho l'impressione di non riuscire a esprimermi bene neanche per iscritto ultimamente, perchè continuate o a fraintendere o a mettermi in bocca cose che non ho detto o presuporre pensieri che non ho avuto. Ma forse siete voi che siete dei bei testoni.
      Adri, anche te scrivi cose giustissime, soprattutto nella prima parte, ma, ma, ma...non so neanche io che dirvi...
      Io ero preso benissimo al concerto: ero là con i miei amici a sentire delle canzoni che amo suonate da uno dei gruppi che reputo fondamentali, che hanno segnato una bella fetta della mia vita di ascoltatore e non solo. Mi sono anche divertito, l'ho detto più volte e diversi pezzi mi hanno molto emozionato. Sto solo cercando di essere obiettivo e di non tralasciare gli aspetti meno convincenti di questo concerto, solo perchè sto parlando di un gruppo al quale sono molto legato. Per me questa è la prassi, caspita mi conoscete, no? Che cavolo di dubbi vi fate venire che io voglia dare un giudizio granitico che sia universalmente riconosciuto e inattaccabile? Non sarà la prima volta che leggete un post su questo blog o vi ritrovate a parlare con me, no? Sì, è una MIA impressione, ed è normale che alcuni la condividano, altri no. Il mio giudizio non è figlio di un'aspettativa disattesa, quanto di una constatazione di una previsione avvenuta. Chiedete a Dea: già durante il concerto lei storceva il naso e io le dicevo che non mi sarei aspettato nulla di diverso. Sto solo mettendo in luce cosa non mi è piaciuto. Sinceramente a fine concerto non ho visto chissà che tripudio di applausi ed euforia estatica da parte del pubblico, che in buona parte è rimasto muto e immobile a guardarsi lo spettacolo. Io ricordo di concerti dei MK in cui si ballava, si pogava, si cantava a squarcia gola, si sudava e se ne veniva fuori esausti. Era un dare-avere, la nostra energia era drettamente proporzionale a quella donataci dal palco. E anche l'altra sera è stato così, ecco spiegato il risultato. è vero che Riccardo non è mai stato il Tom Morello della situazione, ma l'altra sera era completamente assente e se non vi dispiace a me uno che suona con la scopa in culo non mi basta. Per quanto statico sia sempre stato non l'ho mai visto così apatico, che fa una bella differenza! Eccheccazzo ragazzi, ma siete ciechi o avete la memoria corta? Non vi accorgete quando uno sul palco si sta divertendo? Porco zio non sopporto ogni volta di dovermi scontrare con chi difende una chiara caduta di qualità solo perchè si sta parlando di un artista che gli piace e poi non si perde tempo magari a sparare a zero su un disco che deve ancora uscire... E poi utopico, ingenuo e ingiusto non stanno nel mio vocabolario di fan. Se voi siete a-critici io sono romanticamente legato all'idea che un'emozione di una canzone possa sopravvivere in eterno, a prescindere da quanti anni abbia io, da quanto sia passato dall'ultima volta che l'ho sentita e dall'età di chi la esegue, a patto che questi ci creda ancora. E per fortuna di artisti capaci di creare questa magia ce ne sono ancora.

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  4. Tutto bene, ma essere considerati acritici nei confronti dei nostri "beniamini" xchè non condividiamo proprio al 100% le tue impressioni sulla serata mi pare eccessivo.
    Come volevo dire sopra è questione di punti di vista, aspettative e mille altri fattori e variabili impazzite a fare x ogni singolo individuo un gran concerto o una ciofeca.
    Ti quoto il sunto dell'unica recensione del concerto a hma che ho trovato on line (quindi non una scelta, ma la prima e unica che ho trovato). Bene come leggerai, chi scrive-e dopo mi preoccuperò giustamente di citarlo- su alcune cose che tu hai notato è arrivato a conclusioni diametralmente opposte alle tue. Avete visto due concerti diversi? No, semplicemente siete due persone diverse, con storie e pensieri diversi e probabilmente avete vissuto il concerto in maniera...indovina un pò? Diversa! ;-)

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    1. Adri, o sono io che scrivo in sanscrito, o tu, preso dalla foga di dire la tua, non leggi bene quello che gli altri scrivono. Per fortuna ci ha pensato Liv a chiarire che non sono stato io a utilizzare il termine acritici nei vostri riguardi, ma l'ho solo preso in prestito dopo che era già stato scritto. Seconda e ultima cosa: per l'ennesima volta ribadisco che il racconto del concerto rispecchia unicamente il MIO punto di vista, ok? Non il tuo, non quello del giornalista, non quello di Godano, non quello di chi non c'era, ma il MIO. E non ho niente in contrario se qualcuna la pensa diversamente da me, anzi, a me pare piuttosto che siate voi a cercare di farmi cambiare idea proponendo le tesi(o) più disparate: ero preso male, non era serata, avevo aspettative o troppo alte o troppo ingenue, ero troppo lontano dal vedere bene quelo che stava accadendo (!)...ma che cazz...mi sembra di esser tornato a discutere coi miei amici defenders delle superiori, proprio non capisco questo vostro alzare gli scudi a tutti i costi. Se il concerto vi ha fatto venir i brividi o le lacrime sono contento per voi, non è che mi metta a quotare delle recensioni che dicano il contrario per farvi capire quanto siete fuori strada. Possibile che abbiate tutta questa difficoltà a fare lo stesso? Strano! Io comunque non sto cercando di convincere nessuno, sto solo raccontando la mia esperienza; uno ne può prendere atto, discuterla, essere più o meno d'accordo, ma avere la presunzione di dire come mi sentivo e cosa provavo o cosa ho visto e mi son perso per giustificare che il mio giudizio sia negativo è una roba ridicola.
      Certo che qualche altro commento da parte di chi c'era a quel concerto potrebbe (forse) farci momentaneamente uscire da quest'impasse.

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  5. "...con il procedere dei brani, addentrandosi nel vivo della setlist, le cose iniziano a farsi davvero interessanti. Con un vero e proprio tuffo nel passato, Godano dimentica manierismi e compostezza e torna a rovinarsi le dita sulla sua chitarra, cantando con una rabbia d’altri tempi. Strana e a tratti vincente la scelta di non eseguire i pezzi del debutto del 1994 in rigoroso ordine di track-list. Non solo l’ordine è sparso, ma i brani del disco da celebrare vengono anche intervallati da estratti di “Pansonica” (la nuova pubblicazione dei Marlene, che contiene sei inediti e una cover) in maniera del tutto efficace... merito anche della grande performance della chitarra di Riccardo Tesio, in continua battaglia sonora col suo leader. Si giunge al primo di due encore, in cui accogliere a braccia spalancate alcuni degli highlights di “Catartica”: “Festa Mesta”, “Sonica” e “Nuotando nell’Aria”. Mentre le prime due canzoni portano la giusta dose di esplosione live per la quale la band è diventata famosa a inizio carriera, la ballata conclusiva del primo bis mette in risalto le spesso sottovalutate doti canore di di Godano. Il coinvoltimento del pubblico raggiunge finalmente quello degno di un tour celebrativo e i Marlene concedono un secondo, singolare encore: spetta a “Musa”, tratta da “Uno” del 2007, il compito di concludere questa festa della storia del rock italiano."

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    1. A proosito di manierismi questa mi sembra una pessima recensione. E bada, non per il giudizio espresso, ma per come viene espresso. Una roba del genere posso scriverla in 4 minuti mentre lavo i piatti: frasi fatte, formule da vedemecum del recensore svogliato, tanti elogi e applausi che di fatto sul concerto dicon poco o nulla e sono retorici da far venir la nausea. Io solitamente scrivo qualcosa di più di dieci righe prese da un prontuario, mettendoci qualche ora, cercando di rientrare in me stesso durante la perfomance che sto recensendo e scavando nelle mie sensazioni, parlando di quello che mi è piaciuto...e guarda un po', anche di quello che non mi ha convinto (e tu lo sai). A leggere sta roba che hai messo mi viene il dubbio che il tipo ci sia veramente andato al concerto e ribadisco: NON per il giudizio entusiasta che ha espresso.

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  6. https://www.outune.net/livetune/concerti/marlene-kuntz-foto-report-concerto-torino-25-ottobre-2014/104040
    Ecco il link, e l'autore è Umberto Scaramozzino.
    Il sito parla di musica in generale...non è il fan club dei Marlene x intenderci... .

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  7. e' la terza volta che riscrivo sto commento (non so perche') e ovviamente ogni volta e' diverso: giuro che se non funziona lascio perdere...
    vediamo.

    Sono io la prima ad usare il termine a-critica riferito a me quando parlo della Marlene, un po' scherzando e un po' no.

    Parlo da 6000km di distanza quindi non dovrei parlare, ma a luglio sti signori mi hanno proprio fatto piangere con le lacrime: sarebbe successo comunque anche se loro avessero fatto un concerto terribile?, forse, non posso escluderlo in effetti, so solo che le lacrime c'erano ed erano vere.

    Provare la *stessa* emozione per me e' impossibile, ma forse e' una questione di parole: io sono diversa ogni volta, non sono in grado di provare le *stesse* emozioni che provavo a 16 anni, oggi sono diverse ma non per questo meno profonde anche se spesso piu' pacate in un certo senso.

    A proposito di Tesio... a giudicare dalla foto dico che eri troppo lontano per guardarlo: di solito a star li' vicino si vede bene che e' superconcentrato sulla musica, canticchia il riff che sta suonando o conta le battute, o tiene i battiti di bergia o...

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    1. Per onor di cronaca e chiarezza (che sembra non sia mai abbastanza): non ho scritto da nessuna parte che il concerto di Torino sia stato terribile, nè lo penso. Sono solo straconvinto di aver assistito a qualcosa di molto, ma MOLTO al di sotto delle capacità dei MK che ho visto un bel po' di volte. Poi fate voi se volete continuare a sostenere che è un mio problema di percezione o sintonia emozionale.

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  8. Ma la smettete tutti di scannarvi per la recensione di un concerto??? Silenziosamente vi mando a cagare... :)

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  9. ...ups, non mi sto scannando, anche perche' manco c'ero! forse sono io che non riesco a spiegarmi, chiedo scusa. ;)

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  10. Bro, avrei un milione di cose da replicare, ma visto che davvero su questo blog proprio non riusciamo a capirci (e la cosa non è così unilaterale...) preferisco al limite ritornarci faccia a faccia con te, magari con qualche sorriso in più e una bella birra davanti. X il resto chiedo personalmente scusa all'autore della recensione sul concerto che è stato tirato suo malgrado in ballo. Primo xchè ho fatto un sunto che non ha dato giustizia al suo articolo, ma solo xchè mi premeva dare un rapido sguardo esterno diverso da quello di Vik che non fosse esclusivamente il mio. E poi xchè,se ci si prende la briga di andare a leggere l'articolo direttamente sul sito, ci si accorgerà che chi scrive il concerto l'ha visto eccome...e tanto bene quanto noi... .
    Infine, la mia citazione dei Marlene è "Non ce la facevamo piùùù" ;-)

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  11. Cristiano già quasi 15 anni fa affrontava il tema della percezione di lui che abbiamo noi fan; citare le sue parole a questo punto mi sembra una cosa adeguata:
    "Una-centouno-centomila immagini di me sparpagliate fra di voi...Ma chi cazzo se ne frega, poi?"

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  12. Ottima chiusura Bro! :-)

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