sabato 12 luglio 2014

TIMBER TIMBRE - "Hot Dreams"

Bianco e nero. Los Angeles. Interno. Soggettiva.
Vi sistemate il nodo alla cravatta nera con aria assorta mentre lentamente vi avvicinate alla vetrata della vostra casa che dà sulla piscina.
L'aria è immobile, il sole dora i profili e le sagome dei cactus e delle piante e si riflette nell'acqua della vasca che ora sembra colma del prezioso metallo allo stato liquido. Mentre vi avvicinate al vetro la vostra immagine riflessa diventa via via più chiara, rivelando un viso serio, ma rilassato, risoluto e indolente allo stesso tempo.
Alla vostra destra un mobile bar con alcune bottiglie e bicchieri posati su un vassoio. Tenendo gli occhi fissi sulla vostra immagine vi spostate verso il mobile, allungate un mano, afferrate il collo di una bottiglia e solo allora girate la testa per controllare quel che state facendo. Martini, ghiaccio, un'oliva. Agitate il tutto con uno stecchino e ve lo scolate, assaporando la piacevole sensazione del liquido fresco che vi risveglia le gengive, ma vi brucia la gola mentre scende giù: si può essere freddi e passionali allo stesso tempo.
Finite di bere mentre osservate il sole che cala sulle colline. Respirate profondamente, lentamente. Posate il bicchiere e vi date una rapida sistemata ai gemelli sui polsini della camicia con lo sguardo fisso verso l'esterno di casa vostra.
Infilate la mano destra nella tasca dei pantaloni che emanano un elegante odore di pulito. Le vostre dita incontrano un pezzetto di cartoncino. è un biglietto, il suo spigolo appuntito vi punge un polpastrello. Lo estraete dalla tasca senza muovere la testa e lo portate all'altezza degli occhi.
"Stanotte. Casa mia. Ci sarà anche lui. Fai attenzione.".
Sorridete nel leggere quell'ultima raccomandazione e per un attimo vi perdete dietro ad un pensiero...
La donna in rosso è molto bella, affascinante, coi suoi capelli corvini che sanno di spezie e le morbide labbra sensuali lucide di rossetto.
Rimettete il bigliettino in tasca. Vi voltate e vi dirigete verso il giradischi. Alzate la puntina e riponete il vinile che stava suonando, nella sua custodia di carta di riso. L'etichetta stampata sul disco recita "Hot Dreams".
Prendete la giacca e le chiavi dell'auto, una Cadillac de Ville blu.
Vi avvicinate alla porta, l'aprite e uscite fuori. L'odore di lavanda raggiunge in fretta le vostre narici, insinuandovi un senso di ordine e calma. Richiudete la porta dietro di voi, fate un primo passo verso l'auto, ma vi arrestate subito. Vi accorgete che sulle vostre scarpe di vernice lucida c'è una piccola macchia: sabbia asciutta. Non perdete la calma e con un po' di saliva su un fazzoletto la togliete, ripristinando la vostra impeccabile eleganza. La ghiaia stride sotto le suole di cuoio delle vostre scarpe.
Entrate in auto, girate le chiavi e mettete in moto. Restate qualche istante ad ascoltare il suono del motore, lento, profondo, costante, sicuro.
Ingranate la retromarcia e uscite dal vialetto.
Accendete i fari: è ormai quasi completamente buio.
Mentre l'auto sfila morbida sulla Mullholand Drive deserta apprezzate l'aria frizzante che vi accarezza il viso rasato e vi porta alle narici l'odore del vostro dopobarba misto a quello della bassa vegetazione che costeggia la strada.
Avete un appuntamento a casa della donna in rosso, sulla collina di Hollywood.
Mentre la strada sale e curva le immagini del suo sorriso e delle sue gambe vi riempiono la mente.
Hot Dreams.
Siete arrivati.
Posteggiate a circa cinquanta metri dalla grande villa bianca, sotto un albero; spegnete i fari e restate a guardare le finestre illuminate. Ci sarà anche lui, vi ha scritto. Bene.
Vi accendete una sigaretta e inalate il fumo che vi lascia un sapore acre in bocca.
Vi sporgete in avanti e aprite il vano porta oggetti. La fedele amica di sempre vi saluta lucida fissandovi dal suo unico occhio nero. Ricambiate quel muto sguardo fisso. Allungate la mano e l'afferrate per infilarvela sotto la giacca.
Scendete dall'auto e chiudete piano la portiera.
Un ultimo sguardo alle scarpe: perfette.
Vi incamminate verso la villa in cima alla collina.
La donna dai capelli di spezia vi sta aspettando e caldi sogni vi incalzano e sospingono lungo il vialetto in salita che conduce alla porta.
Dietro di voi Los Angeles brilla sotto la collina come una distesa di gemme che attendono di essere raccolte...


Mi ricorda:
Chris Isaak e il Nick Cave di Kicking Against The Pricks, in particolare quello di The Singer e By The Time I Get To Phoenix.

Voto: 9/10

4 commenti:

  1. Non so come sia l'album perché non l'ho ancora ascoltato (provvederò al più presto), ma hai descritto le immagini che ha evocato nella tua mente in maniera davvero fantastica...

    RispondiElimina
  2. ecco a quale post ti riferivi..e ne hai da esser fiero, date le tue capacità di metter per iscritto quello che provi! molto CAve,certo, ma secondo me anche molto Tarantino.che dici? LaDea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un anonimo che si firma è davvero un bell'ossimoro!...
      Grazie ragazzi, son contento che questo abbozzo di sceneggiatura mentale vi sia piaciuto; fa parte di un mio tentativo di sperimentare modi un po' diversi dai soliti di scrivere recensioni, vale lo stesso per i due precedenti dischi di cui vi ho parlato.
      Questo album è bellissimo e ve lo consiglio davvero "caldamente". Le immagini che mi ha suggerito al suo ascolto erano così chiare e cinematografiche che non ho dovuto far altro che scriverle, senza lavorarci sù minimamente. Tarantino...no, non era nei miei pensieri quando scrivevo, pensavo più ad altre cose, alcune delle quali piuttosto ovvie ed evidenti per la verità, per chi mi conosce. Però è bello che un disco crei delle suggestioni che a loro volta possano essere reinterpretate creandone delle varianti!
      Procuratevi il disco!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...