giovedì 3 luglio 2014

NEIL YOUNG - "A Letter Home"

Certe cose vanno preservate dall'oblio del tempo.
Il proposito dell'ultimo disco di Neil Young, A Letter Home, è proprio questo: una raccolta di vecchie canzoni di altri artisti che il musicista canadese vuole salvare dalla polvere del passato reinterpretandole, inframmezzate da registrazioni di messaggi dedicati alla madre deceduta. Non è tuttavia un semplice disco di cover, ma un vero e proprio viaggio nel tempo che Young compie con una vera e propria macchina del tempo: non una Delorean, come quella che usava Marty McFly, ma un Voice-O-Graph, gentilmente messo a disposizione da Mr Jack "Cose-Preziose" White.
Il Voice-O-Graph è una sorta di cabina telefonica che si poteva trovare per le strade statunitensi, dentro la quale per pochi centesimi di dollaro negli anni '60 si poteva registrare la propria voce su vinile. Chi ha visto Badlands (La Rabbia Giovane) di Terrence Malick ricorderà la scena nella quale si vede Kit (Martin Sheen) usarne uno per lasciare un messaggio sui suoi crimini commessi.
A Letter Home è interamente registrato in un Voice-O-Graph e il risultato è davvero spiazzante: sentire la vecchia voce di Young accompagnata dalla sua chitarra acustica, filtrata da questo vecchio apparecchio che registra delle vecchie canzoni...sembra una mossa più ardita di quella della splendida raccolta di cover di Johnny Cash. Neil non opera un tentativo di svecchiamento dei pezzi, anzi, li riporta in vita solo per farli sembrare più antichi di quello che sono (si veda ad es. My Hometown di Springsteen, pezzo dell'84), ma nonostante la peculiare qualità del suono riesce ad essere a tratti commovente, chiuso in questa angusta cabina con la sua chitarra, a cantarci brani che sembrano usciti da un disco di Robert Johnson.
Non solo quindi il tentativo di salvare e riprendere delle "vecchie" canzoni, ma anche quello di far conoscere un pezzo di storia di cultura popolare americana e preservarne la memoria.
Anche se non siete amanti di Young questo disco dovreste ascoltarlo almeno una volta, perchè non capita tutti i giorni di sentire dei brani così belli registrati con una tecnologia vecchia di cinquant'anni! Nel 2014 solo ad uno come Young poteva venir in mente una cosa simile!


6 commenti:

  1. Voglio una di queste gabine (con la g che fa molto padania) in casa! ,-9

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  2. Non c'entra nulla ma ti consiglio di dare un'occhiata all'ultimo post di Luigi su Prima o poi...

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    1. Fatto, grazie! Peccato non averti avuto tra noi ieri...

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  3. sono ancora alle prese con il boss ma mi hai fatto venir voglia di sentirlo...

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    1. Sì, merita, anche se bisogna andarci piano, perchè le canzoni sono tutte tristissime!
      Ieri lo ascoltavo in cuffia in treno; tardo pomeriggio, il sole sulle nuvole basse illuminava i campi di granoturco, l'erba e le cascine che vedevo dal finestrino. Il ritmo era scandito dal passaggio dei tralicci che ospitavano gruppi di uccelli sui loro fili (mai capito: non dovrebbero friggersi lassù?!). Il disco e il paesaggio mi han fatto convincere di essere molto più lontano da casa di quanto non fossi. Poi ha iniziato a pioviginare. Neil inizia il disco con una regstrazione di quelle per le quali ci si aspetterebbe venisse usato un voice-o-graph: un messaggio alla madre. è così dolce, perchè la donna è deceduta già diversi anni fa e sembra che Neil voglia usare questo strumento proprio come una macchina del tempo in grado addirittura di metterlo in contatto con l'aldilà. Il suo messaggio suona come quelli che si potrebbero lasciare su una segreteria ed è di una sensibilità che mi ha fatto piangere. Allora ho rivolto il viso al finestrino e ho continuato a guardare fuori.

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