lunedì 21 luglio 2014

London Calling - Day 7

L'ultimo post di questa serie è stato scritto più di un anno fa e avrebbe dovuto essere il penultimo relativo al racconto di un viaggio di una settimana a Londra con Dea, dai nostri amici Stefi e Max, nell'ottobre del 2012.
Perchè non ho mai parlato del giorno conclusivo?...Boh! Perchè uno dei miei più grandi difetti da qualche anno a questa parte è quello di ritirarmi da ogni tipo di gara a soli due metri dall'arrivo. Perchè la stupida ricerca di una perfezione che non esiste mi fa mettere in dubbio ogni cosa che faccio e mi impedisce di concluderla, perchè non mi sento mai all'altezza per farlo, perchè son pigro, perchè penso che magari alla gente di certe cose che mi apppassionano non gliene frega niente, o semplicemente perchè se devo descrivere delle cose troppo belle penso di non essere in grado di trovare le giuste parole per trasmettere quel senso di entusiasmo che colma il mio stomaco...e allora lascio perdere.
Ma oggi ho deciso di concludere questo vecchio racconto e dirvi cos'ho visto durante quell'ultima giornata di permanenza a Londra.
Qui trovate l'intero resoconto del viaggio.

HAMPTON COURT PALACE:
 A circa un'ora di auto dalla casa di Max e Stefi si trova uno dei luoghi più belli che abbiamo visto durante questo viaggio: il palazzo di Enrico VIII.
Situato sulla riva del Tamigi, a Richmond upon Thames e edificato nel sedicesimo secolo, il palazzo è uno splendido esempio di architettura Tudor. Al suo interno ci sono dei magnifici giardini, un laghetto, un campo da tennis, un labirinto usato per intrattenere gli ospiti e la vite più grande e antica al mondo.
Essere in un luogo così importante e magico, che è stata la residenza del più importante regnante inglese, nonchè uno dei più famosi in assoluto, è di per sè un'esperienza unica. Il fatto che sia di una bellezza sconvolgente e situato in una posizione così suggestiva non fa che aumentare l'emozione che si prova nel visitarlo.
Il labirinto di siepi viene tuttora usato per far divertire i visitatori che si sfidano a chi raggiunge prima il centro (Max, ricordo ancora la tua faccia quando convinto di essere arrivato per primo ci hai visti già tutti e tre lì che ti aspettavamo!).
Le stanze del palazzo le abbiamo visitate prendendo parte ad una messinscena nella quale attori impersonavano Enrico VIII, Anna Bolena e personaggi della corte. Gli uomini sono stati chiamati nella stanza del consiglio dei Lord al cospetto del Re, che ci ha chiesto il nostro parere sul da farsi in relazione al supposto tradimento di sua moglie la Regina; le donne sono state portate in un'altra parte del castello e messe al corrente degli stessi accadimenti da un punto di vista più "femminile". Le due parti si sono ricongiunte nel cortile principale del palazzo, posto al suo ingresso, che serviva ad accogliere gli ospiti e al centro del quale si trova una fontana che nelle grandi occasioni spillava vino anzichè acqua.
I giardini sono la parte più bella, posti tutto intorno al palazzo, i principali si trovano sul lato sud, di costruzione tardo secentesca, eseguita ad opera del rinomatissimo architetto Christopher Wren.

A parte la sterminata collezione di fiori rari ed esotici e i lunghi filari di alberi e statue, colpisce il fatto che ogni appartenente alla corte avesse il suo piccolo giardino segreto privato, nel quale si poteva ritirare lontano da occhi indiscreti.
La magia e magnificenza di questo luogo, come abbiamo imparato nel nostro soggiorno, viene maggiormente accentuata dalla luce del tramonto, quando il "Grasso Vecchio Sole" indugia basso nel cielo e illumina le costruzioni di mattoni rossi che prendono un colore dorato da fiaba. La vista di queste meraviglie mi ha riempito gli occhi e scaldato il cuore, donandomi ancora una volta un commovente senso di appartenenza a quei luoghi, facendomi sentire a casa.



Quello che non vi ho detto, è che a un km circa dall'Hampton Court Palace, ormeggiato sulla riva del Tamigi, si trova una sorta di luogo sacro per il sottoscritto, uno di quei posti che quando decidi di fare un viaggio è il primo che segni nella lista di cose da vedere e che non torni a casa se non hai visto. Era successo a Parigi con la tomba e la casa di Jim, ora succedeva di nuovo a Londra.

ASTORIA:
Lasciata la macchina in un piccolo parcheggio a pochi metri dal fiume, ci incamminiamo su un sentierino di terra battuta che arriva sin dentro l'acqua del Tamigi. Sta scendendo la sera, il cielo si colora di sfumature rosso scuro, la temperatura scende e si alza una brezza piuttosto fredda.
Oltre gli alberi, cigni e oche iniziano il loro canto serale e ci accolgono quando arriviamo. Di fronte ai miei occhi, sull'altra riva, si trova un luogo che ho sognato innumerevoli volte di vedere, un luogo che è il simbolo di molte cose che amo e che adesso mi lascia pietrificato ad ammirarlo. è l'Astoria, la casa-studio di registrazione galleggiante di David Gilmour. Se mi conoscete personalmente o leggete questo blog da qualche tempo, potete avere una vaga idea di come mi sentissi in quegli istanti. Davanti a me si trova il palazzo di Oz, Avalon, la Torre di Fantasia, il palazzo di Elrond, non so, trovate voi la metafora più appropriata, io so solo che in quella chiatta ci vive e suona uno dei miei più grandi idoli, il mio maggiore riferimento musicale, una persona che amo sin da quando ho sentito la mia prima nota di un pezzo dei Pink Floyd. E su quella chiatta sono stati registrati e mixati alcuni dei dischi che hanno maggiormente influenzato la mia vita di ascoltatore musicale, dai Pink Floyd a Gilmour stesso o Nick Cave, tanto per fare qualche nome.
A Momentary Lapse of Reason, The Division Bell, On An Island sono nati qui e a guardare quelle vetrate non si fa fatica a capire come lo sciabordio dell'acqua e il canto dei cigni e degli uccelli che si posano sul fiume siano stati così fondamentali nel sound così peculiarmente acquatico di quei dischi che ho consumato a forza di ascoltarli. Non ci sono parole, è troppo difficile spiegare quel che si prova in questi momenti in cui tutto è perfetto. Il posto è magnifico, al di là di ciò che possa rappresentare per me, son lì con la mia ragazza e due dei miei migliori amici, l'aria profuma di pulito ed è fresca, non son mai stato così vicino ad un pezzo di storia legato ai Pink, se non al concerto di Waters, o sotto Battersea, ma era tutta un'altra cosa, si sa, io sono un Gilmouriano sfegatato...son felice, mi sento bene come non mai. Prendo il cellulare e faccio un mare di foto, un video, perchè non credo neanche io di esser lì. Tiro fuori il lettore Mp3 e schiaccio play. Il pezzo che scelgo è obbligatorio!

Soundtrack:


L'accesso all'Astoria è ovviamente privato e si trova sull'altra riva, l'avevamo visto qualche ora prima cercando posteggio per l'Hampton Court. Un piccolo portoncino di legno conduce ad una grotta che funge da sottopasso e porta al molo al quale è ormeggiata la chiatta. Quante volte ho visto quel percorso sul dvd Remember That Night, quante volte ho sognato di percorrerlo...
Non vorrei, ma è ora di andare. Ancora qualche minuto ad osservare questo paesaggio spettacolare con le lacrime agli occhi. Il Tamigi, l'Astoria, i cigni, il cielo, il piccolo tempietto illuminato e circondato da alberi poco a sinistra della chiatta...
Mi volto per far le ultime foto di questo viaggio che ha rappresentato anche la settimana più bella della mia vita e di questo ne sarò sempre grato a Max e Stefi, che hanno accolto me e Dea e ci han permesso di vivere questo sogno insieme.
Alle mie spalle, un albero che sembra uscito dal booklet di The Division Bell:
Andiamo insieme a cenare al Ye Olde Swan, un pub che vi consiglio caldamente se passate da quelle parti. Oltre ad essere splendido, fanno un pollo alla cacciatora e un pudding al custard che talvolta mi capita ancora di sognare!...
Concludo questo lunghissimo resoconto in sette tappe con un'immagine che porterò sempre con me, un dolce congedo che questa magnifica città regala ancora una volta ai miei occhi innamorati e che io voglio condividere con Voi. è il cielo rosso di Londra, la "delizia del pastore".
See you soon London, I'll be back to take back my heart I left by you! Thanks for your magic, I'll always carry it with me.

Soundtrack:











7 commenti:

  1. Proprio una bell'Astoria! Visto che se t'impegni le cose le porti a termine! ;-) E ti sto leggendo da piazza San Carlo dove l'orchestra nazionale della Rai sta x fare le prove x le musiche di un certo Mozart, non sarà Gilmour e Londra, ma ha un suo bel xchè! ;-)

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  2. Minchia, ma sei andato a Londra vent'anni fa :)

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  3. Comunque parlare di Londra va sempre bene, in ogni momento.

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  4. Slendido racconto di quest'ultima giornata, ci hai messo un po' ma ne valeva la pena, come piacerebbe anche a me tornare su e magari girare un po' senza fermarmi solo a Londra... magari in futuro, in fondo non sembra una cosa irrealizzabile, chissà, certo far quadrare le esigenze di tutti diventa sempre più difficile e in queste cose le mie tendo a metterle sempre all'ultimo posto. Ma che vuoi, la situazione è quella che è... un abbraccio.

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. bel racconto, me lo son letto tutto d'un fiato ;)

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