lunedì 28 luglio 2014

I concerti della settimana

Meno male che c'è la musica...
ad allietare questi noiosi giorni immobili di un'estate anomala, in cui non si fa niente, non si può far niente, non si deve fare niente, a parte aspettare...

Martedì si è stati a sentire i Dream Theater.
A sentire, non vedere, perchè non ci sono soldi, perchè tanto li si è già visti in tempi migliori (per loro e per noi), perchè tanto da quando non c'è più Portnoy per me non sono neanche più i Dream Theater. Ed è stato strano aver deciso di non prendere il biglietto, perchè suonavano praticamente dietro casa mia, nel luogo dove io solitamente faccio la spesa...il chè ha reso il tutto ancora più surreale.
Tutto sommato è andata meglio del previsto. Il concerto era all'aperto, quindi seduti nel parcheggio del centro commerciale, adiacente alla zona in cui suonavano, si poteva sentire tutto divinamente.
Per un paio di pezzi siamo riusciti anche ad avvicinarci a sufficienza per poter vedere il megaschermo e intravedere i cinque di Boston attraverso le barriere protettive. Il posto è talmente piccolo che aspettarli per un saluto veloce a fine concerto vicino ai tour bus, posteggiati dove noi abbiamo passato la serata, è stato un gioco da ragazzi. Ci sarebbe da dire del monopolio di T.O. sui biglietti dei concerti e di come sicuramente siano riusciti negli ultimi anni anche ad imporsi sulla gestione del dopo spettacolo, scoraggiando gli artisti a fermarsi per un saluto, una foto o un autografo ai fan che li aspettano fuori dai concerti, a meno che questi non abbiano pagato un Vip Pass dal costo tre volte superiore a quello del biglietto del concerto vero e proprio, che dà accesso al meet&greet dell'after show. Ma son polemiche già trattate con gli amici via mail e che non ho voglia di ripetere.
Musicalmente è stata una bella occasione di risentire certi classici tratti da Awake, e Metropolis Pt.2, ai quali è stata dedicata tutta la seconda parte dell'esecuzione, visto che il primo compie 20 anni, mentre il secondo 15. L'emozione di ascoltare Space-Dye Vest, suonata per la prima volta proprio in questo tour, dall'uscita dell'album nel '94, bastava da sola per dare un senso alla serata!

Venerdì. Il Traffic di Torino, una delle poche, se pur tremolanti e sempre incerte realtà musicali gratuite estive, ci ha permesso anche quest'anno di ascoltare senza spendere un euro, dei concerti di artisti di alto livello. Peccato la costante stupidità organizzativa di questa città catatonica che non riesce mai a far combaciare l'evento di grande risonanza con un' adeguata gestione dei mezzi di trasporto, completamente incapaci di far fronte al flusso di persone che si riversa nelle piazze del centro. Torino ha una sola linea della metropolitana che, per carità, ha davvero cambiato le abitudini di spostamento dei suoi abitanti, semplificandogli di molto la vita, ma capirete il limite di copertura del servizio stesso che si concentra esclusivamente sull'asse est-ovest. Se per di più neanche in occasione di questi eventi, o peggio ancora del Torino Jazz Festival, che richiama gente da mezza Europa, si ha l'elasticità di allungare anche solo di un'oretta l'orario di servizio della metro, o la si chiude proprio perchè l'evento coincide col Primo Maggio, va da sè che il rientro a casa dopo una serata in piazza è sempre un'avventura, o quantomeno una corsa all'ultimo treno, col più che concreto rischio di rimanere a piedi. Morale: vi volete vedere il concerto gratis in piazza? Bene, ma per il ritorno non fate affidamento sulla GTT, che di contro non fa che aumentare il costo dei biglietti per un servizio scandaloso, e dobbiamo anche sorbirci il panegirico di quelli che dicono di prendere i mezzi per salvaguardare l'ambiente. Ma andatevene un po' a fare...il vostro mestiere...
Quindi, concerto sì, ma poi tutti a casa e in fretta! Lo sapevate che Cenerentola abitava a Torino?
Città d'arte, cultura, eventi e blah, blah, blah, blah, blah, blah... La verità è che siamo la più provinciale delle grandi città del nord Italia.
Comunque, scusate la digressione, si parlava di concerti. Ecco, venerdì Pet Shop Boys.
Sono andato più da curioso che da appassionato, perchè non è esattamente il mio genere, ma lo spettacolo è stato davvero piacevole, con un forte accento sulla parte visiva, oltre che musicale. E poi è stato una sorta di greatest hits live: se uno come me conosceva il 90% dei pezzi, significa che han suonato davvero roba nota anche ai sanpietrini della piazza! è stato bello vedersi un pezzo di storia della musica dance elettronica ed è stato anche un tuffo nel passato, dato che volente o nolente alcune delle cose dei Pet Shop Boys sono tra i miei primi ricordi musicali che ho.

Domenica, ovvero ieri, Litfiba.
Sempre al Traffic, sempre gratis. Bene così, perchè oltre alle mosche nelle tasche non c'è più nulla.
Che dire, era più o meno da vent'anni che aspettavo di vedere un loro concerto e anche se un tempo forse l'avrei vissuto con ancora maggior entusiasmo, son contento che tutti questi anni son serviti a portarmi davanti agli occhi la formazione classica del gruppo fiorentino, che ha eseguito una selezione di pezzi tratti esclusivamente dalla "Trilogia del Potere", che se non conoscete allora non conoscete neanche i Litfiba e la musica italiana che andava ascoltata negli anni '80! Ecco, a proposito di questo, se non avevi circa vent'anni a metà degli '80 difficilmente hai avuto la possibilità di partecipare ad uno spettacolo del genere, se si escludono i recentissimi concerti della reunion. Evento imperdibile dunque. Impagabile vedere Maroccolo e Ghigo suonare di nuovo spalla a spalla, sorridere e darsi il cinque mentre Piero esegue le sue danze teatrali a torso nudo davanti ad una platea ringiovanita di trent'anni. Band in gran forma, Piero ancora grande performer e voce spettacolare, capace di reggere sempre ad altissimi livelli uno spettacolo di due ore con un'energia e un carisma invidiabili. E poi Istanbul, Apapaia, Lulù & Marlene, Louisiana, Re del Silenzio, Il Vento, Corri...serve aggiungere altro?
Anche ieri, quindi, un tuffo negli anni '80. Quel periodo così lontano eppure così vicino al nostro presente. Una nostalgia di un periodo difficile in cui c'era però la voglia di ricominciare, di ricostruire sulle macerie del decennio precedente. Voglia di divertirsi, ma anche di impegnarsi in qualcosa che avesse un valore sociale, oltre che musicale, che potesse durare nel tempo, e in questo forse i Pet Shop Boys e i Litfiba ben rappresentano le due facce di una stessa medaglia, simbolo di un periodo storico sempre più spesso celebrato, forse per esorcizzare i demoni del nostro presente. Sarebbe utile tentare di riappropriarci di un contemporaneo che smetta di essere tributo di tempi andati e autocelebrativo e inizi finalmente ad essere terreno fertile per nuove idee, nuove proposte, nuovi fermenti che non si accartoccino su se stessi nell'autocompiacimento o nello scimmiottare ciò che già c'è o c'è stato.
In ogni caso, meno male che c'è la musica...e meno male che ci sono anche gli amici con i quali condividerla!

9 commenti:

  1. Ecco, a proposito di andare avanti, ieri han suonato I Pan del Diavolo prima di Pelù e soci.
    Personalmente la loro formula la trovo più ripetitiva dei loro conterranei Marta sui Tubi.
    Però ieri ci han dato dentro.
    E sentire qualche buzzurro che durante il loro set continuava a urlare Piero Piero Piero, mi ha dato parecchio fastidio.
    Quanto siamo pronti ad accogliere il nuovo?
    Io nel passato ci sguazzo, nello spazio di un mese ho visto e mi vedrò Pearl Jam, Litfiba e Simple Minds.
    Ma se poi le coase nuove non le conosciamo o le snobbiamo a priori, dove vogliamo andare?
    Cmq grande Pelù che ieri ha ricordato le nostre "antiche" glorie locali: Africa Unite, Mau Mau, Statuto, fino ai Subsonica e ai Linea 77 ecc... .
    Se la gente fosse stata ottusa come quelli che gridano Piero Piero Piero durante il live di tre ragazzi che stanno dando tutto,
    non avremmo avuto nessuno dei gruppi che abbiamo amato nei '90... .
    Open your (simple) minds, please!!!

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  2. @ vik: perfetamente d'accordo,e anche da non fan posso dire che quello dei Litfiba è stato davvero un bel concerto.E' strano per me sentire dal vivo certa dark wave a cui sono abituata solo da disco, fa impressione immaginarsi Guerra all'interno di un locale buio(già, Vik!) squarciato da lampi di luce bianca e sirene antiaeree..nulla da invidiare ai Bauhaus che furono. Piero in questa veste è fantastico, colpita anche dalla capacità vocale.

    @ L'Adri: ma dove c**** eri?! potevi appropinquarti,no?? CMq i Pan del Diavolo mi son piaciuti anche se concordo sulla formula ripetitiva. Anche a me ha urtato parecchio sentire gente dire "a casa! a casa!", se non ti piacciono vai a farti un giro, non è che se li mandi via i Litfiba escono prima sul palco. ....'gnurant!!!

    Concludo appoggiando pienamente Vik nell'invettiva rivolta alla nostra città,grandi eventi e grandi nomi e poi cadiamo su queste cose. Tu vo' fà ll'ammericano....invitiamo i grandi del gezz ma facciamo chiudere l'evento agli elii e lasciamo una folla, una vera marea di gente appiedata ad aggiustarsi come meglio può(quando riesce) per tornare a casa, che la metro si chiude alla mezzanotte, NEH!!!!

    oh e poi abbbasta con sti cellulari sulle teste, ma non siete in grado di godervi uno spettacolo DAL VIVO?! dal vivo,non attraverso uno schermo..siete in piazza,porcaccia la miseria, non davanti alla tv!!

    ...e chiudo davvero con un...CIAO PESCARAAAH!!! LaDeaCheNonSièAncoraRegistrataQuindiRisultaAnonimoMaInRealtàE'laDea

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    1. Ne parlavo sia ieri che oggi con Urz: purtroppo l'unico neo del concerto dei Litfiba è stata la scelta di riproporre alcuni di quei brani classici nella veste più rock che gli avevano attribuito nel periodo Sogno Ribelle. Il concerto sentito invece per radio lo scorso anno e Urz mi conferma anche il recente cd live della Trilogia, erano decisamente più fedeli nelle sonorità agli album originali. Ieri passata l'eccezionale Guerra quell'atmosfera dark wave di cui s'è detto è andata un po' persa o comunque è stata parecchio filtrata. Che ci vuoi fare? Siamo nati con vent'anni di ritardo!
      Spero che la frecciatina sugli Elii passi inosservata, perchè altrimenti qua alziamo un vespaio...
      Mi ha fatto morire Milo ieri, quando mi fa, indicando quello davanti a noi col cellulare stagliato contro il cielo "scusa, gli puoi dire di alzarlo un po', perchè da qua non vedo bene lo schermo!".
      DeaCheRisultiAncoraInspiegabilmenteAnonimaCazzoAspettiARegistrartiCheNonBisognaEssereDegliScienziatiPerFarlo? Tu, Urz e Adri avete la stessa malattia...boia deh!

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  3. Ciao Dea!!! E ciao Pescara!!!
    Io ieri ho litigato tutto il tempo col telefonino, ma non con quello degli altri, con il mio, xchè in quel delirio non riuscivo a mettermi in contatto con voi! Cmq ero in una posizione davvero buona, sia x visuale sia x acustica, quindi non me la sono sentita di fendere la folla alla vostra (difficile) ricerca.
    X quanto riguarda i trasporti, subodoravo l'ennesima debacle della gtt, e ringrazio il cielo di avere il mio fedele destriero 125 che mi ha portato a parcheggiare senza problemi a 10 metri da Piazza San Carlo, che goduria!

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  4. mah... sara' che i DT dopo "scenes from a memory" (escluso) hanno perso tanto del loro fascino ai miei occhi, e i litfiba senza marock non ne hanno mai avuto....... ma io sono snob, si sa!

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    1. Indubbiamente hanno avuto un neanche troppo lento crollo qualitativo nella loro musica, ma dopo Metropolis Pt.2 secondo me ci sono ancora diverse cose interessanti, Six Degrees e Octavarium soprattutto e poi altre robe sparse nei poco convincenti album successivi. è che son da sempre uno dei miei gruppi preferiti e non ho mai smesso di ascoltarli, quindi non riesco a disprezzarli del tutto.
      Se per Marock intendi dire Maroccolo, beh, la scorsa sera lui c'era e c'era anche il Don. La formazione era quella classica. No, no, davvero nulla da dire. A distanza di 30 anni quei pezzi li fanno suonare ancora alla grande e non è roba da tutti!

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  5. I DT non li conosco (e non li ho mai presi minimamente in considerazione), mentre x quello che riguarda i Litfiba, domenica, come ti ha appena scritto Vik, oltre a Pelù e Renzulli c'erano Aiazzi e, appunto, Maroccolo. Band e repertorio quindi meritavano eccome!

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    1. Grazie per la precisazione Bro, non sui Litfiba, ma sui Dream! Stai pensando di iniziare la tua crociata personale? La tua giustizia privata?...

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  6. No, anzi, se vogliamo un complimento per te, sei riuscito a farmi leggere qualcosa su questi DT, cosa che in parecchi anni di letture di riviste musicali, saggi e biografie rock non era mai capitato. E un'ammissione che, se due cose sul concerto dei Litfiba ero in grado di dirle, sui Dt prima e dopo il disco citato da Liv non mettevo becco, in quanto per me (ma ribadisco, questo vale solo per me) è come se non fossero mai esistiti.

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