sabato 21 giugno 2014

Pearl Jam, San Siro 20/06/14

Quando stamattina ho posteggiato l'auto sotto casa erano le cinque. Il sole cominciava ad alzarsi e ad illuminare la strada, gli uccelli già cantavano. Mi son trascinato verso il portone fumandomi l'ultima sigaretta del giorno, o la prima, dipende da quale giorno s'intenda, comunque una sigaretta di troppo.
Non avrei voluto andare a letto, nonostante la stanchezza: avevo paura di affrontare oggi. Ho sempre mal tollerato i giorni dopo i concerti, perchè hai un down da adrenalina che ti mette al tappeto. Finisco di fumare ripensando alla serata e mi viene in mente che nel lasciarci con gli amici ognuno è ritornato a dormire da solo alla propria casa. Qualcosa lungo la strada deve essere andato storto a tutti noi; non è così che dovrebbe finire una bella serata.
Fanculo, mi dico, ci penserò domani, cioè oggi, cioè ora...
Circa dieci minuti dopo l'orario previsto di inizio concerto i Pearl Jam escono sul palco di San Siro. è ancora chiaro, praticamente giorno. Eddie è già uscito qualche ora prima ad eseguire una versione acoustic solo di Porch, ma noi ce la siamo persa. Abbiamo appena il tempo di sederci sugli spalti e darci un'occhiata intorno che veniamo investiti dalle note di Release: davvero inaspettata come apertura. Eddie e soci ci tengono per le palle e mentre mi tremano le gambe, perchè preso alla sprovvista, capisco e con me altre 60000 persone circa, che sarà un concerto "impegnativo". I PJ vogliono vederci morti entro la prima mezzora, perchè infilano Nothingman, Sirens e Black senza soluzione di continuità. Ogni mio tentativo di resistenza ad eventuali pugnalate al cuore va a farsi benedire.
"Once divided...nothing left to subtract...
Some words when spoken...can't be taken back...
Walks on his own...with thoughts he can't help thinking...
Future's above...but in the past he's slow and sinking...
Caught a bolt 'a lightnin'...cursed the day he let it go...
Nothingman...

Isn't it something?
Nothingman...
She once believed...in every story he had to tell...
One day she stiffened...took the other side...
Empty stares...from each corner of a shared prison cell...
One just escapes...one's left inside the well...
And he who forgets...will be destined to remember...oh...oh...oh...
Nothingman...

Isn't it something?
Nothingman...
Oh, she don't want him...
Oh, she won't feed him...after he's flown away...
Oh, into the sun...ah, into the sun...
Burn...burn...
Nothingman...

Isn't it something?
Nothingman...
Nothingman... 

Coulda' been something...
Nothingman...
Oh...ohh...ohh...
"
Tanto per capirci!...
A questo punto serve qualcosa per tirarsi un po' sù, altrimenti finisce male! Ci pensano Go, Do The Evolution e Corduroy: ecco l'energia di cui avevo bisogno!
Lightning Bolt e Mind Your Manners dall'ultimo disco, poi un'inaspettata Pilate, da Yield, Untitled e MFC. Mike mi fa godere dall'inizio alla fine del concerto e lascia anche Eddie estasiato nel guardarlo suonare davanti ad un pubblico in delirio, tanto che ci propone di trasferirci tutti a Seattle per continuare ad assaporare la magia che si respira questa sera: per loro trasferirsi qui sarebbe troppo complicato, visto famiglie e prole a carico... Ed è Mike ad introdurre quello che forse è il mio pezzo preferito: Given To Fly, peccato che Eddie, complice una bottiglia di vino che gli terrà compagnia tutta la sera, sbaglia tutto quello che si può sbagliare nell'esecuzione di una canzone e si dà più volte dello "stronzo" in italiano! Forse non al massimo dal punto di vista della performance, ma decisamente a suo agio e divertito tra il pubblico milanese che apprezza le sue battute di spirito (alcolico) e gli sforzi compiuti per riuscire a parlare brevemente nella nostra lingua. Ci confessa che ultimamente ha fatto troppi sogni brutti (sfondi una porta aperta!), ma ora è contento di avere noi davanti agli occhi.
Si va avanti con Who You Are, Sad, Even Flow, Swallowed Whole e Setting Forth, quest'ultima dalla colonna sonora di Into The Wild.
Not For You, Why Go e un'incontenibile Rearviewmirror sono benzina incendiaria gettata nelle nostre orecchie che ci fa ballare e cantare a squarciagola.
Dopo questa sferzata d'energia i toni si placano nuovamente con un set semiacustico che comprende Yellow Moon, dedicata alla luna, appunto, Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town (altro momento toccante), Thin Air e Just Breath. Quest'ultima è dedicata alla moglie (presente in prima fila) e al loro anniversario. è un pezzo che adoro, ma avrei preferito non sentirlo: è stato il momento più duro del concerto e mi ci sono voluti diversi pezzi affinchè smaltissi i suoi effetti collaterali.
Daughter chiude il set acustico, suonata in medley con citazioni da W.M.A., Let It Go e It's Ok.
Arriva Jeremy, poi c'è tempo per gli auguri di compleanno alla moglie di Matt che sale sul palco e abbraccia il marito, ai quali segue Better Man (accostamento quantomeno insolito: Eddie fa il romanticone con sua moglie e le dedica Just Breath e dopo gli auguri alla moglie del suo batterista esegue Better Man? Boh!). Come vedete i ripescaggi da Vitalogy sono abbondanti, probabilmente a causa del ventennale che cade quest'anno o comunque perchè in fin dei conti è un gran disco. La prossima sulla setlist è infatti Spin The Black Circle, anch'essa estratta dallo stesso album, sulla quale Jeff e Mike si divertono a correre in tondo al palco passando dietro l'organo e la batteria: spettacolo vedere come ancora si divertano a saltare e correre mentre suonano! Lukin e Porch, questa volta in versione full band, sono l'ennesimo pugno in faccia: ottima la scelta di suonare questi tre pezzi in sequenza, roba da togliere il fiato!
Il main set si è esaurito, ma quasi immediatamente i PJ tornano sul palco e Stone parte con il riff di Alive. Non per la canzone, ma per l'atmosfera che si respira, forse la parte più bella del concerto: ci abbracciamo tutti, amici e sconosciuti e in un gesto catartico urliamo insieme al cielo scuro che, nonostante tutto, siamo ancora vivi! E poi finalmente eccola: luci accese, il figlio di Matt (mi è parso di capire) alla chitarra, è l'ora dell'intramontabile inno alla libertà rock di Neil Young Rockin' In The Free World! Ancora abbracciati, si salta, si canta e si balla: pura gioia!
Si chiude con la canzone senza testo: Yellow Ledbetter, forse un po' buttata lì, nonostante sia un pezzo magnifico la sua esecuzione non mi ha convinto più di tanto.
Sono passate, anzi, volate tre ore e dopo 34 (!) pezzi all'appello mancano solo Garden, Wishlist, Once e una personal favourite: I'm Mine. Pazienza, va benissimo così. è stato un bel concerto, un'altra tacca sul fucile. Spero di rivederli presto, magari in un luogo più piccolo, più da vicino, con meno cazzi per la testa. Ma in questo 2014, l'anno dello sfascio, chi non ha cazzi per la testa?...
Grazie ragazzi! Grazie Amici, grazie a chi c'era e a chi ha deciso d'esserci (non è la stessa cosa!).
Ora ho il down d'affrontare, ma un po' mi avete già aiutato a superarlo. Qualche altro consiglio?...

36 commenti:

  1. Bro, leggendo tutto d'un fiato ho rivissuto con te il concerto di ieri. E me l'hai fatto sentire ancora più bello di come mi era sembrato ieri.
    Una serata da ricordare, da tenere nel cuore ogni volta che la vita ci sembrerà troppo "black"... .
    Grazie a te e a tutti gli amici che c'erano ieri... .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Troppo buono! Tra l'altro volevo chiederti come consideri questo live in rapporto ai precedenti che hai visto: qual'è stato il tuo miglior concerto dei PJ?

      Elimina
    2. Torino 2006 e Mestre Heineken Jammin Festival 2010 i migliori.
      Assago 2000 e San Siro 2014 un gradino sotto.
      E non parlo di scalette, ma dell'intensità che ho sentito di più nei concerti non milanesi.
      X quanto molto bello il concerto di due giorni fà, la performance di Eddie tra le quattro alle quali ho potuto assistere è stata la peggiore(ma era acciaccatello, problemi alla gamba).
      In forma smagliante McCready, forse al momento il mio PJ preferito. Davvero bello vedere come una persona che qualche anno fà sembrava quasi spacciata, suoni così bene(addirittura correndo) e si diverta.
      Ma comunque stiamo parlando di voti altissimi: vicini al 10 i primi due e da non meno di 8 2000 e 2014.
      È sempre una goduria Bro!

      Elimina
    3. Sì, la scaletta è stata impressionante. Ci sono certi pezzi che chissà quando riuscirò a riascoltarli di nuovo perchè mi han devastato. è stato sicuramente molto coinvolgente, ma come sai patisco l'eccessiva distanza degli stadi. Probabilmente avrei dovuto vederli anche io nel 2006, ma in quel periodo mi interessavano davvero poco

      Elimina
  2. Davvero una bella rece Bro, molto sentita!
    Oggi è dura ma continuiamo a correre per sfuggire alla memoria...
    Thank you friends, and thanks PJ!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...Alla fine ce l'abbiamo fatta! Questa notte abbiamo corso e anche ballato, e ogni tristezza è volata via! Era tanto che non stavo così bene. Grazie per la serata! Un abbraccio.

      Elimina
  3. ...alla faccia del concerto! ;)

    stay high!

    ps. no dai, moore e' thurston ov cors...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, non è che Gary sia un insulto...;) Confesso per la verità, e non me lo spiego neanch'io, che non ho mai seguito i Sonic Youth, quindi non sò esprimere un giudizio su Thurston, ma son sicuro che mi piacerebbe.

      Elimina
  4. dalla preferenza all'insulto troppe ne passano... ;)

    comunque cosi', per darti un'idea

    https://www.youtube.com/watch?v=A-xRtXrqhBM

    (buffo che un amante dei primissimi kuntz non si sappia molto sui sonic youth: infondo "catartica" e "il vile" hanno tantissimi sonic youth dentro...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mioddio! Guardare questo video dev'essere un'esperienza vicina alle allucinazioni lisergiche! Che diavolo ha il leggio? è posseduto! Comunque ti ringrazio: dopo un concerto, una giornata passata a suonare in cuffia e una notte a ballare metal questo video è un toccasana. Praticamente come avere un flessibile nel cervello!
      Non ti stupire del mio percorso musicale: è pieno di incongruenze, lacune, idiosincrasie...non sempre scelgo la strada più ovvia e a volte senza volerlo mi lascio dei pezzi indietro, anche importanti devo ammettere. Prima o poi rimedierò anche sulla Gioventù Sonica!

      Elimina
    2. beh, davanti al thurston che suona ogni buon leggio deve mettersi a ballare! :D

      figurati se mi stupisco delle incongruenze, proprio io, quella cui manca quasi completamente il boss (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa) e pero' e' in grado di mettere i dream theater e i joy division nella stessa compilation riuscendo pure a dargli un senso... :D

      Elimina
  5. Non chiedere scusa per non conoscere il Boss, non sono il tipo che toglie il saluto a chi non lo apprezza. (Tra l'altro se vuoi cominciare a conoscerlo c'è una serie di post intitolati "Boss Time" che potrebbe far al caso tuo, li trovi alla voce About The Boss).
    Ti fai perdonare benissimo coi Joy Division e i Dream! Mia cara liv (ce lo metto il punto?), andiamo sempre più d'accordo!

    RispondiElimina
  6. serie monumentale di post che in effetti avevo cominciato a spulciare ;)
    ...ma non e' che non lo apprezzo, e' che non lo conosco: ho una quantita' impressionante di lacune da colmare.

    e se ti chiedessi un album (uno) per incominciare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, questa è una domanda alla quale non è mai semplice rispondere, perchè i suoi dischi son quasi tutti legati tematicamente come in un ideale "grande romanzo americano". Diciamo che quelli della nostra generazione, ho motivo di credere di essere sù per giù tuo coetaneo, l'hanno scoperto e amato con Born in The U.S.A., che in effetti è un disco bellissimo, ma per epicità e classicità ti consiglierei Born To Run (il terzo), al quale segue il mio preferito, Darkness On The Edge Of Town, che gli fà da continuazione e contraltare. Teoricamente potresti iniziare proprio da Darkness, anche se forse lo si apprezza di più contestualizzandolo dopo BTR; secondo me le cose più belle, proprio a livello di testi, le ha scritte su questo disco e comunque in quel periodo. Ci troverai anche echi della musica alternativa americana di fine anni '70, il punk su tutti e certe cose che negli stessi giorni riprendeva la sua amica Patti Smith (l'armonia di Frederick è presa a mio avviso direttamente dall'intro di Prove It All Night) e la stessa Because The Night che le ha donato era stata scritta per quel disco. Per le tematiche trattate rimando al post relativo di The Boss Time. Fai sapere se poi affronterai l'ascolto!

      Elimina
  7. X Liv: di Bruce tutto quello che peschi dal 1973 al 1987 è robba no bbuona, oro!!!
    Dopo non farti mancare The Rising e poi confesso che Lucky Town lo trovo tutt'altro che disprezzabile e viene via a pochi euro... .
    Dopo aver recuperato questo malloppo, prendi tutto il resto, xchè anche un mezzo passo falso di Bruce è meglio del 99% della roba che c'è in giro.
    Buon ascolto! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sottoscrivo, ma non fare indigestione: meglio gustare lentamente un poco alla volta.

      Elimina
  8. ho motivo di credere che tu (voi) poss(i)a(te) avere tra i cinque e i dieci anni piu' di me, ma tant'e': ci siamo capiti.

    vada per born to run + darkness on the edge of town, mi sembra un buon inizio soprattutto se ha senso sentirli in fila, poi vediamo che succede. tipicamente non mi concedo piu' di un album alla volta, ma se mi dite che sono l'uno la continuazione dell'altro posso fare un'eccezione (che conferma la regola).

    RispondiElimina
  9. Azz, evidentemente tradisco vecchiume anche dal mio modo di scrivere...nah, da quella minuscola foto del profilo e da ciò che ho letto sul tuo blog, insisto a dire che siamo coetanei, forse c'è anche la possibilità che tu sia un pelo più grande di me, ma non più piccola, non di dieci anni! Adesso son curioso di capire cosa ti aha fatto mettere il carico da dieci sulla mia età. Per L'Adri non mi pronuncio, ma ti posso svelare che è più grande di me. Secondo me prima o poi te ne esci con le date di nascita corrette! Sei una mega matematica!...

    Per i dischi occhio che non sono dei "concept". La continità la dà lo sviluppo e la maturazione delle tematiche che da un disco (non un concept, ma che ruota su uno o due temi centrali) mutano e portano per conseguenza logica alla creazione di quello successivo (neanche questo un concept, ma con dei temi ricorrenti figli di quelli del disco precedente). Vedila un po' come se fossero i due tempi di un unico film a episodi nel quale le storie diverse sono legate da un filo conduttore e se quelle del primo tempo sono la "causa", quelle del secondo diventeranno il loro "effetto". Secondo me ti ho incasinato di brutto! Anyway, occhio ai testi (!) e buon ascolto: stai per imbatterti nel più bel film scritto, diretto, musicato e interpretato da Springsteen! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. azz... allora sono io che tradisco vecchiume!

      beh, hai detto un paio di frasi tipo "voodoo lounge e bridges to babylon a suo tempo mi erano piaciuti" da cui deduco che "a suo tempo" (quando sono usciti) eri abbastanza grandicello: diciamo medie?, di piu'?, oppure "la nostra generazione ha scoperto e amato springsteen con born in the usa" da cui, assumendo tu sia un tipo precoce, dico che hai almeno cinque anni piu' di me.

      io sono nata con almeno dieci anni di ritardo rispetto a quello che e' il mio gusto musicale, ne sono perfettamente cosciente: ai concerti sono sempre ben al di sotto dell'eta' media!

      (e no, non sono una megamatematica, sono una che ci prova...)

      ok, born to run procurato: me lo sparo adesso mentre vado dalla "capa".

      Elimina
  10. mpf...che ti devo dire, forse hai ragione tu...forse no. Dieci anni di differenza son comunque troppi, vada sui cinque se ti senti di sposare la teoria dei Rolling. Dubito che nel '94 tu non fossi neanche alle elementari...Comunque sì, a livello di gusti sono stato abbastanza precoce, penso di aver iniziato ad ascoltare musica con passione intorno ai dieci anni. Nessun genitore che mi ha fatto crescere a Beatles e soci, tanto per intenderci, neanche lontanamente! Per quanto riguarda la frase su BITUSA, beh, avrei potuto dire anche la nostra e la generazione precedente alla nostra. e non è affatto detto che queste si riferiscano ai coscritti che nell'84 compravano il disco (quindi grandicelli). Diciamo che per un bel po' di anni quello è stato il disco di riferimento per i neofiti di Springsteen, perchè successivamente c'è stato poco di veramente interessante, almeno fino al '95, o giù di lì e comunque non di facile ascolto. Per non parlare di quello che aveva fatto negli anni '70: quella è roba che o l'hai ascoltata quando è uscita o quando te la vai a recuperare molto dopo, quando un disco come BITUSA ti fa apprezzare l'artista e ti vien voglia di sentire cosa viene prima. Quindi se dico "la nostra generazione", ne metto dentro due o tre in realtà. Se ad esempio nel '94 avevi poco meno di quindici anni e ti innamoravi di quel disco, facevi parte sempre di quella generazione di ascoltatori che ne avevano fatto il loro punto di riferimento, anche se eri arrivato con 10 anni di ritardo, almeno credo! Boh, mi è venuta mal di testa!...
    Per quanto riguarda l'essere quasi sempre fuori tempo massimo sui concerti che si vanno a vedere sfondi una porta aperta: ne parlavo ieri con L'Adri, che appunto è più grande di me e ha avuto la fortuna di vedere cose che A: andavano viste quando le ha viste, B: io non potrò più vedere! è una vita d rincorsa contro il tempo e a volte dopo aver aspettato tanto un concerto si percepisce la sensazione di star a guardare una roba che per quanto bella è solo l'ombra della stessa cosa presa magari 10-15 anni prima. Sob! Ma tutto sommato qualche bella soddisfazione live, presto o tardi che fosse, me la sono tolta e poi, sono "nato per (rin)correre"!...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mmm... occhei, devo ri-tarare le mie posizioni: piu' grande, diciamo intorno ai cinque anni (occhei ho esagerato, ma che ne so che sei anche tu un precoce?).
      sparo: hai l'eta' di unknown pleasures, mese piu', mese meno.

      L'Adri... tre in piu'?

      nel '94 piangevo kurt, ma anch'io sono una precoce: il fatto che mio papa' dormisse con la foto del Macca sotto il cuscino mi ha senz'altro aiutata, ma a kurt ci ero arrivata per conto mio...

      i concerti... eh, brutte storie davvero: ho sempre saputo di essere nata nel decennio sbagliato.

      (in tutto questo qui vicino stanno suonando i mcr, li sento da qua: erano gradevoli nell'era di cisco, adesso mi domando cosa stiano a fare...)

      per la cronaca, primo ascolto di born to run.
      lo stato d'animo che trasmettono stile armonico e ritmo e' vicino a quello di cui ho bisogno in questo momento: energico e vitale. per i testi se ne riparla al prossimo ascolto.
      per certi versi e' un ascolto semplice, forse anche "troppo": probabilmente questa e' la sua forza, chissa'... vediamo che succede ai prossimi giri. ;)

      Elimina
  11. Ehm, L'Adri si e comprato la cassettina taroccata di Born in the U.S.A. dal marocchino del mercato di Piazza Kennedy di Burgaret nel giugno/luglio del 1985. 3.500 lire ben spese. Probabilmente mi hanno cambiato la vita... .
    Cara Liv, magari avessi solo tre anni in più del Bro Viktor.... Ma gli scherzi della "colleganza" al lavoro fan si che fai amicizia con brothers and sisters che quando io cominciavo ad ascoltare Bruce, loro erano ancora (x motivi anagrafici, non certo di gusti) nella fase Cristina D'Avena... .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...accidenti, non ne ho preso neanche uno dei due! :D

      caro L'Adri (ecco il mio utilizzo dell'articolo nordico qui raggiunge dei livelli di perversione mai visti...), capisco benissimo che intendi: io mi ritrovo in situazione simile, ma nella stessa posizione di Viktor, con l'amica di lavoro (per altro la stessa che e' venuta con me a sentire gli Stones e Nick Cave, guarda un po'...) che ha dieci anni esatti piu' di me.

      io nel giugno/luglio dell'ottantacinque c'ero, ma non ne ho memoria...

      Elimina
    2. Mettiamola così, se metti la mia esatta data di nascita scoprirai che è il titolo del primo disco live di Elton John, quando era ancora molto rock and roll... .
      E poi vabbè, il mio gemello separato dalla nascita eterozigote è Antonino Asta ;-)
      Bastano come indizi?

      Elimina
    3. Eterozigote? Guarda che la sua era proprio un'altra madre!

      Elimina
    4. Eterozigote xchè non ci somigliamo molto! ;-)

      Elimina
    5. Appunto! Non vi somigliate na ceppa, ergo, due madri ben distinte! ;)

      Elimina
    6. ecco vedi?, una decina di anni in piu'! ;)

      Elimina
  12. Come molto spesso accade, d'accordissimo con quello che dici del concerto.. aggiungo un mangiarsi le mani per aver mancato Torino 2006 di cui anche il babbo si rammarica quando se ne parla.. chi ha deciso d'esserci vi fa compagnia nell'essere (come minimo) 10/15 anni in ritardo anagrafico sul mondo musicale di interesse. Chi ha deciso d'esserci lo ha fatto per i PJ, certo, ma anche perchè non sarebbe stato possibile immaginare un momento del genere senza le persone giuste. Certo, gioia pura e pure bastonate sugli stinchi nudi, ma ciò indica che siamo stati (tanto) vivi e che lo siamo ancora. Chi ha deciso d'esserci è rimasto folgorato dal live, fascinato da Eddie, commosso da Mike, ma 60.000 che urlano keep on rockin' in a free world non sarebbero stati sufficienti senza la compagnia giusta. Grazie. LaDea

    RispondiElimina
  13. Ciao LaDea da L'Adri ;-)
    Ma l'hai vista la foto di noi 4 davanti a San Siro? Sembriamo una rock-band! Viktor il chitarrista virtuoso e imprevedivile, tu la bassista hot and wild, io il roccioso batterista, e Fabri il cantante carismatico e misterioso. Stupenda!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Imprevedivile è ovviamente un refuso ma è bello, ah ah, sarà che oggi mi son comprato da Materiale Resistente in via Po, l'ultimo dei Marlene... ;-)

      Elimina
    2. Devi farmela avere, io non l'ho neanche vista, ma dubito d'esser venuto decentemente in una foto: sarebbbe la seconda o la terza volta in vita mia...

      Elimina
    3. L'ultimo dei MK?.. Sono rimasti in un cassetto per anni e nelle ultime settimane non si fa che parlare di loro!...Merito del mio post?...

      Elimina
  14. Mah, ti avevo detto che a un rapido ascolto da fnac l'ultimo non mi sembrava male... E a sei eurini, praticamente immacolato, da Materiale Resistente è finito a Burgaret!!! :-) E lo sto ascoltando in questo momento. MK, OK? :-)

    RispondiElimina
  15. Alessandro dalla lontana Australia (beato lui!), ha piacere di condividere il suo commento al post, che però non riesce a pubblicare, quindi me l'ha inviato tramite mail e io ve lo propongo paro paro:

    Andy mi hai fatto piangere col tuo post Sui pj, bellissimo, bello quando la Musica di una band riunisce una fetta di umanità come se fosse parte della stessa tribu, coscente, slanciata verso se stessa e pronta a gioire di quella festa che mai si ripeterà....brividi infiniti, sarei voluto essere Li e abbracciarti e abbracciare il resto Della tribu, giuro ho Le lacrime agli occhi!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I concerti sono belli per questo: riescono con la loro intensità a infilarti una mano tra le viscere e tirare fuori ciò che covi nel tuo più profondo recesso. A volte è gioia, altre sofferenza o paura. è vero, è come se portassero con sè il retaggio di antichi riti sciamanici. L'artista si fa portavoce di un'intera comunità, emana energia e la riceve moltiplicata migliaia di volte, così che possa quasi trascendere i limiti della sua persona fisica, raggiungere uno stato di grazia e da esso scindersi in modo che una piccola parte di lui possa confluire in ogni ascoltatore, che la recepisce e la fa sua, aiutandolo quasi ad elevarsi ad uno stato di coscienza più elevato, che può portarlo all'estasi o fargli provare profonde sofferenze, perchè messo di fronte alle sue debolezze dell'animo. Ogni concerto è come un'esperienza mistica, un viaggio comunitario che ognuno intraprende però prima di tutto dentro di sè, solo poi per poter condividere l'esperienza con le persone che lo circondano; ed è bello sentire concretizzarsi questo legame invisibile tra persone che non ci conoscono. Bruce diceva che il pubblico di un concerto ti dà una piccola ma forte e chiara visione di quello che potrebbe essere un mondo ideale, unito, senza differenze, accomunato da un unico amore e dalla gioia di sentirsi vivi.
      Ci saranno altre occasioni, altri concerti. Di sicuro qualcuno ce lo vedremo insieme. Ti abbraccio e ti faccio i miei auguri per la tua nuova vita. Tra le Onde troverai la tua strada.

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...