giovedì 12 settembre 2013

Elysium

Alla fine del XXI secolo la Terra è devastata e sovrappopolata.
I pochi ricchi che possono permetterselo si sono trasferiti su una città spaziale orbitante poco distante dal nostro pianeta: Elysium. Lì non si invecchia, non esistono le malattie e non esiste la povertà.
Il resto della popolazione umana abita ancora la superficie malsana della Terra, ora controllata da un rigido sistema di polizia militare robotizzata.
Un terrestre deve mantenere una vecchia promessa e raggiungere a tutti i costi Elysium, per salvare la sua vita e quella della donna che ama e riscattare l'intero genere umano.
In queste poche righe sta tutta la striminzita trama di un film che colpisce ma non lascia il segno. Azione e retorica spingono la pellicola più volte ai confini della baracconata. La situazione terrestre, così come le condizioni di vita su Elysium non convincono perchè sono entrambe liquidate da un paio di frasi della voce narrante e da una manciata di inquadrature d'insieme. La struttura stessa di Elysium non è credibile, se non altro per la sua fragilità e per la sua ridicola esposizione e debolezza agli attacchi esterni; su tutti gli altri aspetti che un mondo artificiale porta con sè il regista non si pronuncia nemmeno, non prendendosi il tempo necessario nè per stupire lo spettatore per la magnificenza del satellite che è teoricamente al centro della narrazione, nè creando in lui un adeguato senso di appartenenza al nostro pianeta morente e alla sua popolazione sofferente. Blomkamp è troppo impegnato a mostrarci un Matt Damon cibernetico che sfrutta il suo esoscheletro metallico potenziato per far a botte coi suoi nemici, perdendosi anche nella caratterizzazione di personaggi eccessivamente stereotipati, che come lo stesso Elysium, fungono solo da pretesto per la narrazione di un'utopica lotta di classe che ha troppa fretta di risolversi e anche male. Imprenditori e politici corrotti senza scrupoli morali, i poveri sempre vittime oppresse senza speranza di redenzione e un eroe dal passato negativo che nel riscattarsi salva l'umanità intera. Un soggetto così lo sanno scrivere anche alla Disney.
Ottima comunque la prestazione di Damon che nonostante i limiti del suo personaggio risulta assolutamente convincente. Decisamente più deludenti le performance di Sharlto Copley, già visto in Open Grave, e di Jodie Foster, entrambi vittime di personaggi fiacchi, forzati e scontati. Tra l'altro alla Foster vengono sempre ingiustamente affidate parti da donna isterica o con una scopa voi sapete dove, parti spesso poco più che da comprimaria, a scapito delle sue enormi  capacità recitative.
Il montaggio se da una parte riesce a tenere vivo l'interesse dello spettatore, dall'altra diventa troppo convulso e confuso nelle scene di combattimento che perdono di chiarezza, fluidità e fascino. Un peccato, vista la scelta del regista di dare così risalto a questi momenti.
In definitiva Elysium si pone, come purtroppo temevo, principalmente come un film d'azione, più che come uno sci-fi in grado di affascinare per spessore narrativo e per le sue ambientazioni potenzialmente ricche di spunti sfruttabili dal punto di vista della sceneggiatura. La ricerca delle scene d'effetto, tra l'altro facendo uso di trovate ampiamente sfruttate e abusate in questi ultimi vent'anni, la creazione di personaggi stereotipati e privi di mordente, la scarsa attenzione alla contestualizzazione e all'approfondimento degli ambienti, comunque interessanti, fanno perdere diversi punti ad Elysium, che se pur tutto sommato piacevole e godibile soprattutto grazie alla recitazione di Damon, tradisce le aspettative per quello che avrebbe potuto essere il film di fantascienza di spicco di questo ultimo quarto d'anno. Vediamo se Gravity riuscirà a far meglio.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...