mercoledì 11 settembre 2013

Classic Rock Lifestyle

Un'ottima compagna di queste vacanze estive è stata la rivista Classic Rock Lifestyle.
Snobbata dal sottoscritto per diversi mesi e acquistata prima della mia partenza per il mare per un ottimo motivo, che per chi legge questo blog è piuttosto evidente alla vista della copertina qua di fianco...
Perchè snobbata? Perchè avevo letto qualche parere online non proprio entusiastico, che l'affiancava a riviste fighette-tardo-adolescenziali-wannabe-rock, di quelle che vendono solo per il titolone, che ti mettono Mick Jagger in copertina e poi ti fanno un servizio di sei pagine su Avril Lavigne, di quelle, isomma, che iniziano per Rolling e finiscono per Stone, ogni tre pagine una pubblicità di una borsa o di un profumo, neanche fossero Vanity Fair. Trattandosi di un'edizione italiana di una rivista che in Inghilterra esce da quasi vent'anni, c'è chi ha storto il naso nel vedere il sostantivo Lifestyle posto a suffisso del titolo originale britannico. Effettivamente temevo anche io che fosse una trovata di marketing tipo "la radio per veri rocker" che però ti passa Nickelback, 30 Seconds To Mars, Kid Rock, Negramaro e compagnia cantante...ed ero preoccupato quando ho letto che la maggior parte degli articoli son tradotti e adattati dagli originali inglesi...
Ma alla fine della fiera, anche io vittima del marketing, quando in edicola ho incrociato lo sguardo imbronciato del Boss, come a dirmi "che fai, non mi prendi?", ho speso i miei 5 euro e mi son portato via il numero 8 della rivista che sta dividendo la gente sul web.
Sarà che il numero era pieno di roba che mi interessava, ma leggerlo è stata davvero una pacchia!
Posso affermare che Classic Rock Lifestyle è una rivista per gli amanti del Rock Classico. Punto.
130 pagine, due pubblicità (se ben ricordo), una di una moto, l'altra di un'auto. Niente borsette, assorbenti, occhiali da sole, braccialetti, profumi o scarpe da ginnastica! Al netto son circa 125 pagine di musica E BASTA!!! Vi sembra poco? Date un'occhiata alle altre riviste, poi ne riparliamo!
Gli articoli sono ben tradotti e altrettanto ben adattati e quelli originali non sono affatto pochi o di meno interesse. Si va dall'intervista storica, al making of di un disco particolarmente importante, dal pezzo monografico su una band, alla contestualizzazione storica di un genere o di un movimento, ma anche di un problema come quello dell'AIDS, che ha più volte tragicamente toccato e interessato il mondo della musica e quello dello spettacolo in genere, qui trattato in maniera inedita per profondità d'analisi, visto che sempre di una rivista musicale si tratta. Le foto sono fantastiche e il formato generoso te le fa apprezzare in tutto il loro splendore. Vien voglia di staccare le pagine per tappezzarsi casa.
Certo non è la rivista adatta a chi cerca la recensione del cantautore polacco che sicuramente è l'unico artista degno di esser preso in considerazione, o per i revisionisti che vogliono per forza leggere di quanto Dark Side Of The Moon sia un disco di merda e di quanto siano sopravvalutate band come i Doors. No, per i talebani del rock che hanno la puzza sotto il naso, oltre che dietro al culo (per farvi capire quanto io li ami), in edicola ci sono già delle celeberrime riviste che trattano l'argomento. Per quel che mi riguarda io son contento di aver trovato una rivista che tratta del mio genere preferito, che parla dei miei artisti preferiti e che in copertina mi mette, rispettivamente, Hendrix, Mercury e Morrison, senza farmi trovare poi l'articolo sui Baustelle che sono rock più o meno quanto mia nonna.
Una rivista di Rock per gli amanti del Rock, che come recita l'editoriale del primo numero, pensavano di sapere tutto, ma sono felici di scoprire qualcosa di nuovo.
Quindi, se non siete mai sazi della musica che amate e con la quale siete cresciuti, se per voi il Rock è davvero uno "stile di vita" oltre che la colonna sonora delle vostre giornate, Classic Rock Lifestyle vi piacerà! Se in più avete la fortuna di abitare in Inghilterra, non esitate a comprarvi l'edizione originale della rivista! (Max, nel numero che ho preso c'era un lungo e interessantissimo pezzo sul making of di Moving Pictures!...ps: io sto ancora aspettando...).
Nel frattempo, per rimediare alla mia mal riposta fiducia nei forum musicali, mi son procurato il numero 1 di Classic Rock Lifestyle Collection, trimestrale che raccoglie tre numeri della rivista in un'unica pubblicazione.
Buona lettura.

19 commenti:

  1. Acquisto fisso, insieme al Buscadero, Il Mucchio Selvaggio, Rolling Stones e XL.E' per questo che passo insonne le mie notti: leggo un sacco di riviste :)

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  2. Avevo notato questa rivista tra gli scaffali degli ipermercati e già questo mi aveva insospettito. Mi aveva dato l'impressione di essere una baracconata commerciale per chi di rock ne sa poco o nulla. Mi pare di capire invece che l'iniziativa sia meritoria. Bene così, è giusto che il rock classico venga adeguatamente trattato e sostenuto. L'importante è non fermarsi solo a quello se no si finisce come quei nostri "fratelli maggiori" che pensano che la musica sia finita nel '69 e si son persi direi tanta roba dopo... . Insomma, ben vengano anche le riviste che continuano a parlare della musica che esce oggi, che se si ha voglia di approfondirla non è certo tutta merda come i fratelli maggiori cresciuti a Beatles, Floyd e Led Zeppelin potevano pensare di U2, R.E.M. , Pearl Jam ecc... che credo che un pò di noi li abbiano fatti godere. Cmq direi che una rivista x il Classic Rock in Italia ce l'abbiamo ed è Jam, del buon Guaitamacchi e mi sembra ben fatta. O anche il Mucchio Extra quando usciva guardava parecchio al passato.
    Un consiglio a chi pubblica la rivista da te recensita? La grafica delle copertine, troppo truzza e "americana" non nel senso migliore del termine. Sembra davvero di comprare una brutta copia di Tutto degli anni '80... .

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    1. D'accordo quasi su tutto. Jam è sicuramente una rivista che preferisco al Mucchio, già più schierato e più portato ad un atteggiamento del tipo "o-con-noi-o-contro-di-noi" che generalmente odio. E poi è del buon Guaitamacchi, sempre garanzia di qualità. Il fatto che una rivista venga venduta nelle edicole dei supermercati secondo me non ha niente a che fare con la sua qualità, visto che ci puoi trovare anche Focus o le pubblicazioni della BBC. E non ci vedo neanche niente di male nella grafica "truzza". Il rock è un genere roboante, eccessivo, chiassoso e festaiolo, non vedo perchè una rivista che parla di questo genere debba per forza essere stampata su carta riciclata con colori spenti, a voler sottolineare la serietà degli argomenti trattati. Un altro problema cronico degli ascoltatori di rock è che spesso si prendono troppo sul serio e difendono posizioni tutt'altro che obiettive, vivendo di pregiudizi e giudicando i libri dalla copertina.

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  3. Purtroppo la copertina di una rivista è la prima cosa che si vede, e se io una rivista rock la vedo comparire all'improvviso in tutti i supermercati all'unisono quando i vari Mucchio, Rumore, Jam che hanno una credibilità di decenni di presenza sul campo non se li filano neanche di striscio dei dubbi esull'operazione a prima vista mi vengono.
    Non sono d'accordo che il rock debba al giorno d'oggi avere immagini truzze e roboanti, il grafico dei Pink Floyd avrebbe potuto morire 40 anni fà allora. Se mi presenti un prodotto di questo tipo con quella grafica mi scoraggi, non tutti hanno il tempo e la voglia di scoprire se c'è roba valida dentro. Sarebbe bello non dover giudicare il libro solo dalla copertina, come il forse un pò trito modo di dire auspica, ma siccome spesso non è possibile con l'offerta sproporzionata in campo editoriale e non solo, la cura deve partire fin dal primo millimetro di un volume, disco, dvd ecc. Rock e sciatto non devono per forza far rima. Un'ultima cosa: altre riviste saranno o sembreranno più fighette xò almeno ci provano a vedere se c'è qualcosa di nuovo che valga la pena ascoltare. Col passatismo estremo non si va da nessuna parte. Siamo sicuri che dai "non talebani" venga data la stessa attenzione alle cose nuove che danno ai soliti 3/4 noti nomi storici? O spesso questi "non talebani" liquidano con troppa facilità e superficialità le cose nuove? Senza un giusto equilibrio tra passatisti all'ultimo stadio e indiesnob dell'ultima ora si rischia di perdere tantissimo, sia da una parte che dall'altra.

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    1. Tanto per usare un altro trito modo di dire ti rispondo dicendoti che non tutti i gusti sono alla menta.
      Se una cosa non ti piace nessuno ti obbliga a convincerti del contrario, e se farsi venire dei dubbi su un'operazione commerciale (qualunque essa sia) è assolutamente legittimo, trovo invece ingiusto condannare una rivista solo perchè la copertina non ci piace. Io stesso non ho preso CRL per mesi perchè mi sapeva di ruffianata, ma una volta che l'ho letto sono stato soddisfatto del mio acquisto, perchè è esattamente quello che cercavo. Non volevo una rivista che parlasse di jazz, blues o elettronica, non volevo una rivista che mi parlasse di cinema, libri o tecnologia, non volevo neanche una rivista che mi parlasse dell'ultimo disco dei Cat's Eyes (che son sicuro avrai ascoltato...), ma volevo una rivista di Rock Classico. Per quello ho pagato, quello ho avuto.
      Se avessi voluto altre riviste incentrate su altri argomenti, o più aperte alle novità, avrei cercato altrove, ma non era quello che volevo. Qui invece mi sembra che si stia quasi condannando la direzione di una rivista che per sua scelta esplicita tratta solo di Rock Classico, e tra l'altro mi sembra che lo si stia facendo senza neanche averla letta, e questo mi spiace enormemente. Dovrei forse criticare una rivista come Android World perchè parla troppo di quel sistema operativo tralasciando gli altri? Si può criticare la Gazzetta dello Sport dicendo che si occupa troppo poco di pallanuoto? O che Man's Health ha un target troppo maschile? Ogni rivista ha la sua specializzazione. Io ho piuttosto l'impressione che a te dia fastidio che si venda anche al Carrefour e non solo in edicola e che ti abbia indisposto la Star Spangled Banner dietro le spalle di Springsteen. Hai dato un'occhiata alle altre copertine? Sono fighissime! Storm Thorgerson non c'entra proprio nulla con questo discorso!
      Comunque, dire che su CRL si parla troppo di rock classico e poco di novità sarebbe come sostenere che su RN tratto troppo di Springsteen e troppo poco dei Daft Punk: non ha senso. E parlare di passatismo in questo contesto è forzare le proprie argomentazioni: qui si tratta solo di una scelta editoriale, mica di essere musicalmente reazionari.
      Poi lo so che condividiamo l'amore per la stessa musica, solo che a me la copertina o i luoghi di distribuzione di CRL non danno fastidio, quindi me lo compro e me lo gusto anche con l'ultimo degli Editors in cuffia! Non tutti i gusti sono alla menta.

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  4. No, nel mio primo intervento dicevo che dalla tua recensione si capiva che era ben fatto, quindi un'iniziativa meritoria che, ripeto, può scoraggiare qualche acquirente, compreso il sottoscritto, grazie a copertine che secondo me sono irrimediabilmente tamarre, come se il pubblico del classic rock debba essere solo composto da buzzurri 'gnoranti. Però se a uno interessa principalmente il classic rock non vedo xchè debba sparare a 0 su riviste che parlano della musica di oggi. Voglio ascoltarmi anche il polacco che fa buona musica e c'è una rivista che può darmi una buona dritta?Ben venga! Non tutti i gusti sono alla menta, appunto, e gli estremismi non portano quasi mai a nulla di buono. Il Classic Rock non è il male e la musica attuale non è il bene, nè viceversa. Io non ho nulla contro i supermercati, ci compro tante cose buone, anche della carta stampata ogni tanto. Il mio dubbio era su come una rivista di musica invada dal nulla all'improvviso gli scaffali degli ipermercati, e anche le edicole, quando riviste storiche non vengono cagate dagli stessi commercianti. Viene da farsi una domandina o due, no?

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    1. ...L'avevo detto che questa rivista sta dividendo i lettori del web!...
      Secondo me è un problema di percezione, nel senso che io in una bella e classica foto del Boss con alle spalle la bandiera degli States, cosi indissolubilmente legati alla sua musica, non ci vedo nulla di tamarro, nè penso che sia lì per attirare un popolo di lettori rockettari buzzurri 'gnoranti. Potrà non piacere graficamente, ma concettualmente nell'immagine non c'è nulla di sbagliato, come nulla di sbagliato ci sarebbe in una bandiera confederata alle spalle degli Skynyrd. Se si riesce a dare un giusto significato e contesto alle cose non credo ci sia niente di male nel mostrarle. Diversamente si dovrebbe parlare malissimo ad esempio, anche della copertina di Born In The U.S.A. e di tutte le persone che la indossano ad un concerto di Bruce. Ripeto, può non piacere, ma dargli un'accezione negativa e per questo pensare che solo ai truzzi o agli ascoltatori ignoranti e superficiali possa piacere è solo una tua personale lettura che, di nuovo, nulla ha a che vedere con la qualità della rivista stessa.
      Altra cosa, non sparo a zero su riviste che parlano di musica contemporanea, che tra l'altro compro e ho sempre comprato, ma al contrario difendo una rivista che viene attaccatta senza esser stata letta, dai lettori di quelle stesse riviste che pensano di avere l'esclusiva sulla realtà delle cose e proprio in funzione di questo atteggiamento loro e di chi le legge, si pongono in antitesi ad altre riviste il cui scopo è solo quello di dare una prospettiva diversa su argomenti che peraltro non vanno a sostituirsi a quelli trattati con l'ortodossia del fan che storce il naso e grida allo scandalo di fronte ad una copertina come quella di CRL.
      Per quel che riguarda il fatto che la realtà stia nel mezzo sfondi una porta aperta. Difficilmente troverai un moderato come il sottoscritto, sempre pronto ad analizzare ciò che lo circonda da più punti di vista, senza mai seguire prese di posizione preconfezionate e estreme (quante le volte che ho smontato i miei stessi miti?).
      Ultima riflessione sui supermercati: se le riviste che ritieni storiche non le trovi al Carrefour, per fare un esempio, penso sia più per scelta degli stessi editori che si trovano probabilmente poco a loro agio a stare sugli scaffali della gdo, più che una scelta dei commercianti o degli acquirenti! Riviste altrettanto autorevoli, anche in campo musicale (però di un genere forse meno snob del rock che si vanta di essere un movimento culturare e di controcultura, senza barriere e pregiudizi e poi molte volte è il primo ad autoghettizzarsi per prese di posizione che di culturale non han nulla) sono quotidianamente venduti sugli scaffali dei supermercati, sui quali puoi trovare, e lo sai bemissimo, da Paperinik ai libri di Umberto Eco. Credi davvero che siano i commercianti a non volere nei loro negozi le riviste dell'ortodossia rock per il fan fedele alla linea?...

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  5. Non mi riferivo in particolare alla cover con Bruce e alla bandiera U.S.A.
    Ho notato cmq in quasi tutte le copertine un lettering penoso, invadente, forse si salvano soltanto quella con Jimi e quella con Eddie, mi pare.
    Io credo che le riviste più "fighette" farebbero carte false x essere nei supermercati, ma credo che siano poco gtadite dai commercianti xchè non hanno un grosso pubblico. Il Classic Rock attira sia il "matusa" sia il ragazzino che vuole approfondire, è una strada + sicura... .
    Cmq ripeto: vuoi incuriosire un pubblico con gusti + esigenti? Comincia ad avere cura fin dalla copertina. Tutto qui!
    Bruce spesso ha delle copertine di dischi orribili, però lui se lo può permettere, lo compro a scatola chiusa. Classic Rock lifestyle no.

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  6. E poi la "prima rivista a realtà aumentata" che cacchio vuole dire??? Questi, secondo me, per un editore che vuole presentare un prodotto che venga preso sul serio sono autogol incredibili. Diceva qualcuno "Le parole sono importanti!!!" Se tu non ne avessi parlato bene, e mi fido (quasi) ciecamente del tuo giudizio, non starei nemmeno ancora a pensarci. Se lo troverò in qualche biblioteca me lo leggerò a scrocco, ma i miei sudati soldini di operatore call-center fighetto ;-) non li avranno tanto facilmente.

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  7. Adri,mi spiace,ma continuo a non essere d'accordo.Ti stai accanendo per un tuo gusto personale su una copertina che giudichi male senza averla letta solo perché non si chiamo Il Mucchio.Bruce fa copertine brutte ma i dischi li compri,mentre CRL ha una copertina che non ti piace e lo mandi al rogo? È proprio questo l'atteggiamento talebano che detesto. I film di Lynch hanno copertine terribili, ma sono i miei preferiti...non sarebbe più facile sostenere semplicemente che la rivista non suscita la tua curiosità,piuttosto che tirare in ballo teorie personali che non c'entrano nulla con la sua qualità?è come dire che non ti piacciono i film che passano nei multisala perché son solo trovate commerciali per ignoranti tamarri e ne parli male senza neanche vederli. Mi spiace ma non ci troviamo per niente su questo argomento,che più che di posizioni oggettive verificabili,penso sia il frutto di opinioni preconcette tipiche di chi non ha il coraggio di mettere in discussioni i propri dogmi. Proprio per questo,semmai,ti sconsiglio la lettura della rivista. Potresti trovarla sconvolgentemente interessante.Compra il Mucchio in edicola se ti rende più sicuro e non ti da' il rischio di sentirti un lettore ignorante e tamarro.

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    1. Scusa la pessima forma del commento, ma scrivevo dal cell.
      Ps: Per "Raltà Aumentata" si intende un sistema di contenuti aggiuntivi digitali fruibili da smartphone attraverso un'app proprietaria della casa editrice: inquadrando determinate foto presenti nella rivista con il proprio cellulare si può accedere a foto e video aggiuntivi dell'artista ritratto nella foto. Non è uno slogan, ma una special feature offerta dalla rivista. Troppo tamarra anche questa?...E che palle!
      ...mmh, mi sta venendo il dubbio che a te CRL non piaccia perchè non sei cresciuto con la musica degli artisti trattati...beh, effettivamente non si parla nè di De Gregori nè di Venditti!.
      Non te la prendere, è una battuta! ;)

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  8. Ma anche tu nel tuo articolo scrivevi che a prima vista il giornale ti aveva suscitato diffidenza e sei stato adescato solo con la cover di Bruce. Io parlavo di primo impatto. Ripeto: vedo lettering penoso e realtà aumentata e come rivista, a una prima occhiata, non la riesco a prendere sul serio. Non tutti hanno poi la fortuna di leggere un amico affidabile che ne parla bene. Il problema non è il supermercato in sè. Se io, tra una zucchina e un deodorante riesco anche a comprarmi un giornale che mi piace senza dover cercare ancora un'edicola sono contentissimo! Il problema è come mai questa rivista invade supermercati ed edicole, mentre altre con una storia e (spesso) una credibilità pluriennale non si trovano facilmente. Mi hai capito stavolta?

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  9. Altre due considerazioni.
    La prima a proposito di preconcetti.
    Mucchio da circa due anni non è più nelle mani di Max Stefani e il "o con noi o contri di noi" è praticamente sparito.
    Le copertine + brutte di Crl per me erano altre. Ma se vogliamo x forza mettere una bandiera americana dietro a Bruce, mettiamo anche una sua foto dell'85, che è da quell'anno che non la usa più nella sua "iconografia".
    Credo che un'immagine del genere cosí stereitipata non farebbe piacere nemneno a Bruce... .

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  10. Ah ah, anch'io ho scritto dal cell, e si vede dai refusi! ;-)

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    1. La storia del supermercato ora non mi ricordo neanche come era venuta fuori, comunque non è che questo giornale li abbia invasi o colonizzati, è semplicemente presente accanto ad altre pubblicazioni più o meno valide dello stesso o di altri argomenti. Poi, ripeto, se riviste più autorevoli non si trovano secondo me è più una scelta di distribuzione fatta dagli editori o chi per essi prende questo tipo di decisioni ne team della rivista.
      A proposito della bandiera americana e Bruce, di cui sembra che dopo l'85 si debba vergognare di esibire (coda di paglia di certi fan che pensano di essere confusi con quegli altri che il testo di "quella" canzone ancora non l'han capito!), ti ricordi mica cosa c'era in cima ai lati del palco nei concerti di questo tour, sia l'anno scorsa che quest'anno?...
      Considerazione finale e qui la chiudo, giuro: ma perchè i post di RN non son tutti come questo?...Però mi sa, Bro, che qualcuno l'abbiamo spaventato! Meno male che non son tifoso: una polemica del genere due volte la settimana per tutta la vita non riuscirei a sopportarla!
      Comunque ho deciso: se c'è un numero di CRL di cui ti piace la copertina te lo passo, mentre se sul Mucchio esce un bel pezzo sui Pink Floyd sei libero di farmelo leggere!
      Thanx for the support, Bro! ;)

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  11. Vabbè, ma erano due bandierine striminzite! ;-)
    Thank You,
    Bro!

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    1. Ed era giustificato xchè faceva tutto "Born in th U.S.A." Vedrai che nel dvd x l'edizione extralusso x i 30 anni del disco le riprese sulle bandierine ci saranno!
      Bruce è il + grande, ma i suoi strateghi del marketing non fanno nulla a caso... .

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    2. E infine... Passamelo! Il fatto che non mi senta ben disposto a comprarlo non vuol dire che non abbia voglia di leggerlo. Anzi, a questo punto sono proprio curioso!
      :-)

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  12. Dicembre 2012. Sono a Malpensa in attesa del volo per New York, sono fresco sposo (da 24 ore circa) e curiosando trovo questa rivista con Jimi in copertina. Penso alle lunghe ore di volo e mi dico "La prendo, lo faccio per Jimi" Da allora aspetto la fine del mese con ansia. Mai persa una...

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