sabato 11 maggio 2013

London Calling - Day 6

Se c'è una cosa nella quale mi sono specializzato nel corso degli ultimi anni, dimostrando un vero talento da professionista, questa è...la capacità di iniziare le cose e non portarle a termine!
Sono continuamente distratto da nuovi stimoli e ho sempre voglia di fare cose diverse, due minuti dopo averne appena iniziata una. Di questa mia "abilità" ne ha fatto bene o male le spese più volte anche RN, su cui ho iniziato discorsi, cicli, giochi, etc, che poi son rimasti in stand-by, in attesa di una conclusione, o quantomeno, di una continuazione. Ma non temete, nel caso di RN si tratta di discorsi semplicemente rimandati, mai dimenticati.
Mi sembra giusto, a questo proposito, riprendere il racconto del mio viaggio a Londra da dove era rimasto.
Mancano ancora due giorni, i più intensi, i più belli!...

ABBEY ROAD:
Il sesto giorno inizia con un bel mal di testa.
Stanchezza, umidità e vento non aiutano, ma non c'è tempo da perdere, perchè ci sono ancora delle cose troppo importanti da vedere.
Max, il padrone di casa che ci ha ospitato, si aggiunge a me e Dea e, saliti su un double decker, ci dirigiamo alla volta dell'attraversamento pedonale più famoso al mondo.

Abbey Road è una strada resa celeberrima dalla copertina dell'omonimo album dei Beatles, che li ritraeva mentre attraversavano la suddetta strada sulle strisce pedonali poste all'altezza di uno dei templi sacri della musica popolare: gli Abbey Road Studios, gli studi di registrazione della EMI. La copertina divenne una delle più famose di sempre, anche perchè sarebbe la prova, o meglio, sarebbe piena di indizi che confermerebbero la morte di Paul McCartney, da allora in poi sostituito da un sosia, ma questa è un'altra storia.
Per la verità, se si confronta la copertina di quel disco con l'attuale attraversamento pedonale, si nota come le strisce siano state ridisegnate in un punto leggermente diverso, ma tant'è...Abbey Road rimane ad oggi uno dei luoghi più visitati di Londra per gli appassionati di musica.
Non sono solo le strisce pedonali ad attrarre i turisti, ma, e nel mio caso direi soprattutto, anche gli studi della EMI posti alle loro spalle. Da qui è uscito ogni genere di capolavoro musicale che ha per sempre cambiato la storia della musica e la vita di milioni di ascoltatori.
Il muretto che costeggia gli studi della EMI è pieno zeppo di scritte colorate, saluti, ringraziamenti e omaggi agli artisti che hanno composto la loro musica in questo luogo; anche noi abbiamo lasciato il segno del nostro pellegrinaggio. A giudicare dal bianco brillante della pittura sulla quale scintillano le scritte direi che il muretto venga imbiancato un paio di volte la settimana!...
Foto su foto delle strisce e di noi che attraversiamo sulle strisce, con o senza calze, da soli o in coppia...
Pensavo a chi necessariamente deve fare quella strada tutti i giorni per andare a lavoro o tornare a casa e mi immaginavo che a doversi fermare tutti i sacrosanti giorni per far fare foto ai turisti prima o poi si sarebbe portato in auto un fucile a pompa...invece no: le auto si fermano dieci metri prima dell'attraversamento, anche se c'è solo una persona che sta facendo una foto, anche i bus si fermano...eh...(sospiro).
Inevitabilmente, non essendo un grande fan dei Baronetti di Liverpool, non potevo fare a meno di guardare quella strada, quell'attraversamento e quell'ingresso posto nel basso edificio bianco, e immaginarmi Syd Barrett dirigersi ad occhi bassi al di là della strada portando con sè una chitarra in una custodia e delle visioni di spazi acidi nella sua testa. I Pink Floyd ad Abbey Road hanno registrato tutti i loro dischi più famosi, tutta quella musica che io stesso porto e porterò per sempre nelle orecchie, negli occhi, nella testa, nel cuore e sulle mie dita.
Mentre scatto le foto di rito alle strisce mi sovviene proprio una frase di London Calling: "...phoney Beatlemania has bitten the dust!". Sorrido malignamente mentre sbircio nello Scrigno dei Segreti.











Soundtrack:



PORTOBELLO ROAD:



Il famoso mercato di Portobello Road situato nel quartiere di Notting Hill: la seconda e ultima cosa inutile che abbiamo visto a Londra.
Le bancarelle sono zeppe di chincaglierie spacciate per vintage, soprattutto palloni di cuoio, guantoni da boxe e mazze da cricket, ma a giudicare dal loro aspetto e dalle condizioni di conservazione, le mie All Star sono molto più vintage di ciò che potreste comprare.
Meno male che in fondo alla via c'è il simpatico e famoso George's Portobello Fish Bar, dove si può mangiare il fish and chips preferito da Jamie Oliver. La mia pancia è d'accordo col giudizio positivo del noto chef inglese.
E poco dopo incontriamo Mari e Matte...

BATTERSEA POWER STATION:
Non poteva mancare!
Anzi, è stata da subito una delle primissime mete decise da me e Dea. Per anni ho sognato di vederla ed ora eccola lì: Battersea!
Per voi pagani che non sapete di cosa diavolo stia parlando, entrate nel primo negozio di musica che vi capiti (detto niente, di 'sti tempi...) e portatevi a casa il cd di Animals, firmato Pink Floyd, anno 1977. Dice niente la copertina?...
Era pomeriggio, il sole stava scendendo insieme alla temperatura e io avevo i brividi...
La prima cosa che si vede da lontano è la punta delle quattro ciminiere, (visibili come vi accennavo, già da Hyde Park) poi scendi dal bus e la cerchi, come faresti con un tesoro che hai sognato per una vita. Anche il vento ha odore di '77, sei fuori dal mondo, Gilmour ti canta già in testa, le tastiere di Rick creano suspance. Giri qualche angolo di mattoni e preghi che la vedrai da vicino, avverti la sua presenza, riconosci le forme, assapori le sensazioni. Sali su un cavalcavia, ti giri e la vedi: enorme, vecchia e orgogliosa come un mostro preistorico con le sue quattro braccia bianche che si stagliano contro un velo di nuvole grigie, quelle quattro braccia tra le quali aveva volato Algie.


 Sono completamente senza parole; dopo il live di Waters questa è l'occasione in cui sono più vicino al modo dei Floyd e questa volta, vi sembrerà strano, sono ancora più emozionato che durante quel concerto!...
Per fortuna non si usano più i rullini a pellicola, altrimenti ne avrei fatto fuori una cariolata. Non faccio altro che fare foto, finchè il sole non scende sotto le ciminiere: devo avere una prova per il futuro che non sto sognando, che ci sono stato realmente!...Abbraccio Dea e Max, ci siamo solo noi tre, scattiamo insieme delle istantanee di questi attimi: è un momento importante, non lo dimenticherò mai e son contento di esser qua con loro.
Per amor di cronaca, la centrale elettrica alimentata a carbone (non era una fabbrica!) è stata chiusa nei primi anni '80, dopo circa quarantacinque anni di funzionamento. A vederla fa veramente impressione, oltre che per quello che rappresenta, per la sua stazza: è enorme e sicuramente a vederla fumare doveva sembrare una sorta di mostro infernale. Non invidio chi ci ha lavorato dentro.

Soundtrack:


Torniamo indietro attraversando il bellissimo Chelsea Bridge ora illuminato. Ci fermiamo qualche istante a guardare il Tamigi e a respirare l'aria di questa incredibile città che non smette di stupirci. Mi viene in mente lo standard jazz, suonato anche da Keith Jarrett, che s'intitola come questo ponte, anche se in realtà il suo autore ha tratto ispirazione, senza saperlo, da un quadro che non raffigurava questo ponte, ma il Battersea Bridge.
Prima di rincasare resta il tempo per un salto veloce al Trocadero, nei pressi di Piccadilly Circus, dove abbiamo la possibilità di dare un'occhiata alla Londra più chiassosa e cybernetica: nugoli di ragazzi passano pomeriggi e serate nel buio di sale giochi affollatissime, a sfidarsi a titoli on-line. Ancora quella sensazione di essere in Blade Runner...Diamo uno sguardo ad un negozio di libri e dischi, ma poi strisciamo veramente come zombie a casa, a riposarci prima dell'ultimo, bellissimo giorno.

Tutte le foto sono mie.











7 commenti:

  1. Peccato per Portobello Road ma probabilmente è uno di quei luoghi indissolubilmente legati ad un preciso momento storico-sociale...

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  2. Quale piacevole sorpresa!!.. Mi son detta che finalmente avrei potuto sedermi due minuti e aprire le mie pagine preferite del mio affezionatissimo computer per dare un'occhiatina a cosa mi sono persa durante il "forzato isolamento"... Un sorriso alla visione del post London Calling Day 6!!! Attendo con trepidazione l'ultimo bellissimo giorno ;)

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    1. Onorato di essere tra i tuoi preferiti! A proposito, ma tu e Adri perchè non vi siete mai iscritti come "lettori fissi"?!...
      Bentornata.

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  3. Che goduria Bro! Io la centrale 20 anni fà credo di averla
    vista dal treno, ma sono ricordi oramai sbiaditi.
    Devo proprio tornare in terra d'Albione al più presto!

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  4. Sai caro Viktor che passare da un argomento all'altro e poi riprenderlo, è segno di larga intelligenza..
    Quando parli di Londra, in un modo insolito poi e magico, dove musica, storia e curiosità sono ben miscelate, mi fai proprio venire la voglia di ritornare in questa mitica città, dove tutto pulsa e vive...
    Bravo Viktor mio , come sempre...
    Ti stringo forte!

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  5. Qui c'è invidia :)

    Nelle due mie sortite londinesi ho saltato sia Abbey road che Battersea. Però sono contento del fatto che quando ci tornerò avrò nuove emozioni da vivere e trasmettere anche alla mia bimba.

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