mercoledì 24 aprile 2013

Cieli Tempestosi

Due amici ci hanno lasciato in questi giorni tristi.

Il primo ad andarsene è stato Storm Thorgerson, giovedì scorso.
Storm è conosciuto principalmente per essere stato il copertinista storico dei Pink Floyd; per la band inglese ha infatti firmato alcune delle copertine più belle e famose della storia della musica, da Dark Side Of The Moon a Wish You Were Here, da Momentary Lapse Of Reason a The Division Bell, da Ummagumma a Atom Heart Mother. Non solo i Pink hanno avuto la fortuna di avere una copertina di Storm sui propri lavori, ma, tra gli altri, anche i Led Zeppelin, i Dream Theater, i Cranberries, i Black Sabbath, Bruce Dickinson e i Muse.
Il suo stile visionario e inconfondibile ha reso immortale non solo le copertine di questi album, ma, come asserisce lo stesso Gilmour sul suo sito, è stato una parte fondamentale e imprescindibile del lavoro delle band per cui ha lavorato, Pink Floyd in testa. Storm e David si conoscevano sin dai tempi di Cambridge, parecchio prima della fondazione dei Floyd. David non ha perso solo un prezioso collaboratore, ma un amico di lunga data, un fratello sulla cui spalla poter piangere.
Storm è salito in cielo a raggiungere altri due amici, Syd e Rick, che già da tempo suonano tra le nuvole quell'eterno e meraviglioso Gig in the Sky, che ora potrà beneficiare di una copertina senza pari.

Ieri si è invece spento Richie Havens.
Richie è l'artista che ha ufficialmente aperto il concerto di Woodstock nell'estate del '69.
Allora era un musicista semisconosciuto e doveva salire sul palco per quinto. Il traffico congestionato a causa della moltitudine di persone che si stava riversando nella piccola cittadina americana aveva bloccato l'arrivo delle prime band, ma Richie, il suo chitarrista e il percussionista erano arrivati in elicottero, quindi furono mandati a suonare prima degli altri di fronte al mare di persone che si stava formando sotto al palco.
I tre avevano programmato l'esecuzione di quattro soli brani, ma il disastroso ritardo degli altri gruppi impose al terzetto un'esibizione di più di due ore e mezza! Richie era sfinito, la sua chitarra aveva le corde consumate che cominciavano a staccarsi, dopo nove pezzi suonati con incredibile energia. Avendo esaurito il suo scarno repertorio e non sapendo più cosa suonare, decise di improvvisare su un'infinita Motherless Child, aggiungendo e ripetendo come un mantra, la prima, perfetta parola che gli venne di cantare: Freedom (Libertà). Il pubblico, entusiasta, lo accompagnò battendo le mani fino a che le forze di Richie gli consentirono di rimanere sul palco. Esausto, ma completamente calato nella sua performance Richie si alzò dallo sgabello sul quale era seduto e si avviò nel retro del palco continuando a consumare le corde della sua acustica. La gente continuò ad applaudire ritmicamente mentre con gli occhi lo seguiva scendere dal palco. Woodstock era appena iniziato e il pubblico aveva già uno slogan per i restanti tre giorni di musica e di pace: Libertà.

3 commenti:

  1. La partenza di Storm Thorgerson mi era scappata...lo imparo qui, ora. Credo avrebbe potuto dare ancora molto nel suo campo.
    Un fenomeno.
    E un saluto anche a Richie, di cui si è parlato abbastanza nei blog... ma molto poco altrove.

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    1. Al contrario io invece non conoscevo l'aneddoto su Havens, è proprio vero che non si finisce mai di imparare :)

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  2. Sei il solito esterofilo! Perchè su Jannacci e Califano non hai scritto nulla?

    - ovviamente è una boutade, sei libero di scrivere ciò che vuoi! ;-)

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