domenica 10 febbraio 2013

L' ultimo Disco dei Mohicani

Sono sempre stato un forte sostenitore della "serietà" della musica.
Con questo non intendo dire che per me è musica solo quella seria, accademica e parruccona, ma semplicemente che non traggo diletto dall'ascolto di cazzeggi testuali o musicali, peggio ancora se compresenti.
Questa posizione, ovviamente, non mi ha mai fatto vedere di buon occhio i gruppi nonsense, le parodie, chi suona colonne sonore di cartoni animati e chi in tv fa lo snob prezzolato atteggiandosi da perfetto imbecille facendo ancora la parte del saccente musicale, per poi incidere dischi in cui il massimo della capacità lirica è rappresentata da un supereroe "che spalma la merda in faccia". Abbiate pazienza, ma certe cose proprio non le digerisco; ad ogni modo, ad ognuno il suo.
Detto ciò, se è vero che non mi piace la musica che fa (solo) ridere, non è altrettanto vero che non mi piaccia ridere di musica e leggendo L'ultimo Disco dei Mohicani si ride davvero tanto!
Maurizio Blatto, uno dei due soci di Backdoor, un famoso e famigerato negozio di musica di Torino, specializzato in vinili e prodotti da collezione, descrive da dietro il bancone e con metodologia lombrosiana, le tipologie di avventori più o meno assidui del suo negozio, più o meno appassionati di musica.
La carrellata di "collezionisti terminali", come li definisce lo stesso Blatto, comprende feticisti del vinile che affittano monolocali per poter andare a sentire la propria collezione di dischi all'oscuro della propria moglie, preoccupata del bilancio famigliare sensibilmente incrinato dall'acquisto compulsivo-terapeutico del marito, audiofili sull'orlo di un divorzio perchè tracciano un perimetro difensivo intorno al proprio hi-fi eretto come un totem al centro del salotto, o ancora, aspiranti suicidi slavi che vogliono morire sdraiati sul pavimento del negozio in corrispondenza della sezione reggae, psichiatri col culto delle copertine sexy afro e via dicendo...
Ovviamente, ampia parte del libro è dedicata a tutte quelle persone non per forza collezioniste o ossesionate dai vinili, ma che in un modo o nell'altro gravitano intorno a Backdoor e trovano Blatto pronto a dar loro asilo e sostegno psicologico e morale, perchè Blatto è uno di noi, uno che sta ascoltando dischi e svolge il suo compito di assistente sociale dei suoi disperati clienti sempre con pronta partecipazione. Lui non dà giudizi, nè consigli (se non raramente, sbagliando puntualmente!), ma come un farmacista che sa sempre cosa è meglio per il paziente dolorante che si avvicina al banco, Maurizio somministra ascolti analogici e digitali mirati, pillole contro il maldivivere e le avversità di una vita frenetica e lesionista che ha perso di vista quel romanticismo che è invece ancora vivo ne Il Sentimentalista, o la saggezza popolare del latin lover pugliese, corteggiatore di Andunella.
L' ultimo Disco dei Mohicani è un trattato di antropologia che andrebbe studiato a fondo. Blatto prende in esame per il suo saggio sulla modernità dei nostri tempi gli abitanti del quartiere popolare in cui è situato Backdoor, che si avvicendano dentro e fuori il negozio nella piazza del mercato antistante. Ed è così che facciamo la conoscenza della signora che chiede se Che Guevara ha fatto più niente di nuovo (discograficamente parlando, ovviamente!), o del rocker neofita che non bada ai dettagli e chiede se in negozio vendono quello dei Led Zeppelin con la supposta in copertina, o l'amante dell'afro punk che chiede se Jack Morriso, cantante dei Doors ed esponente del suo genere preferito sia morto, ed in questo L' ultimo Disco dei Mohicani è anche un trattato sui nuovi generi musicali: voi avete mai sentito parlare di polifonia zulù? Blatto sì! E i Baba Yaga? Conoscete?...Beh quelli manco lui.
Se vi ammazzate di blues e avete il morale sotto le suole comprate questo libro e portatevelo sempre dietro come fareste con una pastiglia di Xanax. Magari non lasciatelo sul comodino, perchè se poi vi vien voglia di leggerlo mentre chi è sdraiato di fianco a voi sta già dormendo, vi assicuro per esperienza personale che dovrete vedervela con le convulsioni per cercare di trattenere fragorose risate che potrebbero infastidire il vostro partner...
è anche vero che se vi ammazzate di blues e vorreste smettere di piangere questo libro non fa al caso vostro, perchè, anche se per effetto contrario, non vi farà smettere di piangere; a tutti gli altri è consigliato.
Un grazie ancora al gentilissimo Maurizio, che quando sono andato in negozio a comprare una copia di Nebraska su vinile con in mano una copia del libro, me l'ha autografato facendomi una dedica che ancora non aveva fatto a nessuno: per quel pomeriggio per lui sono diventato A. "State Trooper", un riconoscimento che porterò con orgoglio per il resto dei miei giorni!

10 commenti:

  1. Un libro divertentissimo:l'ho divorato, felice che qualcuno prendesse un pò per il culo quelli come me per cui la vita si misura a vinili e cd.:)

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  2. W Blatto, L'ultimo disco dei Mohicani è tra le cose migliori che mi sia capitato di leggere nel 2012(e non solo).
    Ma W anche Skiantos e gli Elii (che non si possono ridurre al personaggio di x-factor e ad un'unica canzone del loro repertorio. Solo per fare un esempio la loro "Litfiba tornate insieme" dice molto più sul duo Ghigo-Pelù e su tanta musica italiana di un migliaio di riviste musicali). Insomma, ben venga anche il filone "comico" nella musica, nel quale per esempio si sono cimentati grandi come Gaber, Jannacci e talvolta anche Dalla e De Andrè (ecc...) .

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    1. Ammetto che qualche pezzo degli Elii piaccia anche a me, ma per tornare al discorso che si faceva sulla personalità degli artisti e sul loro atteggiamento, direi che per me Elio e soci potrebbero morire di fame. Tra l'altro la lista di cantanti da te menzionati non mi aiuta, visto che ne sopporto uno meno dell'altro! Il fatto è che è propio una questione di gusti e a me il filone comico non è mai piaciuto. Il mio "ad ognuno il suo" voleva chiarire come non volessi fare una polemica nè contro gli Elii, nè contro i loro fan, ne ho accennato solo per spiegare la premessa al post. Comunque, per rispondere alla tua puntualizzazione: non ritengo affatto necessaria una canzone su Ghigo-Pelù, nè posso far a meno di giudicare un "artista" e il suo lavoro anche solo dalla sua presenza in un programma come x-factor e ancor di più dalla modalità in cui tende a sottolineare lui stesso tale presenza...disgustoso!

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  3. E fai bene ad esserne fiero caro Viktor...
    Questo negozio deve essere le sette bellezze e il Blatto , un mito da ricordare...

    Senza parlare poi del libro...
    Mitico..
    Come sempre grazie caro amico mio!
    Buona serata!

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    1. Cara Nella, il negozio è effettivamente un luogo molto famoso a Torino, per chi è appassionato di musica su vinile e Maurizio è la ciliegina sulla torta, ma non vorrei si scordasse del Signor Franco!... Se non l'hai ancora fatto procurati il libro: ti assicuro che non mancherà di farti spanciare!
      Un abbraccio.

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  4. C'è un Sentimentalista in ognuno di noi.... :P

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  5. Ne ho rubacchiato solo qualche stralcio a casa di mio fratello, divertentissimo. Sugli Elii sono d'accordo con il padrone di casa.

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    1. So che sei un divoratore di libri, ma appena hai tempo fatti prestare questo da tuo fratello e leggilo tutto, ne vale la pena!
      Ancora una volta caro Firma i nostri gusti musicali sono in sintonia e questo non può che farmi piacere. Bene, incrociamo le dita per il Traffic, visto che un'eventuale presenza degli Elii alla Sagra Del Peperone di Carmagnola mi sa che susciterebbe in noi poco interesse!

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    2. Ultime notizie: Elio al Traffic! ;-)

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