domenica 2 dicembre 2012

BRUCE SPRINGSTEEN - "The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story"

Buona domenica, Viaggiatori.
Prima di iniziare, una comunicazione di servizio: il sito che ospitava il Pod ha chiuso i battenti, ergo, niente più Pod! E con questo abbiamo dato una risposta al sondaggio di quest'estate che pochi han visto, finito in parità. Ovviamente questo non toglierà la voce a RN: la radio in streaming vi terrà sempre compagnia con tre generi diversi; dovete solo schiacciare play e se volete potete tenere aperto il lettore in un'altra finestra mentre navigate tra le pagine del blog.
Detto questo, spero che siate già tutti a conoscenza delle nuove date italiane del Boss, che verrà la prossima primavera/estate a Napoli, Padova, Milano e Roma, per il secondo leg europeo del Wrecking Ball Tour. Da ieri i miei biglietti per San Siro sono stati messi al sicuro! So che Nella ha deciso di non esserci, ma se c'è qualcuno di voi che ne vuole approfittare per un saluto, fatevi sentire (Black, son certo che tu non mancherai!).
Ed è proprio in occasione dell'uscita delle nuove date che ho deciso di rispolverare un "mostro" della mia collezione del Boss e parlarvene in maniera più approfondita rispetto a quando ve ne annunciai la pubblicazione in un post di due anni e mezzo fa.
Sto parlando del box uscito alla fine del 2010 per festeggiare, in ritardo di due anni, il trentesimo anniversario di Darkness on the Edge of Town, quarto disco di Springsteen, uno dei suoi lavori imprescindibili che creano l'ossatura della sua poetica e della scaletta dei suoi live show.
Perchè anche io arrivo con due anni di ritardo nel parlarvene? Perchè due anni è il tempo che ci ho messo per metabolizzarlo, assaporarlo, annusarlo, leggerlo, guardarlo, ascoltarlo e viverlo. Un'opera del genere non ti porta via quaranta minuti per esser poi messa su uno scaffale, se decidi di prendertela le devi poi dedicare il giusto tempo, ed è un tempo che consiglio di spendere a tutti i fan del Boss o agli amanti di questo disco, che poi ricadono necessariamente nella categoria precedente.
La confezione è un voluminoso box di cartone formato A4 che ripropone il fronte e il retro copertina di Darkness. Un foglio di carta patinata appoggiato al retro della confezione ci informa del suo monumentale contenuto di 3 cd e 3 Blu-ray, anche disponibili in versione DVD.
I dischi son contenuti all'interno di un raccoglitore con rilegatura di ferro a spirale che è una fedele riproduzione del quaderno ad anelli A4 che Bruce portava con sè in sala d'incisione. Le pagine del raccoglitore sono un'impressionante copia delle pagine del quaderno di Bruce, realizzate con così tanta cura da sembrare l'originale. I fogli di carta a righe sono zeppi di abbozzi di testi, annotazioni, variazioni e appunti vergati dalla mano di Bruce. La realizzazione grafica è davvero sorprendente, perchè i dettagli sono stati curati con un'attenzione per i particolari che lascia a bocca aperta. L'inchiostro sembra autentico, si notano i cambi di penna biro e matita, le pagine sono macchiate e riportano anche gli effetti di trasparenza e sovrapposizione del quaderno originale; non ci si crede: a tenerlo in mano ti vengono i brividi, perchè sembra che Bruce ti abbia lasciato in custodia il suo libro dei segreti, dal quale sarebbero poi saltati fuori Darkness e altri progetti futuri.
Oltre alle annotazioni, sul quaderno ci sono riproduzioni di etichette di cassette magnetiche attaccate con lo scotch sui fogli: sono i nastri dei demo incisi in sala. Ci sono anche diverse foto e lo studio per la copertina dell'album, oltre che le varie possibili tracklist e titoli provvisori. è molto interessante leggere gli abbozzi dei testi, scoprire quali frasi e passaggi Bruce riteneva più efficaci perchè ha poi deciso di tenerli nelle versioni definitive dei pezzi o magari ha riusato in brani incisi più tardi su altri dischi.
Tra le diverse annotazioni sono molto curiose e interessanti, per gli amanti della cosmogonia springsteeniana, quelle riguardanti i film che Bruce voleva vedere ("Rent "Badlands" movie") o, per chi adora il "backstage", quelle dove vengono appuntati i diversi tipi di illuminazione da usare dal vivo durante specifici passaggi o brani.
Sicuramente la parte grafica di questo box varrebbe da sola la spesa dell'acquisto, ma vediamo anche cosa offrono i supporti digitali.

CD1 - Darkness on the Edge of Town
è la versione rimasterizzata di questo capolavoro datato 1978.

CD2 e 3 - The Promise
Secondo me la parte più debole dell'intero progetto, anche se forse è quella più ambita dalla maggioranza delle persone.
Questo doppio disco non era "l'ultimo disco di Springsteen", come molti (i più sprovveduti) dicevano due anni fa, dove per "ultimo" intendevano un disco di inediti "contemporanei". Si tratta, invece, di due dischi di outtakes più o meno inedite provenienti dalle sessioni di registrazione di Darkness, tenutesi tra il '77 e il ' 78.
Alcuni di questi brani circolavano su bootleg già da anni, altri si conoscevano perchè eseguiti da artisti a cui Bruce li aveva donati, altri compaiono per la prima volta in assoluto e alcuni hanno degli overdub e degli arrangiamenti nuovi.
Because The Night, Rendezvous e Fire fanno il loro ingresso per la prima volta su un album nella loro versione "studio".
Fatta eccezione per queste tre chicche e per qualche altro pezzo (divertentissima Ain't Good Enough For You, con la citazione di Jimmy Iovine), ritengo che questo The Promise possa essere considerato, insieme con il quarto disco di Tracks, dove trovavano posto le outtakes di Human Touch, una sorta di "Worst Of" di Springsteen. Soprattutto nel primo disco, i testi sono a dir poco scadenti e lontani anni luce dall'oscuro mondo di Darkness e gli arrangiamenti arrivano ad esser tanto stucchevoli da risultare inascoltabili. Imbarazzante amettere che in Someday (We'll Be Together) sia Springsteen a cantare e non gli ABBA!
I brani mancano di ogni tipo di coesione e non è un caso che siano rimasti chiusi in un cassetto per più di trent'anni. Si è parlato di "album fantasma", riferendosi alle "lost sessions" del '77-'78, e sono d'accordo se si tiene presente la quantità di materiale registrato che non ha trovato posto nè su Darkness nè su The River, ma mi guardo bene dall'affermare che questo album fantasma incarnato in The Promise rappresenterebbe un ponte tra Born to Run e Darkness; stiamo parlando probabilmente dei pezzi più deboli usciti dalla penna di Bruce, accostandoli a quanto di meglio abbia mai composto!
In quest'ottica, la gente che ha comprato The Promise, uscito anche da solo, senza il box di Darkness, probabilmente si sarà trovata piuttosto spiazzata, non riuscendo a contestualizzare pienamente l'opera. Peggio ancora, i fan della prima ora avran sicuramente storto il naso se sono incappati in The Promise intendendolo come un nuovo album. Sinceramente non mi sentirei di consigliarlo a chi non ha proprio voglia di cimentarsi in un ascolto che ha più a che fare, dal mio punto di vista, con l'esegesi filologica di un classico, che con la fruizione di un album di un grande artista. In questo senso forse la manovra commerciale può essere vista come ruffiana e furbetta, ma va da sè che se parliamo dell'intero box di Darkness, già il prezzo lo indirizza verso un target di sfegatati incalliti, collezionisti e "studiosi" del Boss, più che ai fan di primo pelo.
Quindi, per quel che mi riguarda, The Promise è solo la parte meno riuscita di un progetto ben congeniato e realizzato in maniera pregevole, dedicato a tutti i fan che eran anni che lo aspettavano e che son stati pienamente ripagati per la loro attesa. Un po' mi spiace per tutti gli altri che han comprato il disco singolo solo perchè han letto tra tanti pezzi sconosciuti il titolo di Because The Night ("ma non era di quell'altra tipa?...") o per coloro che patiscono la scelta di far uscire prima un box carissimo e poi scorporare tutto (o quasi) in prodotti singoli venduti separatamente. Beh, è ovvio che si cerca di tirar sù soldi, ma mettiamola così, almeno si dà la possibilità alla gente di scegliere cosa comprarsi senza l'obbligo di spendere un patrimonio e comunque garantendo la qualità del prodotto che si portano a casa. Poi se uno non sa quello che sta comprando è un altro discorso...vabbè, andiamo avanti!

Blu-ray1 - The Promise: The Making of Darkness on the Edge of Town
è il documentario di circa 90 minuti diretto da Thom Zimny sulla realizzazione di Darkness. Nonostante sia sicuramente un bel documentario, anche molto apprezzato dalla critica di settore, io preferisco Wings For Wheels, il documentario sulla realizzazione di Born To Run, disponibile nell'edizione speciale uscita in occasione dei 30 anni di quest'altro capolavoro.

Blu-ray2 - Darkness on the Edge of Town, Paramount Theatre, Asbury Park 2009 & Thrill Hill Vault 1976–1978
La prima parte del blu-ray è un concerto a porte chiuse tenutosi al Paramount Theatre di Asbury Park in cui viene eseguito l'intero Darkness secondo la tracklist del disco. Anche la formazione della E-Street Band è quella di Darkness, con la sola eccezione, ovviamente, del buon Phantom Dan.
La seconda parte ospita brani eseguiti dal vivo, in sala e nelle prove tra il '76 e il '78.

Blu-ray3 - Thrill Hill Vault Houston '78 Bootleg: House Cut
Un'altra chicca da leccarsi le dita delle mani e dei piedi! Un intero concerto di tre ore (!) preso da quella che da molti fan storici è considerata la miglior tournée di Springsteen: quella di Darkness, ovviamente!
In una setlist infinita trovano posto classici dei primi dischi e anticipazioni di lavori futuri, soprattutto The River, cover e pezzi che verranno pubblicati ufficialmente solo vent'anni dopo.
La E-Street è in gran forma e Bruce davvero incontenibile, tra scivolate, baci, storielle, spogliarelli e scazzi con un pubblico poco rispettoso delle norme di sicurezza.

Insomma, Natale è vicino, se non siete riusciti a metter le mani su un biglietto per uno dei prossimi concerti italiani consolatevi con questo magnifico box, nel caso ne abbiate rimandato l'acquisto in questi due anni!

2 commenti:

  1. Acc. ancora manca nella mia collezione di Bruce, ma prima o poi rimedio (lo stavo quasi comprando a Parigi, due anni fà, a un prezzo speciale nel megastore all'interno del Louvre).
    Per quanto riguarda The Promise, cd2 e cd3, in qualche modo l'ho recuperato ;-) e devo dire che non ho approfondito i testi ma comunque mi sembra un documento interessante poichè alcuni pezzi sono parecchio "work in progress", a volte veri e propri abbozzi di brani che sono diventati storici. Insomma, se Bruce avesse sfornato fior di capolavori negli ultimi anni non se ne sarebbe sentita la mancanza, ma visto che non è andata proprio così un tuffo nei suoni di un glorioso passato si può fare sempre volentieri.

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  2. A San Siro ci sarò, ovviamente, e quindi niente di più facile che ci si possa incontrare per una birretta :)Il cofanetto è una meraviglia, soprattutto nella parte riguardante il Making of, indispensabile, se mai ce ne fosse bisogno,per comprendere la caratura dell'artista.Ottimi anche i due concerti. Chi se lo fa regalare per Natale fa il botto :)

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