giovedì 1 novembre 2012

Bioshock

Proprio non mi ha convinto questo titolo della 2K che ho appena finito. Come dite? Che senso ha fare una recensione di un gioco uscito quattro anni fa? Beh, che c'entra, tanto per parlare, mica voglio svelarvi chissà che cosa!... Comunque, dicevo che nonostante abbia vinto diversi premi come quello del Miglior Gioco dell'Anno '07 e venga da molti giocatori considerato un capolavoro, a me non ha fatto impazzire.
Nel gioco vestite i panni di Jack, un ragazzo che precipita nell'Oceano Atlantico durante un volo dall'America all'Inghilterra. Caduto in acqua e salvatosi per miracolo, nuota fino ad un faro dentro il quale è ormeggiata una batisfera che lo condurrà a Rapture, un'utopistica città sottomarina ideata da un uomo il cui desiderio era quello di raccogliere in un solo posto le migliori menti creative e artistiche dell'umanità, libere di poter operare lontane dai controlli ideologici, religiosi e politici delle due massime potenze degli anni '40: l'America e l'Unione Sovietica.
La visione paradisiaca dell'uomo, basata su idee di individualismo e capitalismo, si trasforma presto in un delirio di onnipotenza, controllo e dominio. Rapture diventa teatro di una guerra civile che vede contrapposte le forze armate del suo fondatore e le schiere di cittadini che non sono riusciti a realizzare i propri sogni nella città sottomarina, dove hanno invece trovato povertà e oppressione da parte di una classe aristocratica troppo impegnata ad appagare i folli desideri del loro principale esponente (avvertite un senso di déjà vu?..).
La situazione degenera quando viene scoperta una sorta di virus chiamato Adam che ha il potere di modificare il codice genetico delle persone, rendendole più forti, resistenti e capaci di compiere prodezze che sfidano le leggi della fisica. La ricerca e l'impiego dell'Adam nella produzione di Tonici e Plasmidi, sostanze in grado di modificare biogeneticamente gli abitanti di Rapture, diventa oltre che una grande opportunità di speculazione, la vera e propria ragione di vita di molte delle migliori menti della città, pronte ad ogni bassezza etica e morale pur di acquisire fama e prestigio. La lotta di classe, le ribellioni, i tradimenti, la corruzione e lo sviluppo di dipendenza da Adam da parte degli abitanti di Rapture, soprattutto i meno abbienti, portano la città alla rovina. Le persone hanno ormai la mente totalmente soggiogata dal modificatore genetico e il loro corpo  si è trasformato a causa degli effetti dei cambiamenti nel DNA, tanto da renderli dei pericolosi Ricombinanti.
Questo è lo scenario che si para di fronte agli occhi di Jack, il quale dovrà spostarsi all'interno dell'enorme città in cerca di una via d'uscita e di una spiegazione ai misteri che avvolgono Rapture e la sua stessa vita...
La cosa migliore di questo gioco, che appartiene alla categoria degli sparatutto, è sicuramente l'atmosfera che si respira all'interno delle stanze e dei corridoi di questa città sommersa interamente realizzata in Art Dèco; tuttavia, anche se la scrupolosità dei dettagli è un punto di forza del reparto artistico, non si può parlare altrettanto bene della grafica, in bassa risoluzione su molti elementi e mediocre sugli altri.
Nonostante un certo livello di personalizzazione delle armi e delle strategie di combattimento, la noia è inevitabile nel lungo e lento progredire del gioco, che presenta continue ripetizioni di situazioni e personaggi. Poca fantasia è stata utilizzata nella creazione degli avversari, che si raggruppano in poche e ripetute categorie ed è, a mio parere, esagerato il livello di esplorazione degli ambienti, in quanto non sempre libera, ma finalizzata all'acquisizione di elementi necessari alla progressione all'interno dello scenario, in una parola, farming, che allunga molto l'esperienza di gioco, caricandola inevitabilmente di una buona dose di noia. Anche la trama, se pur interessante, diventa molto difficile da capire e apprezzare pienamente; pochissimi sono infatti i filmati che chiariscono dei passaggi chiave del gioco e il 90% della spiegazione della storia lo si ricava dall'ascolto di nastri registrati dagli abitanti della città e disseminati lungo il percorso. Quindi, l'eccessivo tempo che s'impiega a completare la maggior parte dei livelli, unito alla pessima scelta di acquisizione di informazioni utili, fa perdere totalmente il senso della storia e a volte ci si ritrova a dover svolgere dei compiti senza aver capito bene chi ce li ha dati e a cosa dovrebbero servire, senza contare che la mancanza di video non fa altro che generare confusione quando dobbiamo mentalmente mettere ordine tra i nomi dei protagonisti della storia, non riuscendo bene a capire chi siano i nostri avversari e soprattutto perchè! Devo ammettere però che ho giocato a Bioshock non prestandoci particolare attenzione e mettendoci un'enormità di tempo, dato che graficamente non riusciva a prendermi e perchè continuavo costantemente a perdermi nella trama. Anche l'elevato numero di armi in stile steampunk che abbiamo a nostra disposizione, combinabili con i poteri dati dai Plasmidi, spesso incasina un po' le cose, specie all'inizio del gioco, quando non si sa bene come utilizzare le nostre potenzialità in combattimento. Ma questo può anche essere un aspetto positivo: è gratificante e piacevole allo stesso tempo, infatti, scoprire che bisogna uscire dalla logica mentale del danno diretto, tipica degli FPS, e cercare invece di capire come poter trasformare grazie ai nostri nuovi poteri l'ambiente che ci circonda in un'arma letale per i nostri nemici.
Il gioco avrà delle piccole variazioni che dipenderanno da alcune scelte effettuabili durante l'avventura e dal tipo di comportamento adottato nei confronti delle Sorelline, piccole bambine ricercatrici e custodi dell'Adam. Dovrete decidere se liberarle dal loro fardello o se prosciugarle della sostanza che custodiscono per poter continuare a potenziare le vostre abilità e continuare a modificarvi geneticamente diventando più forti e adattabili alle avverse condizioni di Rapture. La vostra condotta decreterà quale dei tre finali vi attende al termine del vostro viaggio.
Noia e confusione a parte c'è una bella atmosfera dietro la grafica scadente di Bioshock. Chissà se sarà sufficiente a darmi il coraggio di togliere il cellophane al secondo capitolo che giace sulla mia scrivania...

1 commento:

  1. Non riesco a divertirmi con questo tipo di gioco...Sarà perchè sono terribilemte scarsa....anzi ne sono sicura!
    Ciao caro Viktor!

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