mercoledì 24 ottobre 2012

London Calling - Day 2

Avete dormito? Vi siete riposati? Avete riordinato le foto? Bene. Dopo un'abbondante colazione si parte per il Day 2 del nostro giro di Londra, prima tappa:

ST.PAUL'S CATHEDRAL:
La Cattedrale di Saint Paul è uno di quegli edifici che quando li vedi ti lasciano a bocca aperta. Sapevamo che era grande, ma non ci aspettavamo fosse così enorme!
Situata nella City, il cuore della città, questa chiesa è uno dei pochissimi esempi di arte classica che si possano ammirare in Inghilterra, dove generalmente costruzioni di questo tipo sono romaniche o gotiche, comunque di influenza nordico-germanica. Costruita più volte su modelli esistenti, il più antico dei quali risalente all'XI secolo, l'attuale cattedrale è opera del famoso architetto Christopher Wren, che le ha donato uno stile barocco ispirandosi a San Pietro in Roma.
All'interno della chiesa, il 29 Luglio '81, si celebrarono le nozze tra Diana Spencer e il Principe Carlo.


MILLENNIUM BRIDGE + TATE MODERN:
 
Se vi lasciate la St.Paul alle spalle, esattamente di fronte a voi troverete il Millennium Bridge, dal quale avrete un bellissimo punto di vista sul Tamigi e che vi collegherà direttamente con la Tate Modern, posta
sulla riva opposta del fiume, perfettamente in asse con la cattedrale.
La Tate è uno dei quattro musei che compongono il sistema Tate e custodisce la più importante e maggiormente visitata mostra di arte moderna e contemporanea al mondo.
Dio benedica la Regina, oltre a salvarla: musei come questo e altri ancora più importanti, a Londra sono completamente gratuiti! Da noi il museo del "tappo di sughero", se ti va bene, lo paghi 10 euro! Ho già detto che questo è un Grande Popolo?...Sono ovviamente benaccette le offerte, che si possono lasciare un po' ovunque lungo il percorso di questi musei.
La Tate è un luogo davvero straordinario, incredibilmente particolare e affascinante, un ottimo punto di partenza per assaporare lo spirito fusion londinese, presente nelle strade della città tanto quanto nei suoi musei o ristoranti. Già l'edificio è di per sè interessante. è infatti una vecchia centrale elettrica andata in disuso all'inizio degli anni '80 e inclusa vent'anni dopo in un processo di riqualificazione e recupero degli spazi industriali che ancora oggi regala luoghi del passato ad attività presenti e futuristiche. Passato, presente e futuro vanno a braccetto sul territorio della capitale, basta dare un'occhiata allo skyline per rendersi conto di come palazzi avveneristici come il Gherkin o lo Shard di Renzo Piano costituiscano un'unica realtà strutturale, architettonica e culturale con l'attigua e antica Tower of London, tanto per fare un esempio, senza soluzione di continuità.
All'interno della Tate potrete ammirare i lavori di Boccioni, Picasso, Pollock, Klee, Mirò e Van Gogh, solo per fare alcuni nomi, ma l'esperienza di visita in questo luogo non si esaurisce con la sola visione dei quadri...Il piano inferiore, l'ex locale delle turbine, è forse il luogo più misterioso e affascinante. Decine di persone in tuta si muovono lentamente nell'ampio spazio vuoto, completamente al buio, completamente in silenzio. Raggiunta una delle estremità della vastissima sala toccano il muro e tornano indietro. Il cammino di ritorno è fatto sempre al buio, sempre in silenzio, ad una lentezza estenuante. Sembra di vedere il lento avanzare di un'orda di zombi. Man mano che il gruppo di persone si sposta verso il centro della sala le luci si accendono una alla volta.
Guadagnato il centro, nuovamente al buio, le persone si siedono in ordine sparso sul pavimento, alcune restano in piedi. Iniziano ad intonare una sorta di litania il cui significato ha a che fare con il vivere in armonia con il mondo e la tecnologia che ci circondano, incanalando l'energia che ci compone nella giusta direzione nel rispetto della natura e del prossimo. Non è facile capirne il senso, perchè le parole pronunciate vengono divise in sillabe ripetute più e più volte, come un mantra, che sale e scende d'intonazione e che viene scandito con chiarezza all'unisono, sotto gli occhi curiosi degli astanti, come noi, che temiamo di esser stati inconsciamente rapiti dagli alieni. Dopo qualche stranissimo minuto il rituale finisce e la gente si alza disperdendosi, apparentemente...di fatto ogni partecipante si avvicina al primo passante disponibile e inizia, senza nessun tipo di saluto o presentazione, a raccontare un episodio della sua vita. Io e Dea stiamo per risalire le scale ancora stupiti dall'ascolto della litania quando, ignari di ciò che si sta già svolgendo alle nostre spalle, veniamo placcati da un uomo sui trentotto che inizia a parlarci delle sue origini portoghesi e di come quest'estate, per la prima volta sia riuscito a portare le sue bambine nella sua terra d'origine, per fargli conoscere i loro parenti, e godere del sole e del cielo portoghesi che non avevano mai visto (avessero visto che zozzeria quelli italiani!...). L'uomo stava condividendo con noi la sua felicità del ricordo della felicità delle proprie figlie e, dopo qualche minuto, terminato il racconto, così com'era arrivato se n'è andato, senza dire niente.
è sbalorditivo quanto ci possa sembrare strano condividere un momento di felicità con una persona che non conosciamo e come sia bizzarro relazionarsi con un estraneo senza fini particolari, se non quello di comunicare, senza un bisogno o una necessità specifica, ma solo per regalare una parte di noi a chi ci circonda, con il semplice atto della comunicazione, la nostra più grande e trascurata risorsa. Del resto è esattamente ciò che sto facendo io con voi in quest'istante, anche se una comunicazione di tipo verbale ha tutt'altra valenza. Non siamo molto abituati a comunicare, a parlare, meno che mai ad ascoltare. è stata un'esperienza forte, peculiare, incisiva, simile a come doveva essere il prender parte ad uno spettacolo del Living Theater, anche se meno violento e sicuramente meno traumatico. I quadri erano magnifici, ma ho l'impressione che questa piccola esperienza abbia in qualche modo fatto maggiormente presa sulla mia percezione e non penso la scorderò facilmente.

GLOBE THEATER + CITY HALL:
Usciti dalla Tate ci dirigiamo a est, costeggiando la riva meridionale del Tamigi, percorrendo la cosiddetta Queen's Walk.
Dopo pochi metri arriviamo al Globe, il teatro per antonomasia, il teatro di Shakespeare.
In realtà questa è una fedele ricostruzione del teatro originale, bruciato quattrocento anni fa, ma si erge esattamante nel luogo dove Shakespeare recitava e metteva in scena con la sua compagnia i suoi celebri drammi.
Proseguendo lungo la costa del Tamigi abbiamo occasione di fare una breve passeggiatina sul London Bridge e ammirare gli eccentrici edifici di vetro che si trovano in prossimità del Tower Bridge, come la City Hall, il palazzo del sindaco, inaugurato solo dieci anni fa.





















TOWER BRIDGE + TOWER OF LONDON:
Di fianco alla City Hall, come potete vedere dalla foto precedente, si trova il magnifico Tower Bridge che
sulla sponda settentrionale del Tamigi si ricongiunge con la Tower of London.
Non vedevo l'ora di visitare questo posto, uno dei simboli di Londra e uno dei luoghi più affascinanti e belli che abbia visto nella città. Finito di costruire alla fine del XIX secolo, il Tower Bridge ha un ponte superiore panoramico e uno inferiore carrabile e pedonale, progettato per aprirsi come un ponte levatoio per far passare le navi mercantili che navigavano il Tamigi. Attualmente i mercantili non seguono più questa
rotta, perchè troppo grandi, quindi il ponte si solleva molto più di rado rispetto a trenta-quaranta anni fa.
Anche il ponte inferiore offre una fantastica vista delle due rive del Tamigi ed è
incredibilmente elegante quando la sera si riveste di luci colorate.

Soundtrack:
Mentre lo attraversate prestate attenzione al HMS Belfast, l'incrociatore più grande della Marina Reale ormeggiato di fronte alla City Hall: ha preso parte allo Sbarco in Normandia!
Passati dall'altra parte del ponte sarete di fronte alla Torre di Londra, altro luogo antico e misterioso, ricco di storia e luogo di crimini, intrighi e complotti.
Nel corso dei secoli questa struttura medievale ha rivestito diverse funzioni: fortezza, luogo di reclusione per infedeli e nemici della Corona, zoo, zecca e tesoreria per i Gioielli della Corona, la collezione di diamanti più grande al mondo.
Il luogo è costantemente custodito e sorvegliato dagli Yeomen e dai Corvi. Secondo la leggenda, se i Corvi dovessero abbandonare la Torre, la monarchia cadrebbe all'istante. Per ovviare a questo spiacevole inconveniente, questi onorevoli volatili sono continuamente sorvegliati da un Ravenmaster, hanno tutti un braccialetto d'identificazione con un nome e viene loro asportato un piccolo pezzeto di un'ala, in modo da impedirgli di volar via. Nonostante siano liberi di muoversi all'interno del perimetro della costruzione, almeno uno di loro viene sempre tenuto in gabbia: non si sa mai...
Meno riguardo hanno avuto invece prigionieri illustri della Torre, che per intrighi di palazzo o perchè avevan manifestato una posizione di contrasto con quella del Re, han finito per rimetterci la testa. Tommaso Moro e Anna Bolena oggi forse non amerebbero una visita turistica da queste parti!...
Ok boys, andiamoci a fare un panino, che a forza di camminare mi è venuto un certo languorino!...
Tutte le foto sono mie.


























































2 commenti:

  1. Giro molto affascinante anche questo, a me manca la Tate Modern, eravamo riusciti ad andare solo alla Tate Gallery, alla National e alla Courtald Gallery con capatina al British.

    Tranne la Courtald già una decina d'anni fa era tutto a offerta libera.

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  2. Anche Viktor stregato dal fascino londinese...Non ne avevo dubbi!
    E dopo questo bel viaggio, vado a cena, ciao Viktor , grazie e kisses!

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