martedì 2 ottobre 2012

Guitar Heroes - #2: John Petrucci (Dream Theater)

Si alza il sipario sul secondo posto della classifica di GH, il più chiacchierato, il più misterioso e atteso. Per consegnare la medaglia d'argento ci spostiamo a Long Island, New York, dove incontriamo John Petrucci, chitarrista, compositore e fondatore del gruppo progressive metal Dream Theater.
Ho visto gente prostrarsi davanti a lui chiamandolo "Dio", ragazzini in delirio mistico tra le prime file del pubblico di un suo live in adorazione, gente andare in pellegrinaggio nei negozi di chitarre per aver l'occasione di tener tra le mani un modello signature JP ispirato allo strumento di questa leggenda della sei-corde.
Si è detto e si dice molto di John Petrucci, così tanto che son nate delle vere e proprie leggende: "la sua velocità nel suonare lo strumento è così elevata da influenzare l'inclinazione dell'asse terrestre", "la sua chitarra monta solo corde ignifughe, per poter sopportare le alte temperature prodotte dall'attrito delle dita su di esse, che si muovono a velocità superiore a quella della luce", "JP rimane costantemente giovane, perchè la velocità con cui suona ha il potere di fermare o invertire la rotazione terrestre e, di conseguenza, il tempo stesso", "se si ascolta da troppo vicino JP suonare si mette in pericolo la propria vita: JP, infatti, si sforza costantemente di utilizzare una velocità d'esecuzione che non risulti fatale, ma potrebbe benissimo spazzare via il proprio pubblico con un vento atomico prodotto dai suoi ampli", etc, etc, etc...
Ovviamente, avrete capito che John Petrucci è universalmente considerato come uno dei più temibili shredder esistenti sul pianeta, dove per shredder si intende un chitarrista dall'elevata capacità tecnica e velocità, in grado di suonare 2769 note elevate alla loro 72esima potenza ogni millisecondo.
Io ho cominciato ad ascoltare e ad amare questo musicista e il suo gruppo nell'ormai lontanissimo 1994, quando su un canale musicale in tv incappai per la prima volta in un loro (raro, per fortuna!) video; si trattava di Lie, tratto dal loro terzo disco, Awake, uno dei miei dischi preferiti di sempre e forse il loro capolavoro.
Certo non ho mai considerato JP come un dio o cose del genere, ma il suo modo di suonare la chitarra non solo mi ha aperto un mondo a livello musicale, ma mi ha regalato, facendolo tuttora, dei puri momenti di piacere e felicità, cosa non da poco, quando si parla dell'influenza del lavoro di un artista sul fruitore.
JP rappresenta per me il chitarrista completo, un musicista a 360 gradi, una fonte di ispirazione e gioia d'ascolto. In lui non vedo o ricerco solo la maestria tecnica o la velocità, elementi comunque presenti in lui ad un livello impressionante e assolutamente innegabili; non sono mai stato un amante sfrenato della tecnica strumentale, anzi, l'ho sempre più considerata un mezzo piuttosto che un fine, quindi, JP per me rappresenta principalmente la più genuina sintesi di mente e cuore, di tecnica, sensibilità artistica e amore per il proprio strumento; non solo un mostro capace di sfornare miliardi di note al secondo con diteggiature che farebbero impallidire un polipo, ma anche un musicista che, nonostante i livelli di fama raggiunti e lo status di uno dei migliori chitarristi al mondo, omaggia ancora costantemente quelli che sono stati i suoi precursori, idoli, maestri e punti di riferimento, tra i quali ricordo principalmente Steve Howe (Yes) e David Gilmour (Pink Floyd). La loro influenza è tuttora palesemente presente nelle composizioni di Petrucci, che non si esime dal tributargli continui omaggi incorporando il loro stile nel suo modo di suonare (si ascolti a questo proposito la suite Octavarium), creando delle opere originali in cui è ancora evidente la fonte dell'ispirazione da cui nasce quel tipo di sensibilità di cui si diceva prima, che rende JP non solo uno shredder, ma un musicista incredibilmente abile nell'uso della melodia esattamente come in quello dell'armonia, e in grado di creare musiche tecnicamente complesse, ma sempre interessanti e piacevoli all'orecchio di chi è abituato a composizioni meno articolate e più "melodiche".
Provare a svelare o anche solo a parlare dei misteri che avvolgono la tecnica di questo musicista sarebbe come tentare di spiegare il dogma della Santissima Trinità ad un ateo, quindi, anche per mie evidenti lacune personali in ambito musicale, sorvolerei, dicendovi invece, a grandi linee, quali aspetti dell'esecuzione musicale di JP mi affascinano maggiormente, oltre a quanto detto fin qui.
Oltre ad essere un mostro di tecnica, JP ha un grandissimo orecchio e un vero e proprio talento nella creazione del suo personale sound, dimostrando grande conoscenza non solo dei componenti del suo strumento, ma anche dell'effettistica e degli ampli che usa, fatto tutt'altro che scontato per un chitarrista, anche di alto livello. A questo proposito si può dire che il sodalizio tra il chitarrista e la Mesa/Boogie, casa di produzione di ampli e strumenti californiana, sia un matrimonio felice e duraturo. Gran parte del sound di Petrucci lo si deve proprio all'uso di questi amplificatori, dai quali riesce, anche senza l'aggiunta di alcun effetto, a ricavare un suono crunchy davvero ineguagliabile.
Duratura è stata anche la collaborazione con l'Ibanez, dalla quale, a metà degli anni novanta nasce il suo primo modello signature, la JPM100, ideata sulla base del suo modello custom con la finitura "Picasso". Indubbiamente la sua chitarra più famosa e emblematica.


Successivamente, ad inizio anni 2000, Petrucci passa alla Music Man, con la quale è tuttora in partnership.
I primi modelli usati, visibili nel concerto di Budokan, sono i cosiddetti standard. Eccovene uno splendido esempio:


I modelli Music Man montano all'occorrenza un pick up piezoelettrico nell'humbuker al ponte, come si può notare nella foto (è il pick up più interno dei due che compongono l'humbuker al ponte); questa soluzione permette di creare una vasta gamma di combinazioni sonore molto flessibili e particolari. 
Attualmente le chitarre più usate da Petrucci sono delle Music Man BFR, ovvero il top di gamma della Ernie Ball a livello di qualità dei legni e manifattura. John utilizza chitarre a sei corde, chitarre col doppio manico (6/12 corde), chitarre baritone, ottimizzate per l'uso di accordature "basse" in Do, La o Sib e chitarre a sette corde, per il cui uso, John è stato sicuramente un precursore e un punto di riferimento per molti altri chitarristi.
Nella foto successiva, potete vedere una Music Man BFR a sette corde.


Come dicevo, adoro Petrucci anche per la sua inusuale abilità nel creare il sound, e nell'utilizzare il suo comparto effetti. Piccoli accorgimenti adottati al momento giusto si rivelano essere dei grandi strumenti con i quali scolpire il proprio sound. Ad esempio si pensi a come John utilizza il pedale del volume per creare swells espressivi all'interno dei propri brani. Prendete a questo proposito l'intro di Scarred o la parte centrale di The Count Of Tuscany: l'attacco viene completamente smorzato e il suono "entra" nel pezzo come una lama nel burro, creando un tappeto sonoro di incredibile impatto.
Avendo ben assimilato la lezione di chitarristi come The Edge o David Gilmour, John utilizza il delay in maniera costruttiva per dare spazialità al suo suono, soprattutto quando utilizza il pedale del volume.
Solitamente usa un delay stereo con un tempo di ritardo settato sul canale B al doppio del canale A.
Ad esempio, quando esegue parti particolarmente melodiche e lente, dal canale A uscirà un suono con un ritardo di circa 300ms, mentre nel canale B il suono sarà ritardato del doppio, quindi di 600ms: un delay lungo. Viceversa, se il passaggio da eseguire è piuttosto veloce, i tempi di delay si aggireranno intorno ai 250ms sul primo canale e ai 500ms sul secondo: un delay breve, più adatto ad assoli veloci e distorti.
A proposito di pedali, John oltre a quello del volume è solito utilizzare, soprattutto durante gli assoli, un Cry Baby della Dunlop, con il quale aumenta il carattere e l'espressività delle sue esecuzioni, ma l'effetto che maggiormente prediligo quando ascolto questo eroe della sei-corde, è un phaser phase 90 della MXR, nella sua incarnazione di modello signature EVH90 dedicato a Eddie Van Halen. Petrucci è oviamente un grande fan del chitarrista olandese e oltre agli effetti rack si porta spesso dietro questo classico phaser a quattro stadi che ha fatto la storia degli effetti stompbox per chitarra. Magari non avete idea di cosa sia un effetto di modulazione, nè tantomeno avete mai sentito parlare di phaser, ma credetemi se vi dico che questo pedale è presente nel 90% dei pezzi che più amate e Petrucci sa davvero come farlo suonare!


Cari Amici, godetevi John Petrucci e i suoi Dream Theater del vivo a Budokan, Giappone, e fate particolare attenzione all'assolo di chitarra, da molti fan considerato uno dei più belli mai eseguiti da JP!
Ci vediamo presto, in cima al podio!...
C-Y'all!

8 commenti:

  1. Ok... pensavo di aver capito quello che tu pensavi ma alla fine era meglio se non pensavo.. :P
    Petrucci non lo avevo neanche preso in considerazione.. O_o E ti conosco da un po' quindi poteva essere prevedibile!! Vabbè..
    Parto più serena dopo aver scoperto il secondo posto del GH... :)

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    1. E sti gran cazzi, mi sono sbagliato anche io.

      Comunque grandissima scelta, ultimi anni a parte durante i quali non ho più seguito i Dream, Petrucci ha dimostrato di saper fare di tutto, tecnica mostrusa, felicità di composizione, cuore e melodia, amalgama perfetto con gli altri membri della band... come dicevo: sti gran cazzi.

      Per il numero uno ora si va sul sicuro :)

      Probabilmente Noel Gallagher... :)

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    2. Sapevo che sarebbe stata una sorpresa e son molto contento di aver stupito fino alla seconda posizione di questa classifica, almeno non vi siete annoiati, anche se non capisco come possa esservi sfuggito JP pur conoscendomi bene!...Evidentemente i miei ascolti non son poi così scontati.

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    3. @Firma: io veramente sarei più indirizzato su Ramazzotti.
      Non fate comunque troppo i fighi solo ora che siamo alla prima posizione, perchè molte delle altre le avete ciccate! ;)

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  2. Preciso, conciso, talmente convincente il nostro Viktor, che , come sempre ti viene la voglia di conoscerlo meglio...
    Un abbraccio!

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    1. Carissima! Ti vien voglia di conoscer meglio me o JP?...
      Grazie per i tuoi commenti, che adoro sempre ricevere! Effettivamente oltre che per il piacere di fare una classifica, GH è stata proprio pensata con l'intento di far conoscere, riscoprire o approfondire l'ascolto di 10 grandi musicisti per me tutti molto speciali. Quindi se so che qualcuno di voi ha rispolverato qualche cd che magari non ascoltava da tempo, per prestar maggior attenzione alle parti di chitarra, per quel che mi riguarda ho raggiunto il mio scopo. Mi piace pensare che dopo la lettura di questi post qualcuno di voi vada a riascoltarsi un paio di pezzi dell'artista trattato per riscoprire quel che ha appena letto.
      Un grande abbraccio!
      PS: ancora invidia per il tuo ultimo post sul backstage del Boss. Chiariscimi però solo una cosa: hai detto che eravate là per la Reunion del'99, ma poi dici che quello che è avvenuto dentro la stanza in cui si trovava Bruce con gli E Streeters è visibile, senza l'antefatto delle urla, nel dvd Blood Brothers, dove ci sareste anche voi giornalisti ai piedi delle scale, ammassati nell'attesa della poi mancata intervista. Ma il dvd di Blood Brothers testimonia la Reunion del '95, non quella del '99...mi son perso un pezzo?...

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  3. Dunque per la seconda posizione mi ero sbagliato. A questo punto, caro Viktor, il (cool)papà rockettaro esce di scena e rimane (il cuore di)mamma... .

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    1. Ne riparliamo dopo la prima posizione, così togliamo ogni dubbio, che in qualcuno, secondo me, ancora permane.

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