martedì 11 settembre 2012

Drive

Passata una settimana di merda, a fare un lavoro di merda, si ha la speranza di rilassarsi un po' nel weekend, speranza che svanisce miseramente non appena imbocchiamo con la nostra auto la tangenziale per spostarci di quei venti chilometri che dovrebbero consentirci di respirare un po' d'ossigeno e tirare il fiato, quella giungla d'asfalto così diversa da quanto romanticamente cantato nei brani di Springsteen.
Almeno per quanto riguarda le strade italiane, è inevitabile imbattersi in teste di cazzo che non conoscono minimamente il concetto di distanza di sicurezza, ignorano totalmente la regola di divieto di sorpasso a destra o quale sia il corretto uso della corsia di sinistra, non impostano i loro fari del cazzo e quando c'è una curva tiran dritto a tavoletta prendendola in maniera tangenziale tentando di speronarti con l'arroganza e l'ignoranza tipiche dell'italico popolo, fatto sì di poeti e navigatori, ma ancor più di leggendarie teste di cazzo!
La bile che monta e che ormai erode i miei già instabili gangli cerebrali non accenna certo a diminuire il lunedì, quando Dea rientra in casa dicendomi che un lavavetri le ha dato della puttana perchè ha più volte, inequivocabilmente, alzato e mosso il suo dito indice a destra e a sinistra di fronte alla sua insistenza. Quasi mi deve tenere, perchè io mi sto già mettendo le scarpe, determinato a far rimpiangere a quel figlio di una cagna di aver messo il suo cazzo di piede in questo schifo di paese di impuniti...e prima o poi lo faccio, perchè sò dove passa indisturbato il suo tempo ad elemosinare soldi a gente che poi si prende i suoi insulti...
Fatta questa dovuta premessa (in realtà ci sarebbero anche un paio di cose da aggiungere sui vicini, ma sorvolo), mi sembra giunto il momento di parlarvi di questo film che, a dire il vero, ho visto già tempo fa e, sicuramente, lo avrete visto ormai già anche tutti voi, ma chissenefrega.

- Dici che è cattivo?
- sì!
- come fai a dirlo?
- perchè lui è uno squalo!
- non ci sono squali buoni?
- no! E poi basta guardarlo: ti sembra uno che ha la faccia da buono?
Vincitore del premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes del 2011 e diretto dal regista danese Nicolas Winding Refn, Drive s'impone da subito come un nuovo cult cinematografico.
Refn omaggia sin dai titoli di testa pellicole degli anni ottanta come Risky Business, Cocktail o Grease e dimostra nella stesura del suo lavoro di aver chiaramente introiettato la lezione dei grandi registi contemporanei, su tutti, il Martin Scorsese di Quei Bravi Ragazzi, per ciò che concerne la sceneggiatura, ma anche il Quentin Tarantino di Pulp Fiction (e di Bulletproof e Le Iene) per lo stesso motivo e, ancora, Michael Mann, autore di Collateral, al quale Drive s'ispira e si rifà nell'ambientazione, nella fotografia, nelle suggestioni visive e nella scelta del regista di girare in HD e, last but not least, il David Lynch di Lost Highway e Mullholland Drive, presente in certe atmosfere notturne e stradaiole, ma anche domestiche, sottilmente inquietanti, anche grazie ad un uso sapiente della colonna sonora. La musica, per lo più elettronica, (synthpop, per la precisione) è affidata a Cliff Martinez che, per chi non lo conoscesse, oltre ad esser un compositore di colonne sonore è anche stato il primo batterista dei Red Hot Chili Peppers. I brani fanno da sottofondo ad immagini molte volte rallentate e con tonalità di colore molto calde: in più di un'occasione è chiaro il riferimento e l'omaggio a certi videoclip anni '80-'90. Talvolta, sembra di star guardando un video dei Röyksopp.
Le recitazioni sono tutte di alto livello, soprattutto quelle di Ryan Gosling, protagonista principale della pellicola, e il grandissimo Bryan Cranston, qui coprotagonista.
Gosling veste i panni di uno stuntman senza nome, che si divide tra le acrobazie cinematografiche e il suo lavoro all'officina di Shannon (Bryan Cranston). Sembra proprio un bravo ragazzo, di quelli senza troppi grilli per la testa, di quelli che si fanno il culo sul posto di lavoro senza batter ciglio e se vedono una ragazza con l'auto in panne si fermano a darle una mano. è una persona di poche parole, ma si vede che crede profondamente in ciò che fa. Presto, anzi, subito, ci rendiamo però conto che il "Ragazzo", come viene chiamato per l'intero film, ha in realtà un terzo lavoro e una vita nascosta. Non parlerei di doppia vita o doppia personalità, in lui il lato "buio" convive perfettamente con quello "luminoso", sono le due facce di una stessa medaglia. Con la stessa naturalezza e professionalità impiegate nel lavoro di stunt o in officina, il Ragazzo si presta come autista a persone che hanno intenzione di effettuare furti e rapine, aiutandoli a scappare alla polizia nella tentacolare rete urbana losangeliana. Nell'eseguire questo lavoro, esattamente come per il resto delle sue azioni, il Ragazzo applica un rigido codice morale e di comportamento. Può sembrare paradossale, ma a lui non frega niente se qualcuno resta ucciso, quanti soldi ci sono in ballo o i motivi che spingono i suoi "clienti" a fare ciò che fanno; lui guida e basta. Concede cinque minuti di tempo ai suoi passeggeri per effettuare il colpo, poi, non un minuto prima, non uno dopo, schiaccia sul gas sia successo quel ch'è successo.
Il suo gelo cibernetico sarà appena scalfito dall'interesse per una ragazza che abita sul suo stesso pianerottolo, con la quale inizia una breve, scarna, ma significativa relazione, destinata a terminare con l'uscita di prigione del marito di lei. L'uomo, appena tornato a casa, si ritrova a dover far i conti con dei criminali ai quali deve dei soldi per la protezione che gli è stata offerta in carcere. L'autista, per il bene della donna e del suo piccolo figlio al quale si è affezionato, si offre di aiutare l'ex detenuto a compiere una rapina per poter ripagare il suo debito e rimettersi in pari con i criminali che han preso di mira la sua famiglia. La situazione degenera complicandosi pericolosamente e il Ragazzo diventa un giustiziere determinato a difendere la propria causa, fedele ai suoi principi morali, per distorti che siano.
Il protagonista di Drive è un interessantissimo personaggio duale, con uno spiccato senso del dovere e di difesa verso i più deboli, spinto quasi dalla stessa follia giustizialista di Travis Bickle, il protagonista di Taxi Driver di Scorsese interpretato da De Niro, anche se caratterizzato da una personalità per certi versi meno estrema e schizoide. Il riferimento al film di Scorsese è piuttosto evidente, sin dalla somiglianza dell'attività svolta dai due protagonisti, che condividono anche un deviato senso della giustizia sempre in bilico tra cortesia e violenza omicida. Entrambi sono persone (auto)emarginate, che han pochi contatti con l'esterno e che vivono soli una squallida vita alla ricerca di un fugace raggio di sole che possa illuminare la loro strada e dare un senso alla loro voglia di condividere un'esistenza "giusta".
Le ragioni che spingono l'autista senza nome ad agire come agisce, non sono riscontrabili in una volontà di potere, o di obbedienza ad un codice di stampo mafioso, come avviene per i Bravi Ragazzi scorsesiani, non è il denaro o il desiderio di vendetta fine a se stesso che lo guidano e stonerebbe anche la spiegazione delle motivazioni della strage compiuta dal personaggio di Badlands (La Rabbia Giovane), di Terrence Malick, fornita da lui stesso, attraverso le parole di Nebraska, cantata da Bruce Springsteen, ("Penso ci sia della cattiveria, a questo mondo"). Non è colpa del mondo, se il nostro autista è così: la causa non è esterna, ma interna, è nella sua natura. In questo senso, gioca un ruolo fondamentale lo scorpione che il Ragazzo si porta cucito sul retro del suo giubbotto da stuntman, vera chiave di lettura dell'intero film, che allude alla storia dello scorpione e della rana, appena accennata dal protagonista durante una conversazione telefonica che avviene verso la fine della pellicola.
Dato che avrete già visto il film, spero abbiate voglia di andarvi a leggere la breve storiella, potrebbe farvi percepire le cose in maniera diversa; io aspetto che l'autista senza nome passi dalle mie parti, ho un paio di lavoretti per lui...

5 commenti:

  1. A mio avviso il miglior film dello scorso anno. E di una spanna, direi.

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  2. Rivisto l'altro giorno in versione originale su SKY, il personaggio di Goslin viene chiamato "The Driver".. Ed effettivamente ha molto più senso che "Ragazzo" :P
    Comunque film meraviglioso. Sono d'accordo con Blackswan sul fatto che sia il miglior film del 2011 e Goslin si conferma essere un attore con i controcabassisi.. oltre che a essere un figo pauroso.. *_*

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  3. Io ancora non l'ho visto (come al solito) ma dalla suggestioni e paralleli che citi sembra un'opera degna di visione. Prima o poi recupererò anche questo.

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  4. Recensione perfetta di un film davvero bellissimo: la lezione di Scorsese mixata col miglior Michael Mann e col David Cronenberg di "A History of Violence".
    Tutto fantastico, colonna sonora inclusa...

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  5. Finalmente stasera l'ho visto. Film notevole e grande colonna sonora. Che ne pensate di Gosling come autista della nostra amata navetta?
    Non perderemmo mai un treno... .

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