sabato 28 gennaio 2012

Voglia di Fuori #0

La Notte porta Delirio.
Soprattutto quelle notti passate su un divano a guardare lo schermo della tv, senza sentirne la voce, col cuore in gola e il fiato corto. Con quella sensazione di claustrofobia che non ti lascia neanche quando sei ormai sotto le coperte e cerchi di scacciarla. Quando avresti invece il desiderio di prendere le chiavi della macchina e perderti su una qualche strada buia, fuggire da te, dagli altri, da tutto quello che ti circonda. Fuggire da queste città piene di perdenti per andare a trovare un posto migliore, in cui i tuoi sogni possono ancora valere qualcosa, lontano dall'arroganza, dall'ignoranza, dalla presunzione e dallo sfacelo, alla ricerca di un Te che non esiste nemmeno.
Te ne stai lì, a fissare il soffitto col respiro mozzo e senti che hai voglia di tirare il fiato, di prendere una boccata d'aria, di sfogare la tua energia. Senti di essere in una scatola e ti viene Voglia di Fuori. Senti la stretta dell'esigenza, il morso della necessità di far qualcosa, qualsiasi cosa, che sia bella, per te.
Mi piacerebbe fare un sacco di cose. Conosco un sacco di gente che mi stimola a voler far "cose". Secondo me è una gran cosa aver il dono di far venire voglia di far cose, è un ottima ragione di vita, una sorta di missione, se vogliamo. Per me le persone che ispirano una reazione hanno assolto il loro compito in quanto persone, quasi come il procreare, dovere per alcuni, missione per altri, incubo per altri ancora.
Ed ecco che mi dico che mi piacerebbe andare in montagna con Jack, con una chitarra in spalla, arrivare fino ad una piana innevata e cantare al mondo un pezzo di Vedder. Mi piacerebbe scrivere qualcosa con Firma. Mi piacerebbe viaggiare col Bro, suonare ancora con Max, organizzare una mega festa e metter sù i dischi. Mi piacerebbe avere una radio mia, suonarvi qualcosa, emozionarvi, creare...mi piacerebbe ispirarvi.
"I wanna find one face that ain't looking through me".
Tutto il giorno in una scatola. Tutti i giorni in una scatola. Tutti i giorni dentro scatole: la propria stanza, il cesso, l'auto, l'ufficio...ho voglia di Fuori, cazzo. Sentire che sapore ha e condividerlo.
Come possiamo fare?...
Che ne dite di un racconto?...
Di quelli brevi, che si leggono a 17 anni, notturni, selvaggi, divertenti, improbabili e veri. Avete presente i primissimi Brizzi e Lucarelli?...
Vorrei tenervi qui e farvi ballare tutta la notte, ma non so come. Facciamo ballare un nostro personaggio. Facciamogli vivere una di quelle notti che vivevamo noi quando si aveva 19-20 anni. Mettiamoci dentro realtà e fantasia e i pezzi che vogliamo sentire. Usciamo Fuori! Dalla trama, da ogni restrizione, dalle nostre teste e dalle nostre scatole. Abbiamo i mezzi, la fantasia, la voglia, il delirio. Creiamo, mettiamo insieme le tessere e vediamo che ne esce.
Un canovaccio da seguire: Sabato sera, il personaggio va a ballare in un locale rock con un suo amico. Finita la serata lo ritroviamo il mattino dopo. In mezzo che succede?...
Inizio io, voi mi seguite. Mi dite cosa volete che accada, io scelgo, limo e raccordo. Ad ogni puntata un brano o più come colonna sonora (da sentire, però, altrimenti non funziona!...).
Firma, so che tu avevi già fatto un tentativo simile, quando avevo iniziato a leggerti; beh, diciamo che se l'idea ti può minimamente interessare, a tua assoluta discrezione potresti prendere un pezzo della storia e svilupparlo un po' sul tuo blog per poi ripassarmelo. Si può fare un lavoro parallelo, ci passiamo la storia, che importa se c'è poca coerenza. Vediamo dove ci porta.
Non un vero racconto, niente di così pretenzioso; piuttosto uno stream of consciousness improvvisato, senza pensarci troppo, più reale del vero.
Magari potrebbe nascere una sorta di soggetto che a qualcuno piacerebbe poi disegnare (tra di noi ce ne sono con questa abilità), o magari qualcun'altro potrebbe metterci una colonna sonora originale fatta da lui o trasformarlo in dio solo sa che cosa. Usiamo un po' di talento gente, lasciatevi andare, divertiamoci, improvvisiamo, facciamo un po' di jazz insieme, jammiamo, usciamo Fuori!...
"I wanna go out tonight, I wanna find out what I got".

h.23.15
Sabato sera. Tutta la settimana ad aspettare questo momento. Tutta la settimana a rompersi le palle in quello schifo d'istituto e ad aspettare il Sabato Sera, con la sua catarsi di rock, amici e headbanging.
Vik è sdraiato sul divano, nel buio della sua stanza; gli occhi semichiusi sullo schermo del vecchio televisore che sfarfalla immagini mandate da MTV.



Tutta la settimana in una scatola e ora finalmente è giunto il momento di andare Fuori.

h.23.29
Vik s'è dato appuntamento con JJ alle 23.30, come tutti i sabati. Vik guarda distrattamente l'orologio al suo polso alzando svogliatamente la manica sinistra della sua felpa: "ancora un minuto e mi preparo".
Ma e Pa stanno quasi per andar a letto e lui sta per uscire: questa cosa li manda fuori di testa. Pa gli ha detto più volte che le cose si fanno durante il giorno, non di notte, che diavolo ci va a fare in un locale che chiude alle 4.30 del mattino?! Non è normale! Vik proprio non ne ha più voglia di parlarne, tanto tentare di spiegare è perfettamente inutile.

h.23.45
Vik viene svegliato da uno squillo sul suo cellulare: è il segnale di JJ che l'avvisa che è arrivato.
Vik si stropiccia gli occhi e gli scrive un messaggio: "il tempo di mettermi le scarpe". Poi va in bagno, si lava, prende i suoi jeans da battaglia, la felpa nera col cappuccio e le bande gialle sulle maniche e si infila le Adidas bianche. Ecco, è quasi pronto.

h.00.14
Il cellulare squilla di nuovo, stavolta JJ lo sta chiamando: "Oh, cazzo fai? Mi sto gelando il culo ad aspettarti, ti dai una mossa?"
"Che palle, arrivo!"
Vik spegne la televisione, s'infila un pacchetto di sigarette e accendino in tasca, prende qualche spicciolo e si chiude la porta alle spalle. Fuori di casa una ventata di aria fredda lo risveglia di colpo. JJ è in macchina che si sta fumando una siga, la terza in mezz'ora. I due amici si scambiano un saluto quasi indifferente: niente di personale, è solo il loro modo di salutarsi. JJ accende l'auto e i due si defilano nelle vie secondarie lasciandosi alle spalle il Mondo e addentrandosi nel Fuori. Tra 15 minuti massimo saranno al FloydRose.

h.01.02
"Ma non dovevamo girare a sinistra?..."
"No, era destra"
"Ma come cazzo è che finiamo sempre per perderci?! Sta maledetta strada la facciamo tutti i dannati sabati!..."
"Ma che ne so...sì, comunque avevi ragione, è qui a sinistra".
JJ sterza bruscamente a sinistra appendendosi con entrambe le mani al volante, improvvisamente, neanche volesse scansare un uomo disteso sull'asfalto. Una frazione di secondo dopo la macchina che li seguiva gli va a sbattere addosso, colpendo la parte posteriore destra dell'auto di JJ, che inchioda apre lo sportello e si precipita fuori dall'abitacolo stringendo tra i denti la sigaretta che stava succhiando.
Vik si porta una mano alla testa che ha sbattuto contro il finestrino del lato passeggero. Ancora deve capire cosa è successo, gira gli occhi a sinistra e vede JJ che è partito come un razzo verso l'autista incredulo che li ha appena tamponati. "Oh, cazzo..."
Il tizio ha solo il tempo di dire "Ma che ca...", che JJ gli è già addosso. Sputa la sigaretta per terra e afferra lo sventurato autista per il colletto della camicia.
"Hai scelto la serata sbagliata per venirmi addosso, coglione. Se adesso ti metti a farmi storie e mi fai perdere Jeremy ti giuro che ti lascio qua per terra vicino alla tua macchina del cazzo!"
"Chi è Jeremy?..." La voce è quella di una tipa che spunta fuori dall'auto della preda di JJ e fa per avvicinarsi ai due. Vik l'anticipa e cerca di tenerla a distanza, poi va da JJ, che con gli occhi fuori dalle orbite sta ancora tenendo per il colletto quel povero sfigato. I due non si parlano neanche, con quegli occhi JJ sa rendersi molto eloquente. "Forza, leviamoci di qui, altrimenti ti perdi Jeremy".
JJ si stacca dal tipo che subito si accascia sul cofano della sua auto.Vik posa una mano sulla spalla dell'amico e lo invita a ritornare in macchina, poi si volta verso la tizia che ancora li guarda con gli occhi sbarrati e che non ha la forza neanche di preoccuparsi di come stia il suo accompagnatore.
 "Jeremy è un pezzo dei Pearl Jam, ma mi sa che voi di ste cose non ne capite un cazzo".
JJ si accende una sigaretta e schiaccia play sull'autoradio.



"Ok, andiamo a divertirci!"

1 commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...