domenica 29 gennaio 2012

Guitar Heroes - #7: John Frusciante (Red Hot Chili Peppers)

You want it, You got it!
Ritorna la buona musica fatta dai grandi chitarristi, nella mia personale top 10. Guitar Heroes, ovvero 10 grandi della sei-corde amati e analizzati dal vostro Viktor, la storia, la tecnica, lo stile, lo strumento.

La posizione #7 ci porta direttamente ad Hollywood, Los Angeles, California; spero vi facciano piacere un po' di sole e mare in questi giorni di freddo e neve.
L'amico che vi voglio presentare è John Frusciante, noto al grande pubblico principalmente per essere il chitarrista storico dei Red Hot Chili Peppers.
Newyorkese di nascita e losangeliano d'adozione, Frusciante è uno dei chitarristi più eclettici, affascinanti e struggenti degli ultimi vent'anni.
Sin da bambino studia lo stile dei suoi idoli, tra cui spiccano Jimi Hendrix e David Gilmour, dai quali eredita il forte feeling con lo strumento che diventa una chiara estensione della sua anima tormentata, sempre alla ricerca della massima felicità e dell'espressione delle più profonde sofferenze personali.
Tecnicamente non è sicuramente inarrivabile, ma la sua capacità espressiva e il coinvolgimento emotivo che riesce ad ottenere nell'ascoltatore non temono confronti. Ascoltare la chitarra di Frusciante è come fare una seduta di psicoterapia, è come essere su un ottovolante psichedelico capace di farci raggiungere altezze vertiginose e profondità insondate.
John è un'icona grunge degli anni '90, uno di quei rarissimi diamanti neri pregiati e fragili, sempre ad un passo dalla distruzione. Secondo una sua dichiarazione la sua unica ragione di vita è la certezza della morte, morte che John ha imparato a conoscere molto bene, guardandola dritta negli occhi nelle sue otto overdose che lo colpiscono negli anni in cui si allontana dai Peppers, allora all'apice del successo, dopo le fortunate vendite di Blood Sugar Sex Magik. In questo periodo Frusciante si rinchiude nella solitudine della sua casa nella quale l'unica compagna permanente e benaccetta è l'eroina. Qui, quasi come un novello Syd Barrett, si dedicherà alla straziante ricerca di un'illusoria felicità e di un equilibrio da sempre assente nella sua vita. Suona, si droga e registra i suoi primi album solisti, a volte solo con lo scopo di racimolare qualche soldo per continuare a farsi. John è disperato, rimane coinvolto anche in un incendio che si scatena all'interno della casa nel quale bruciano le sue chitarre e dal quale si salva miracolosamente. In questo suo atteggiamento possiamo ritrovare quei tratti che accomunano i "losers" degli anni '90, tragicamente rappresentati dalla figura di un altro anti-eroe della chitarra, Kurt Cobain, al quale Frusciante assomiglia per sensibilità artistica, fragilità emotiva, capacità espressiva e tendenze autodistruttive. John però sopravvive e porta con sè la testimonianza della sua sconfitta personale che riesce a trasformare grazie alla sua musica e alla sua ricerca sonora in una catartica vittoria spirituale.
Tornato nei Peppers compone degli incredibili soundscape che donano ai brani di Californication una spiritualità mai raggiunta prima dalla band hollywoodiana. John continua il suo percorso di ricerca anche nell'album successivo, By The Way, dove sostituirà Flea quasi completamente nel processo creativo dei brani e sperimenterà molto col suo comparto effetti ottenendo forse i risultati più interessanti della sua produzione. Registra ancora un album con i Peppers e poi li lascia per la seconda volta, non ritenendoli più adatti per esprimere il suo bisogno di ricerca artistica e spirituale. I contrasti con gli altri elementi del gruppo, in particolare con Kiedis e il totale rifiuto del successo planetario e dell'interesse mediatico da parte di radio e televisioni, aveva fatto allontanare John dai Peppers durante la tournèe di BSSM, ora li lasciava di nuovo per proseguire per la sua strada: scelte incredibilmente coraggiose che rivelano l'essenza di un animo inquieto e non incline agli agi e adagi del successo, ma tendente ad una continua ricerca e sperimentazione, uniche medicine ad un cronico ed insanabile maldivivere che può trovare sfogo solo nell'espressione musicale della gioia e del dolore, della vita e della morte, dell'odio e dell'amore.
Da Jimi Hendrix Frusciante ha ereditato un tocco incredibilmente elastico, fluido e sensuale, che combina il blues al rock, il funk allo spiritual. Tecnicamente ciò che li accomuna è la composizione dei bar chord. 9 volte su 10, quando si trova ad aver a che fare con un accordo che prevede un barree, John esegue uno small barre sulle prime corde con l'indice e suona le note basse con il pollice. Questa impostazione tecnicamente "errata", o meglio, "non prevista" dalla diteggiatura standard, di fatto conferisce una maggiore capacità di movimento e estensione alle dita della mano sinistra; John può così ottenere dei legati e dei fill che impreziosiscono l'esecuzione del semplice accordo e donano maggior movimento ritmico alla composizione, grazie anche ad un sapiente uso dello stoppato, del muting eseguito con il taglio della mano destra e all'effetto percussivo dato al plettro sulle corde, tipico del funky. A questo proposito si ascoltino l'intro e la strofa di Under The Bridge, particolarmente esplicativi per questa tecnica.
Anche interessante l'altra alternativa adottata da John per eseguire i bar chord: i two-note chord, ossia l'esecuzione di un accordo suonandone solo due note, la bassa, con l'indice e l'alta con l'anulare. Così facendo si crea un effetto "distanza" tra le due note suonate, non legate insieme dalle altre che solitamente compongono l'accordo e che invece qui non vengono toccate. Questa distanza crea una sensazione di spazio melodico molto usato nelle ritmiche di Californication, ad esempio.
Il concetto di spazio, dinamica e volocità sono alla base della concezione musicale e dello stile di Frusciante, sempre teso a sviluppare nuovi e interessanti metodi per "piegare la materia della realtà", come da lui stesso dichiarato. Più importante per il musicista è l'interazione con la parte ritmica di un brano, quindi col basso e la batteria, più che avere a disposizione una tela bianca sul quale dare sfogo al proprio ego chitarristico. Eseguire assoli cambiando costantemente le dinamiche tra volume e volocità rendono Frusciante un chitarrista mutevole e imprevedibile.
Per quanto riguarda il suo comparto effetti l'influenza di un chitarrista come Gilmour, già a sua volta influenzato da Hendrix, si fa parecchio sentire. John usa una quantità considerevole di stomp boxes usati anche dal musicista inglese, come il Digitech Whammy, l'Electro-Harmonix Big Muff e l'Electro-Harmonix Electric Mistress, ai quali affianca un'interessantissima collezione di modulatori di segnale come il POG e numerosi filtri Moog, mentre per quanto riguarda la sua unità delay John si affida alla Line6.
Fondamentalmente Frusciante può essere annoverato tra i fenderisti, nonostante utilizzi anche chitarre come Les Paul Custom della Gibson o l'iconica Gretsch White Falcon, soprattutto per pezzi lenti come la già citata Californication. Lo strumento preferito di John è una Fender Stratocaster Sunburst del '62 (gliela potete vedere imbracciare nella foto) alla quale affianca altre Fender degli anni '50-'60 di svariati modelli, colori e finiture, Telecaster, Jaguar o Mustang.

L'incredibile comparto effetti usato da John durante i live del 2006.

Ladies and Gentlemen, John Frusciante live con i Red Hot Chili Peppers, in una magnifica versione di Don't Forget Me:

2 commenti:

  1. Finalmente è tornato GH!

    John Frusciante è un'altra sorpresa per me. Ammetto che negli anni '90 i miei punti di riferimento erano altri, e noi ragazzini malati di thrash e prog lo consideravamo uno "scarso", perché non faceva quegli assoli funambolici che erano considerati la cifra del vero chitarrista. Poi ho iniziato a capire che quelle ritmiche non sono affatto semplici, che sono l'espressione di una tecnica lontana da quella standard, ma non facile da padroneggiare. E che Frusciante, che tra l'altro all'epoca di BSSM era giovanissimo, è uno che fa cantare la chitarra divinamente!

    Però devo ammettere anche che non sono mai riuscito ad appassionarmi agli album da Californication in avanti. A quegli album manca qualcosa; forse si tratta proprio del contributo di Flea, della folle vena funky che fa di BSSM un capolavoro. Invece amo molto One Hot Minute dove Frusciante non c'è... Molto del merito di quel disco va proprio a chi lo aveva rimpiazzato, ovvero Dave Navarro, che col suo stile, così diverso da quello di Frusciante, ha contribuito a quello che considero uno degli album più originali dei Peppers. Io ho sempre pensato che è un peccato che sia rimasto nella band così poco tempo...

    RispondiElimina
  2. Complimenti per la tecnica esplicativa delle variazioni alla chitarra di Frusciante . Io non avrei senza alcun dubbio , saputo spiegarle, e men che meno cosi' bene. A mio avviso un dura perdita per gli RHCP , si può dedurre anche dall'ultimo lavoro. Indubbiamente John è una persona , in tutti i sensi , fuori dalle righe musicali!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...