giovedì 22 settembre 2011

Pearl Jam Twenty

Belle emozioni l'altro ieri sera al cinema durante la visione di Pearl Jam Twenty.
Il documentario di Cameron Crowe ripercorre la carriera ventennale del gruppo grunge attraverso materiale d'archivio, interviste nuove e vecchie ai membri della band, spezzoni di spettacoli live e televisivi.
Si parte dalla scena alternativa di Seattle nel 1989, con i Mother Love Bone di Andy Wood fino ad arrivare ai giorni nostri passando per i Temple Of The Dog la battaglia contro la Ticketmaster e la tragedia di Roskilde.
Molto interessanti i video d'archivio,  le testimonianze di chi ha vissuto tutte le fasi del gruppo e di chi in quei giorni c'era, magari non apprezzando da subito Vedder e compagni, come accadeva per un certo Kobain, a cui si chiede di dare un giudizio sui suoi concittadini "rivali"...
Quel che colpisce, è che, forse per la loro natura atipica di gruppo grunge, i PJ abbiano tenuto duro fino ad oggi e continuino a sfornare album di alto livello, e che soprattutto, nell'arco di questi venti anni non abbiano dovuto seppellire nessun membro della band: altrettanto fortunati non son stati compagni come gli Alice In Chains, i Nirvana stessi, gli Smashing Pumpkins o gli amici Red Hot Chili Peppers, solo per citarne alcuni. Per come la vedo io i PJ hanno in loro una forza vitale per certi versi aliena a quasi tutti gli altri gruppi alternativi. Pur trattando temi quali la solitudine, la depressione, il suicidio, l'abuso, l'emarginazione e l'ingiustizia, il loro punto di vista non è quello di chi patisce queste condizioni negative passivamente, in loro c'è sempre la voglia di riscatto, di andare avanti, di mettersi in gioco e affrontare a viso aperto le avversità di un mondo difficile di certo non solo per gli adolescenti. Questa carica, questa forza, questa rabbia e volontà di resistenza, hanno tenuto in vita tutti i membri dei PJ, che nel documentario ancora si commuovono a ricordare i loro esordi, quasi non capacitandosi di come abbiano fatto a raggiungere il livello a cui sono ora.
è sempre un piacere ascoltare al cinema buona musica, ti mette una bella dose d'energia addosso e d è quasi impossibile non mettersi a cantare nei pezzi più coinvolgenti; peccato che l'unico brano che si possa sentire integralmente su tutta la durata del documentario sia la sola Alive...
Comunque, bello il documentario, bravo Crowe, grande musica, grandi i PJ, ma a me rimane la sensazione di esser stato preso per il culo, non per  quel che ho visto, ma per quel che ho pagato: 10€!
Se tralasciamo il fatto che ero andato anche con la convinzione di vedere Lynch intervistare il gruppo, come sembra anticipare il trailer e invece di Lynch neanche l'ombra, rimane il fatto che 10€ per uno spettacolo cinematografico, di qualsiasi natura questo sia, rimangono un furto legalizzato punto e basta!
Ho capito che era un'esclusiva di una maledetta catena di sale cinematografiche e che la proiezione era limitata alla sola serata del 20 in contemporanea mondiale, ma 10€!...
Alla fine degli anni '60 si boicottavano concerti di gruppi del livello dei Led Zeppelin a suon di lanci di bottiglie, non perchè il costo del biglietto fosse troppo elevato, ma semplicemente perchè c'era un biglietto da pagare!... Non dico di arrivare a quei livelli, non son mai stato dell'idea che l'arte debba essere gratis, ma trovo ridicolo che anche su questo fronte siamo vittime di un sistema che da un lato opera tagli fuorilegge a danno della cultura e dall'altro legittima i distributori e i gestori di locali cinematografici ad alzare arbitrariamente i prezzi senza un minimo di regolamentazione, tanto che ora andare al cinema sta diventando un investimento. Tra l'altro non facilita neanche la netta spaccatura che c'è tra cinema autoriale, ormai imbalsamanto nei festival e lontano dai circuiti di maggior distribuzione, e il cinema di fruizione di massa: son due lingue diverse che hanno smesso di parlarsi a danno dello spettatore che o si fa 20 km per vedere un film che non sia un prodotto esclusivo per i ragazzini di dodici anni o si ritrova davanti ad un multisala di 14 sale, dove 13 sono adibite alla proiezione di film della Marvel....vabbè, questa è un'altra storia, comunque ricordate, il 25 Ottobre esce Pearl Jam Twenty su dvd: consigliato caldamente a chi quei 10€ non ha voluto spenderli!...

3 commenti:

  1. Che ovviamente costerà ben più di 10 euro :)

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  2. Ovviamente, caro Firma, ma se non altro ti rimane! Io non sto certo giustificando i prezzi dell'homevideo, anche là ci sarebbe da far un bel discorsetto, ma quanto meno dopo un po' i prezzi dei dvd scendono, anche se non tutti, invece non ho ancora visto un film in "nice price"! La tendenza del costo del biglietto del cinema è quella di salire e sembra non ci sia nessuno in grado di porre un limite a questa scalata. Boicottare sembra essere l'unica strada, se non vogliamo parlare di download: è il cane che si morde la coda e ad essere sinceri io non ho intenzione di rinunciare al cinema, per me rimane un' esperienza unica, come mangiare la pizza, se vuoi; due prodotti "pop" per eccellenza che dovrebbero costare pochissimi euro e che invece son quasi dei beni di lusso. Allora W il McDonald's e i film scaricati?...La mia unica consolazione è che ormai da anni non c'è più nulla per cui valga la pena di andare al cinema più di un paio di volte l'anno!...

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  3. Io continuo a essere dell'idea che dovevamo chiedere 5euri indietro per il fatto che Lynch era solo nominato nel film e non ne faceva parte...
    Insomma, a parte l'amaro in bocca per essere stata presa per il naso dal trailer, io sono rimasta col dubbio...cosa avrà risposto Eddie alla sua domanda?!?!?!?
    Speriamo che ci sia qualcosa nei contenuti speciali del DVD...

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