sabato 4 dicembre 2010

The Best of The Boss (?)

Firma mi invita a nozze. Parlare del Boss, scegliere 3 suoi dischi argomentando e motivando la mia scelta contestualizzandola all'interno della sua opera; questo  per dar modo a chi come lui non ha mai approfondito il lavoro di Springsteen di conoscerlo meglio. Ho più volte scritto e detto in modi, luoghi e tempi diversi fiumi di parole su questo artista, suscitando risultati diversi e contrastanti, com'è normale che sia. Ora, è una gran tentazione per me prendere in considerazione l'idea di sbrodolarvi addosso tutto ciò che so su Springsteen e la sua musica, con la speranza di trasmettervi anche solo una millesima parte dell'amore che io nutro per quest'uomo e ciò che canta, ma servirebbe davvero troppo tempo e spazio da portar via a questo blog, che son contento, non è visitato solo da springsteeniani incalliti; finirei quindi probabilmente per tediare a morte i non appassionati. Tuttavia io già spesso porto su queste pagine Bruce e la sua musica, un poco alla volta per non stufare e ricordo che senza di lui RN non esisterebbe, poichè ne è il fulcro e tutto ciò che scrivo trae spunto principalmente dalla mia passione per i suoi testi.
Cercherò quindi di attenermi alla semplice richiesta di Firma: solo 3 album.

Inizio usando le stesse parole di Bruce: "Parlare di musica è come parlare di sesso: lo si può descrivere? Va descritto? E' meglio farlo!...
Vediamo cosa succede..."


Live in New York City (2001) 
Celebre è la frase "Nel mondo ci sono solo due tipi di persone: quelle che adorano Bruce Springsteen e quelle che non l'hanno mai visto in concerto".
Ed è vero, un live della E Street Band è una cosa che può cambiarti la vita o la percezione del reale!
Quindi, se fate parte di quel gruppo di persone che ancora non hanno visto il Boss dal vivo, procuratevi al meno quest'album!
Il disco raccoglie brani tratti da due serate dell'estate 2000 al Madison Square Garden, durante quello che è definito il "Reunion Tour": era dai tempi di Born in the U.S.A. che la band non suonava insieme per un tour mondiale, ed eran passati 15 anni.
In questo disco trovate tutta l'energia del più grande gruppo rock di sempre che suona in  uno stato di grazia tutti i suoi più grandi classici più due splendidi inediti e qualche altra chicca presente solo su raccolte.
Un anno dopo, il mondo sarebbe cambiato per sempre.
Ve lo consiglio se voltete conoscere il suono e la potenza della E Street Band e rendervi conto di cosa possa fare Bruce dal vivo. Meglio ancora se vi procurate il dvd! Più lungo e da infarto. Se vi è piaciuto il disco, vedere com'è suonato vi farà saltare sul vostro divano e spazzerà ogni dubbio dalla vostra mente: il Rock è il più travolgente e catartico genere musicale che sia mai stato concepito e Springsteen è il Rock!
Per avere un quadro ancora più ampio di cosa sappia fare il Boss coi suoi ragazzi dal vivo, forse sarebbe ancora meglio il Live 1975-1985 testimonianza anche dei live più vecchi e più ricco di pezzi (è un triplo), ma secondo me lo si gusta meglio una volta che si è già presa una certa confidenza coi brani.


Born To Run (1975)
Ora che siamo rimasti a bocca aperta ascoltando il live e ancora increduli di quello che le nostre orecchie han trasmesso al nostro cervello e il nostro cervello ai piedi, addentriamoci un pò meglio nell'opera springsteeniana cercando anche solo di evidenziare quelle che sono le tematiche della sua poetica di quei giorni in cui da semplice ragazzo del New Jersey è diventato il "futuro del Rock".
L'intera opera di Bruce può essere vista come il tentativo di creare un grande romanzo che entrasse a far parte della letteratura americana.
I suoi dischi, pur non essendo dei concept in senso stretto, hanno delle tematiche di fondo ben evidenziabili e son tra loro in qualche modo legati come capitoli di uno stesso lungo romanzo.
Born To Run è il terzo disco di Springsteen, che nei due precedenti si era dannato per creare un suo personale linguaggio torrenziale che l'aiutasse a descrivere i personaggi che popolavano il Boardwalk di Asbury Park, le gite in macchina, le ragazze ispaniche del Jersey Side, le puttane, i magnaccia e gli spacciatori della vicina New York. In questo terzo disco, stanco di essere considerato (a torto) "il nuovo Dylan", Bruce cambia le carte in tavola: le storie si semplificano, maturano, il linguaggio si riduce all'essenziale, i messaggi si fanno più chiari, la musica più dura. Sono finti i giorni della vita da Boardwalk, le scappatelle al lago con un paio di amici e rispettive donzelle e una bottiglia di vino; Madam Marie, la cartomante di Asbury Park, ha visto qualcosa di grande nel futuro di questo ragazzo, ma deve andarsene da lì.
Thunder Road: inizia Born To Run.
Da molti e per molto tempo considerata il capolavoro di Bruce, è una canzone chiave per comprenderne la poetica.
Springsteen spiega: "Born To Run è come se fosse il racconto di una giornata e Thunder Road ne rappresenta l'alba; la sua introduzione è un invito a qualcosa..."
Il protagonista del brano capisce che deve andarsene dalla sua città, è la sua ultima occasione, deve cercare il suo futuro, la sua "Terra Promessa" che lo sta aspettando all'orizzonte, ma è un viaggio che non vuol fare da solo: passa da casa della sua Mary e le chiede di lasciarsi il passato e i sogni infranti alle spalle, montare sulla sua macchina e andarsene via con lui. è una città di perdenti e lui sta andandosene via per vincere!
Tenth Avenue Freeze-Out: il senso dell'impotenza, della staticità, dell'essere invisibili e fuori posto svanisce nel nulla quando Bad Scooter (Bruce Springsteen, stesse iniziali) e Big Man (Clarence Clemons, il sassofonista sulla copertina del disco) si incontrano e decidono di scuotere il mondo con la loro band (la E Street Band).
Night: ti alzi tutti i giorni al suono della sveglia, arrivi tardi a lavoro e il tirapiedi del capo ti fa passare le pene dell'inferno, ma ti lasci tutto alle spalle quando arriva la notte, chiudi a chiave la porta di casa, accendi le luci della macchina e ti ritrovi sul circuito insieme ad altri corridori notturni, immerso nei tuoi sogni, negli occhi l'immagine di una ragazza così bella che ti fa perdere la testa tra le stelle...
Backstreets: la delusione, la rabbia e la tristezza che derivano dalla fine di un'amicizia con una persona con la quale hai condiviso dolore e gioia, sogni e realtà.
Born To Run: probabilmente la canzone rock più bella di sempre, la più significativa, la più liberatoria; non una canzone, ma un intero manifesto generazionale trasversale, sempre valido, sempre attuale, sempre sincero.
Questo brano è con Thunder Road alla base del messaggio del disco: la voglia di fuggire alla ricerca di qualche cosa di indefinito, la propria felicità, il proprio futuro, la propria collocazione nel mondo, se stessi....
La batteria che apre la canzone è un rombo di motore di una macchina che ci sfreccia a tutta velocità nella testa e ci dice di muoverci, di darci da fare, di accendere il motore e andarcene da questo postaccio di sfigati: deve esserci qualcosa di meglio all'orizzonte. "L'amore è vero?", si chiede il protagonista del brano e lo chiede alla propria donna, con cui sta scappando in una folle corsa verso un posto che gli possa donare un pò di felicità, "ma fino ad allora, piccola siamo nati per correre!"...
è un brano pieno di domande, si sente l'esigenza di trovare delle risposte, si cercano delle certezze: il poter sapere di non essere soli, l'avere un compagno di viaggio, l'amore vero, la felicità, la libertà...si cerca la vita.
Nel '75 Bruce era un ragazzo di 24 anni e si poneva delle grosse domande dalle quali pretendeva delle grosse risposte. In Thunder Road c'è una frase che fa riferimento alla paura di non essere più tanto giovani; Bruce, molto tempo dopo, spiegherà: "Dopo il Vietnam nessuno era più giovane, anche se aveva 24 anni".
Immaginate la carica propulsiva e dirompente che doveva avere un pezzo come Born To Run nella metà degli anni '70, quando il punk doveva ancora nascere e i giovani erano usciti dalla "nebbia viola" degli anni '60 per ritrovarsi senza sogni nei '70, con la disco music che sembrava essere l'unica evoluzione musicale possibile.
Bruce già allora sembrava urlare "Is there anybody alive out there?"...
She's The One: non si viaggia da soli, ma in due, ed è Lei ad essere al tuo fianco!
Meeting Across The River: uno Springsteen che ricorda molto Tom Waits liricamente in questo pezzo in cui incominciano a delinearsi le tematiche di tante storie disperate che saranno alla base del lavoro futuro del Boss: difficoltà economiche che portano alla fine di un rapporto d'amore e alla volontà di riscatto non sempre percorrendo la strada della legalità, ma andandosi a cacciare in situazioni in cui si devono fare dei "favori" che possono costarti la vita.
Jungleland: un' intera vicenda alla West Side Story, un'intera opera, un'intera città che si spalanca davanti ai nostri occhi in questo capolavoro che contiene uno degli assoli di sax più belli che si siano mai sentiti, per poi chiudersi tristemente sulla figura di Magic Rat, il protagonista del brano che scappava in auto sulla New Jersey Turnpike accompagnato dalla sua ragazza scalza e inseguito dalla polizia e che finisce ucciso dal suo stesso sogno, in un tunnell alla periferia della città; immagine presaga del cupo risveglio di Bruce che avverrà nell'album successivo.


Darkness On the Edge Of Town (1978)
Il sogno è finito.
Bruce è sì deventato una rock star di fama mondiale, ma ha imparato diverse cose durante il suo viaggio: i protagonisti di Thunder Road e Born To Run son finiti male. Non c'è niente all'orizzonte, se non il tuo stesso destino che ti aspetta nel buio ai margini della città.
Non ha importanza quanto corri e quanta strada fai: non puoi scappare da te stesso e non c'è nessuna Terra Promessa, solo postacci in cui il mondo ti fa sputare sangue e ti ricaccia la testa nel fango se tenti di alzarla.
Il vero eroe, in questo disco dai toni crepuscolari, non è più il ragazzo che intraprende una fuga romantica verso la libertà, ma è l'adulto, molte volte sconfitto dalla vita, che comunque tiene duro e cerca di vivere a testa alta, anche se il mai sopito desiderio di riscatto, a volte riaffiora facendogli tornare in mente quella promessa di libertà non mantenuta.
Il capolavoro di questo disco è sicuramente "Badlands", la canzone che apre Darkness con una rabbiosa rullata di batteria e la prima strofa che chiarisce gli intenti e spazza via ogni barlume di felicità che ci era rimasta attaccata da Born To Run: "Luci spente stanotte". è il buio della sconfitta che dobbiamo affrontare, la nostra prova del fuoco: saremo in grado di reggere?...
Badlands ha un testo troppo bello, importante e delicato perchè ve ne parli qua in poche righe: sarà oggetto di analisi prossimamente.
Non meno bello, anzi, a mio parere è quanto di più bello Springsteen abbia scritto, è il testo di The Promise, canzone registrata durante le sessions di Darkness, eseguita durante il relativo tour, ma rimasta inedita fino al '99! Questa è una delle storie interessanti delle composizioni del Boss. Un capolavoro assoluto mai pubblicato ufficialmente se non dopo più di 20 anni.
Lo scorso 16 Novembre, come già vi accennavo qua, The Promise ha finalmente trovato la sua giusta collocazione.
è con The Promise che vi lascio. Il pezzo racchiude in sè tutto il senso di Darkness On the Edge Of Town e va letto, alla luce di quanto vi ho spiegato prima, come continuazione di Thunder Road.
Se non verserete neanche una lacrima dopo averne letto il testo, significa che in voi c'è qualcosa che non va.

Spero di non avervi annoiato, di avervi tenuto compagnia e di aver suscitato in voi un pò d'interesse e curoisità a saperne di più: sappiate che questo è solo l'inizio del viaggio; ci ritorneremo, è una Promessa...


Johnny lavora in una fabbrica e Billy lavora in centro
Terry lavora in un gruppo rock and roll
In cerca di quel suono da un milione di dollari
Io ho un lavoretto giù a Darlington
Ma certe sere non ci vado
Certe sere me ne vado al drive-in, o certe sere me ne sto a casa
Ho inseguito quel sogno proprio come fanno quei ragazzi sullo schermo
E guido una Challenger giù per la Statale 9 attraverso strade senza uscita e tutti i posti malfamati
E quando la promessa è stata infranta ho incassato qualcuno dei miei sogni

Allora, mi sono costruito quella Challenger con le mie mani
Ma avevo bisogno di soldi e così l’ho venduta
Avevo un segreto che avrei dovuto tenere per me
Ma mi sono ubriacato una notte e l’ho rivelato
Per tutta la vita ho combattuto questa battaglia
La battaglia che nessun uomo potrà mai vincere
Ogni giorno diventa più duro vivere
Questo sogno in cui credo
Thunder Road, oh piccola avevi così ragione
Thunder Road, c’è qualcosa che muore sull’autostrada stanotte

Ho vinto forte una volta e me ne sono andato sulla costa
Ma in qualche modo l’ho pagata cara
Dentro mi sentivo come se portassi le anime spezzate
Di tutti gli altri che avevano perso
Quando la promessa viene infranta continui a vivere
Ma qualcosa ti viene rubata dal profondo dell’anima
Come quando la verità viene rivelata e non fa alcuna differenza
Qualcosa nel tuo cuore si raffredda
Ho inseguito quel sogno attraverso le pianure del sud-ovest
Che vanno a morire in bar da quattro soldi
E quando la promessa è stata infranta ero lontano da casa
Dormivo sul sedile posteriore di un’auto noleggiata
Thunder Road, per gli amanti perduti e tutti i progetti fissati
Thunder Road, per le gomme che sfrecciano nella pioggia
Thunder Road, io e Billy dicevamo sempre
Thunder Road, avremmo preso tutto per poi gettarlo via


Ps: indovinate un po' che macchina è quella della foto del mio profilo...

1 commento:

  1. Grazie per questo post, esauriente come al solito.
    Che dire, appena riuscirò a ritagliarmi del tempo cercherò di seguire con attenzione i tuoi consigli e vedere cosa succede. Se l'alchimia parte...
    Bello il testo riportato, soprattutto perchè ben si addice all'umore del periodo.
    La continua disillusione...

    Grazie ancora.

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