sabato 21 agosto 2010

Quella cena che non va giù

La scorsa settimana sono andato in un pub col Blood Brother e il Capitano; appena finito di mangiare ho accusato una certa pesantezza e un senso di nausea che non mi han fatto godere pienamente del resto della serata. Quella notte ho avuto difficoltà a prender sonno e son rimasto un po' disturbato anche nei giorni seguenti. In un primo momento ho dato la colpa a quanto avevo mangiato al pub, ma successivamente, pensandoci bene, mi son reso conto che quel che non avevo digerito eran le cose che ci eravamo detti a tavola.
Di cosa sto parlando? Beh, di musica, naturalmente, difficilmente su RN troverete la ricetta della torta della nonna o della pasta con gli scampi...
Capitano, non me ne voglia troppo, sa quanto la stimi e la ammiri, ma secondo me in quella discussione ha proprio sbagliato rotta: lasci che mi beva questo post al bicarbonato per digerire meglio quanto si è detto. Ovviamente, s'intenda, queste speculazioni hanno il solo scopo di togliermi quel senso di pesantezza che provo sullo stomaco e vanno ascritte al mero campo della divagazione sui gusti musicali e niente hanno a che fare col mio rapporto col Brother o col Capitano, che son certo capiranno il mio tono ironico: amici siamo e amici restiamo! Però porca....

Allora, il tema centrale è quello della musica dei Pink Floyd, più precisamente del periodo di Gilmour, tema che porta con sè delle considerazioni su altri importanti elementi, quali i gusti musicali personali e il rispetto di quelli degli altri, la comprensione di un'opera e l'atteggiamento da tenere di fronte ad essa etc, etc, etc.
Quando si parla di Pink Floyd, notoriamente si ha a che fare con due macro categorie, se si esclude una distinzione ancora più ampia, tra chi li conosce e chi ne ignora l'esistenza: le due grandi categorie sono chi li ama e chi non li sopporta, non ci sono vie di mezzo. Concentriamoci ora sulla prima delle due macro categorie, che ha al suo interno quattro suddivisioni, tre delle quali molto famose, e una più nebulosa:
Categoria 1: comprende tutti coloro che sostengono che i Pink Floyd siano morti con l'allontanamento di Syd Barrett, quindi dopo aver inciso un album, o poco più. Son coloro che hanno nella loro raccolta personale di dischi solo (rigorosamente) il vinile di Piper at the Gates of Dawn che considerano manifesto della psichedelia, nonchè unico album dei Pink degno d'esser ascoltato; sul successivo, in cui Gilmour sostituisce quasi totalmente Barrett già partito per un viaggio senza ritorno, storcono già il naso.
Categoria 2: comprende tutti coloro che sostengono che i Pink Floyd siano morti con l'(auto)allontanamento di Roger Waters, quindi dopo aver inciso The Final Cut, ultima opera della mente geniale del bassista, unico vero fautore del successo dei Pink a cui va la riconoscenza per i capolavori firmati dal gruppo.
Categoria 3: comprende tutti coloro che sostengono che i Pink Floyd siano quelli cappeggiati da David Gilmour, quelli dei concerti faraonici tutti laser, mega schermi e aerei che esplodono sulle tribune di stadi debordanti di spettatori affascinati forse più dall'aspetto visivo che da quello sonoro, o che comunque si approcciano con facilità a brani dello stampo di Learning to Fly, ma che all'ascolto di un pezzo come A Saucerful of Secrets provano vertigini, nausea, mal di pancia e talvolta convulsioni, insomma, quelli che "...Umma Gumma?!...No!...trooooppo pesante!...".
Categoria 4: comprende tutti coloro che sostengono che i Pink Floyd non siano mai morti, almeno ufficialmente, che siano un gruppo unico nel loro genere, che ha attraversato delle fasi molto distinte nella sua storia, caratterizzate principalmente dalla personalità di chi di volta in volta ne era "leader creativo" e che nell'arco di quasi 45 anni di storia, e son tanti, sia rimasto sempre fedele ad una certa poetica e ad una linea di pensiero che ha semplicemenete subito una logica e fisiologica evoluzione in un arco di tempo così lungo, scendendo a molti meno compromessi rispetto a quanto fatto da altre band storiche che per adattarsi ai tempi han cambiato così tanto e tante volte pelle da essere ormai dei Frankenstein della musica.
Chi appartiene come me a quest'ultima, più sparuta categoria, ama i Floyd in tutte le sue fasi ed evita di generalizzare, cadere in facili luoghi comuni, o, peggio ancora, fare paragoni che non stanno nè in cielo nè in terra.

Quel che non son riuscito a digerire son stati discorsi del tipo "Gilmour è solo un coglione e la sua musica mi fa cagare"; "The Wall e The Final Cut non valgon nulla perchè non son più i Pink Floyd, ma son solo le prime opere soliste di un Waters ormai scollegato dal resto del gruppo"; "Vuoi mettere a confronto un album come The Division Bell con Atom Heart Mother?!"; "I Pink Floyd di Gilmour son commerciali", etc, etc, etc.
Premetto che i gusti son gusti e non si può cambiare ciò che una persona pensa, ma se non altro la si può far riflettere quando spara stronzate Astronomy-che.
Il Capitano sosteneva di amare i Pink, ma di non riuscire ad ascoltare Gilmour. A me questo suona tanto come un ossimoro: cosa ha reso grandi i Pink? La follia di Syd? La paranoia di Waters? La malinconia e la magia di Glimour? Le tastiere di Rick? La compostezza di Mason?...Tutte queste cose insieme!
Prese singolarmente, queste persone, hanno un qualche valore artistico? Assolutamente sì. Paragonabile a quello raggiunto con la loro coesione nei Pink? Assolutamente no.
Ora, se si pensa a dischi come Wish You Were Here, Dark Side of the Moon, More o Meddle, universalmente riconosciuti come capolavori dagli appartenenti di tutt' e quattro le categorie di cui sopra, qual'è la cosa che viene immediatamente in mente? Il basso di Waters o le tastiere e chitarre di Rick e David?
Inutile rispondiate, conosco già la risposta. Si ritorna quindi al discorso di prima: questi sono musiciscti dall'immenso talento artistico, come si può dunque sostenere che la musica di Gilmour, così fondamentale per l'esistenza dei Floyd, faccia cagare? Magari può non piacere la sua evoluzione dagli anni '70 ai '90, ma davvero può far cagare? Perchè si tributa così tanta riconoscenza a Barrett, che se non fosse stato allontanato dagli altri i Floyd non sarebbero mai usciti dal circolo dei frequentatori dell'UFO e si è invece così pronti a dire che Gilmour senza Waters non vale nulla?
Diamo a Cesare quel che è di Cesare e cerchiamo di spogliarci dell'arroganza che troppo spesso ci fa essere dei pessimi critici musicali: a livello di testi, Gilmour ha sempre ammesso di aver delle difficoltà enormi; benissimo, per questo c'era Waters, Dave cantava e suonava un pezzo di legno con sei corde di metallo che nelle sue mani diventavano l'arpa dell'Arcangelo Gabriele! Facciamo uno più uno? Waters al 100% + Gilmour al 100% = Dark Side of the Moon. è una formula vera quanto quella della relatività, è un teorema, ma è stato anche un attimo irripetibile: da lì in poi i valori non son più stati stabili e i conti hanno cominciato a non tornare. Poco male, la stragrande maggioranza delle band esistenti quei livelli non può neanche permettersi di sognarli! è quindi normale una flessione, ma The Wall e The Final Cut, per quanto poco Floydiani sono le cose più belle che Waters abbia scritto e gli assoli di David son da antologia!
In buona sostanza, se si parla di gusti personali ci sta il fatto che ad un ascoltatore possa piacere di più If di High Hopes, ma obbiettivamente, non si può dire che Waters o Gilmour faccian cagare, a meno che non si rientri nella seconda delle macro categorie escluse a priori da questa divagazione!

"Vuoi mettere a confronto un album come The Division Bell con Atom Heart Mother?!": non ci penso neanche, ma solo perchè non ha un minimo di senso, non di certo per la loro valenza artistica, o per la volontà programmatica alla loro base, molto più presente e radicata nel primo, più confusa, nebulosa e incerta (anche a detta degli stessi Pink che non sapevano bene dove stessero andando a parare) nel secondo e dicasi lo stesso per Umma Gumma, un disco che per quanto sia mitico ha avuto un parto a dir poco travagliato, proprio per la mancanza di un'idea solida alla base che lo sostenesse.
Per me son tutte facce dello stesso prisma, per quanto appaiano diverse. è ovvio che contestualizzando l'opera (e andrebbe sempre fatto), Piper, Umma Gumma e Atom Heart Mother, siano dei tasselli ben più mitici e mitizzati di The Division Bell, ma è anche vero che i critici di quest' ultimo album son le persone che irrazionalmente non ammettono una logica progressione all'interno del percorso del proprio gruppo preferito, che pur rimane fedele alla sua poetica di base. Son persone che vorrebbero cristallizzare il tempo e impedire il naturale progredire di un arte che ha bisogno di evolversi e cambiare. Ti piace più la sperimentazione? Ok, ma guarda che ciò che scrive Gilmour non è che possa essere classificato come inutile merda solo perchè meno sperimentale di quanto facesse Barrett o tentasse di inventarsi Waters, prima di capire che doveva puntare sulle sue abiità liriche (in senso di testi!).
"I Pink Floyd di Gilmour son commerciali": beh, detto da gente che ha visto gli U2 undici volte fa sorridere! Chi è che ha scritto un disco intitolato proprio "POP"?!..no, no, non rispondete, so già anche questa! E poi basta con sto discorso sul commerciale! Quale pensate fosse il desiderio di Barrett mentre incideva Interstellar Overdrive? Diventare architetto o una rock star? E indovinate un po' che bisogna fare per diventare una rock star? Eh gia, si deve vendere! Non per questo i Pink si son svenduti, che è una cosa diversa, The Division Bell è uscito dopo un periodo di stasi decisamente considerevole, ed è un album magnifico, sincero, pulito, con un suono che ha del miracoloso e tutta la voglia genuina di tre vecchi amici, già ampiamente ricchi, di rifare grande musica insieme e di dar lustro a quel nome che avevan contribuito loro stessi ad infangare con infinite beghe legali sulla proprietà del marchio Pink Floyd.
Diamo un'occhiata veloce alla tracklist:
Cluster One: intro strumentale caro alla tradizione dei Floyd
What Do You Want From Me: un pezzo tutt'altro che scontato in cui Gilmour si interroga sulla sua situazione matrimoniale oramai alla deriva
Poles Apart: un ulteriore, struggente omaggio all'amicizia che legava David e Syd. L'arrangiamento musicale mette i brividi, con Gilmour che suona la chitarra accordata in Re sus4 aperto!
Marooned: uno degli strumentali più belli di Gilmour, forse il migliore in assoluto, suonato col Whammy
A Great Day For Freedom: brano sulla caduta del regime comunista in Europa, che troverà la sua collocazione più consona nel Live in Gdansk
Wearing The Inside Out: il commovente ritorno di Rick a membro ufficiale della band
Take it Back: unica furberia del disco, evidente saccheggio agli U2, ma molto coinvolgente
Coming Back to Life: storica parte di chitarra
Keep Talking: canzone sull'importanza della comunicazione dalle soluzioni sonore innovative e da un interessantissimo uso del talk box
Lost For Words: la definitiva (fino al Live8) rottura con Waters, dopo un tentativo di riavvicinamento fatto da Gilmour e finito con un insulto spedito via lettera dal bassista
High Hopes: una commosa e nostalgica riflessione sull' ineluttabile passaggio del tempo
Vi sembrano questi temi commerciali o "pop"? A me no!
Trovo da questo punto di vista che A Momentry Lapes of Reason sia molto più attaccabile: lì Gilmour ha fatto il codardo e ha approfittatto del marchio Pink Floyd per far uscire un prodotto, che per quanto mostri degli spunti interessanti è lontano anni luce dal resto della produzione della band e ha come unico scopo quello di far vedere al mondo che il gruppo era ancora vivo e a Waters che non avevan bisogno di lui per esistere...potevano risparmiarselo, ma tutti sappiamo come sono andate le cose in quegli anni e di come i Floyd abbian passato più tempo nelle aulee di tribunale che in studio di registrazione.
The Division Bell è stato per certi versi un ritorno al classicismo, chiaramente rivisitato, dato il passare del tempo, e alla sincerità nei confronti dei fan.
Ancora più meritevole di ammirazione, attenzione e di un ascolto accurato è invece On An Island, terza opera solista di Gilmour, a mio parere capolavoro assoluto e testimonianza di alcuni dei punti più alti dell'arte del chitarrista ancora in piena forma e capace, se pur con l'aiuto della moglie e di amici per quanto riguarda la stesura dei testi, così i maligni avranno di che ridere, di regalare pura magia ed emozioni, questa volta senza bisogno di tour oceanici e delle mega produzioni degli anni '90; anche se i più attenti e maliziosi, e mi ci metto in mezzo, faran notare come, forse per leggi di mercato, tutti i suoi prodotti, come cd, dvd e merchandise ufficiale sian marchiati ancora "David Gilmour, the Voice and Guitar of Pink Floyd"...forse per quelli sprovveduti che si fossero sintonizzati sul pianeta Terra solo adesso con 45 anni di ritardo, ma questa è davvero un' altra faccenda; il talento musicale di Gilmour non si discute e contitnuerà, nonostante le miopi critiche, a far sognare i romantici e malinconici cuori che scrutando i cieli rossi di sera si struggono al ricordo di un caro amico lontano...












7 commenti:

  1. Caro Brother anche se, come già detto, non ho mai voglia/tempo di scrivere online, tu riesci sempre a trovare il modo di stanarmi con estrema facilità (come diamine fai damn?). In questo caso il racconto che hai fatto dei temi trattati nella serata al pub necessita di alcune (doverose) precisazioni (riguardanti la mia –personalissima, ci mancherebbe- visione dell’argomento Pink Floyd) dal momento che il citato complesso è, da quando ho iniziato ad interessarmi alla Musica come forma d’Arte e non come semplice espediente ricreativo (effettivamente così purtroppo è considerata dalla maggior parte delle persone che spesso la “sentono” invece di “ascoltarla”), uno dei miei preferiti in assoluto e uno dei punti di riferimento della mia formazione musicale.
    Mentre il mio “socio” -- si può tranquillamente inserire nella categoria 1 di quelle da te descritte nella potenziale suddivisione del vastissimo pubblico dei Pink Floyd, io faccio fatica a sentirmi rappresentato da uno dei 4 gruppi che hai minuziosamente delineato. Forse quello al quale mi sento più vicino, se proprio devo scegliere, comunque è il secondo.
    Detto questo, non mi riconosco nelle frasi virgolettate che hai riportato sulla serata!!! Chi ha affermato ad esempio: "The Wall e The Final Cut non valgon nulla perchè non son più i Pink Floyd, ma son solo le prime opere soliste di un Waters ormai scollegato dal resto del gruppo" o "Gilmour è solo un coglione e la sua musica mi fa cagare" (magari può essere stato detto in tono scherzoso!!)??? Forse il Blood Brother –anche se non mi sembra di averlo sentito pronunciare codesta frase a dire il vero…- ma non io certamente! Per evitare di essere frainteso ti riporto quello che effettivamente penso: The Wall è un capolavoro. Pazzo (a mio modestissimo parere almeno…) chi afferma il contrario. Confermo però che secondo me è quasi il primo disco solista di Roger Waters poiché affronta temi davvero molto personali (sembra quasi a tratti un’autobiografia musicale) per il bassista leader della band che con questo album prende completamente il timone creativo, tant’è che durante le registrazioni espelle addirittura dal gruppo Wright che non figurerà neppure nel successivo The Final Cut (sarà poi recuperato da Gilmour per tour di Momentary Lapse of Reason e successivo The Division Bell) , buon disco (ma non tra i miei preferiti) ma vero e proprio esordio solista del buon Roger dal momento che dei Floyd non c’è quasi più traccia. Ovviamente la rottura è imminente e la (triste) battaglia legale tra Waters e Gilmour ne è la diretta conseguenza (mai e poi mai avrei pensato di poterli rivedere tutti e 4 abbracciati su un palco come accaduto 5 anni fa per il Live8, ma la beneficenza evidentemente fa miracoli…). A supportare la mia tesi su The Final Cut come primo disco solista di Waters viene incontro addirittura il retro della copertina che recita: "The Final Cut – A requiem for the post-war dream by Roger Waters, PERFORMED by Pink Floyd: Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason".

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  2. I successivi dischi dei Pink Floyd, che continueranno a chiamarsi così dopo aver vinto la battaglia in tribunale, ora guidati da Gilmour, semplicemente sono a mio avviso lavori non troppo convincenti che passano inosservati nella LEGGENDARIA discografia del gruppo e avrei forse preferito vederli pubblicati con un nome diverso. Non ho mai detto che non mi piace la formazione guidata dal buon David perché la trovo più commerciale (nel live del 1994 a Torino sono andato pure a vederli!). Nella maniera più assoluta. The Dark Side of The Moon, come fai notare, è uno dei dischi più venduti della storia del rock (pertanto uno di quelli per i quali il termine “commerciale” risulta davvero indicato!) ma era, è e sarà sempre un CAPOLAVORO. Poi, che ti posso dire? Tutto è opinabile! a te The Division Bell ha comunicato sensazioni positive e un senso di continuità nei confronti della vecchia discografia (e sono felice per te), a me invece ha fatto un effetto (soprattutto dopo gli ascolti degli anni successivi) negativo e mi ha dato l’impressione di una (ottima da un punto di vista tecnico per carità) produzione finalizzata esclusivamente a rimpinguare il conto in banca dei Nostri (mi ha fatto insomma lo stesso effetto del disco precedente, sul quale ci troviamo assolutamente d’accordo)!
    Hai citato nel post gli U2 ed in particolar modo Pop ma ti posso dire (e sai quanto poco stimi gli ultimi lavori dei dublinesi) che quel disco per me è molto più originale e interessante nella discografia degli irlandesi di quanto non lo siano A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell in quella dei Pink Floyd. E’ un album Pop(ular) nel titolo, ma lo è molto meno nelle tracks che contiene, si avvale della collaborazione di Howie B (col quale, assieme al solito geniaccio Brian Eno gli U2 avevano realizzato qualche anno prima il bellissimo e sottovalutatissimo Passengers – Original Soundtracks: vol.1) che aggiunge suoni elettronici alla struttura chitarra/basso/batteria tipica del gruppo creando un risultato per il quale –ovviamente- i fans della prima ora all’epoca storsero decisamente il naso (è un eufemismo in realtà, dato che parte di loro aveva già mal digerito i precedenti Achtung Baby e Zooropa…) . Purtroppo il cambiamento imprevedibile del sound provocò un calo di vendite che indusse Bono&co a commettere l’errore (clamoroso secondo me) di tentare il ritorno a sonorità più rockeggianti e familiari al pubblico che li seguiva dagli inizi (per fortuna indiscrezioni recenti dicono che il nuovo progetto dei 4 sarà nuovamente spiazzante e sperimentale, speriamo in bene…) che diedero inizio a mio parere all’involuzione della band.
    Per quanto riguarda la discografia solista di Gilmour, non sostengo faccia cagare come hai scritto ma la reputo insignificante nel panorama musicale soprattutto rispetto alle cose prodotte con i Pink (neppure quella di Waters comunque mi esalta se devo essere sincero; hai detto bene, i 2 i capolavori li hanno fatti insieme).
    E’ ovvio poi che le sensazioni che un album produce sono figlie dirette del percorso musicale che ognuno di noi segue, pertanto il mio giudizio sugli ultimi album e sugli album solisti, può essere anche dettato dal fatto che mi sono (come sai bene) progressivamente allontanato dai suoni della chitarra, sempre più attratto da quelli prodotti dai sintetizzatori (viva Live at Pompeii!!!).
    Concludo dicendo che secondo me hai accusato pesantezza e nausea non per colpa della discussione ma davvero a causa di panino e patate. Io ho finito di digerire il tutto stamattina :)
    Much Love. The Captain.

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  3. io dico solo che ho imparato molto di più sui Pink Floyd dal tuo post e dai commenti del CapitanomioCapitano che in anni di ascolto e lettura di critiche musicali...

    quindi veryverycompliments...:P

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  4. Ciao Viktor! Sono stata chiamata in causa da Urz così eccomi qua a dire la mia come promesso.

    Qualche anno fa ebbi una fantastica e lunghissima (2 mesi) storia d’amore con un ragazzo che se non altro ha il merito di avermi fornito in mp3 l’intera discografia dei Doors ma soprattutto dei Pink Floyd, che conoscevo solo per “The Division Bell” (duplicata in cassetta da una mia compagna di scuola, erano altri tempi). Andando indietro con la memoria devo dire che i Pink Floyd per me erano fondamentalmente quelli di “The Wall”: ricordo infatti una sera a casa di mio zio con amici di famiglia a vedere in tv il concerto di Berlino appena dopo la caduta del Muro (in realtà a noi gagni non fregava molto ed eravamo in un angolino a giocare, ma il sottofondo musicale era ok). Se vado ancora più indietro ricordo anche che tra i dischi di mio papà ce n’era uno che mi incuriosiva da pazzi, tutto nero con sopra un triangolo e l’arcobaleno (avevo 5 anni..) ma non ricordo di averlo ascoltato, forse il suddetto genitore pensava contenesse sonorità troppo “difficili” per le mie giovani orecchie? In compenso mi faceva ascoltare spesso Smoke on the water, evviva! Cmq tornando alla storia recente, entrando in contatto con l’intera discografia dei Pink mi si è aperto un mondo e ho capito che la mia cassettina di The Division Bell era un pacco – ops – volevo dire che era piuttosto limitante per poter capire e apprezzare davvero i Pink Floyd. Tempo fa il nostro Urz mi pose una domanda difficilissima: qual è il tuo album preferito? Troppo difficile. Ho pensato che se avessi dovuto pescarne uno per preservarlo dalle fiamme allora sarebbe stato The Dark Side..salvo poi strapparmi i capelli per non poter più sentire a ripetizione alcuni pezzi come Echoes, Atom, Set the controls.., Shine on.., Interstellar…..fermatemi. E se in tema di gusti musicali mi trovo d’accordo con lui sul non-apprezzamento di Gilmour da solista (nulla da eccepire sulle capacità di chitarrista, da brividi, però On an island nel complesso mi annoia un po’) al tempo stesso anche Waters preso “da solo“ dopo un po’ stufa (se a Gilmour associo “noia” qua mi viene in mente l’espressione “pessimismo & fastidio”). Tra i due però preferisco forse il secondo x l’influenza creativa data al gruppo (a parte ovviamente The Wall, personalmente amo l’antecedente e spesso dimenticato Animals che in fondo è quasi del tutto farina del suo sacco). Insomma per farla breve mi viene in mente un paragone culinario - così si parlerà anche di cucina su questo blog, chi l’avrebbe mai detto ;) - se mettiamo l’albume con lo zucchero possiamo fare delle meringhe stupende, ma i due ingredienti assunti da soli..beh..lo zucchero è buono, dolce, ma mangiarlo a cucchiaiate dalla zuccheriera dopo un po’ che palle! E l’albume trangugiato così..brrr..masochismo, proprio.
    Tutto ciò riassume un po’ la mia idea sul discorso Waters/Gilmour.
    Non so in che categoria posizionarmi tra quelle che hai descritto, ma penso che i Pink siano un’ entità che nella sua inesorabile lacerazione ha dovuto trovare nuove forme oscillando un po’ qua e là ma che in fondo non ha mai perso del tutto la sua identità (forse proprio perchè poliedrica sin dall’inizio?) e alla fine ben vengano queste reunion! Speriamo di beccare la data giusta in cui comparirà a sorpresa il nostro zio Dave!!
    Ciao
    Laura

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  5. Mi associo al commento di Sara caro SuperSpa ;p
    Mari

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  6. Secondo il mio modesto parere l'unico appunto che si può fare al discorso riguarda il fatto che è spesso molto sottovalutato l'apporto di Wright al gruppo: molti album non sarebbero stati gli stessi senza le sue sonorità e la sua inventiva.
    Solo per citare i brani dell'album più venduto in cui Wright ha partecipato come autore: Breathe, Time, Us And Them, Any Colour You Like, The Great Gig in the Sky. Ma anche nelle canzoni firmate dagli altri componenti le sonorità di Wright sono sempre presenti e identificabili.
    Io ho notato (già ai tempi della loro uscita) una netta differenza di sonorità negli album post Wright (TFC e AMLOR), mentre con il suo rientro, in The Division Bell si sente di nuovo più incisivamente il suo apporto. Senza contare che di quell'album amo particolarmente Wearing The Inside Out.
    Secondo me, pur amando la loro musica in tutte le varie fasi della loro storia, i migliori Pink Floyd sono quelli in cui tutti e 4 i membri del gruppo hanno partecipato alla stesura dei pezzi o perlomeno alle creazione delle loro sonorità.

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  7. Con molto ritardo e un paio di premesse mi accingo a dire la mia.
    Le premesse sono queste:
    1) parlo da semplice appassionato; non sono un musicista, non ho mai studiato musica e non so bene cosa sia un accordo in Re sus4 aperto.
    2) non ho studiato e ristudiato tutti gli album dei Floyd andando a sviscerarne i testi uno per uno, l'ho fatto solo per alcuni album e decisamente molto tempo addietro.

    Mi sembra che la contesa maggiore si presenti per l'ultima fase della carriera dei nostri, in particolare sulla riuscita dell'ultimo loro album.

    Bene, io penso che "The division bell" sia un album molto riuscito.
    Dopo aver letto questo post sono andato a riascoltarmi "Animals", "The final cut", "A momentary lapse of reason" e proprio "The division bell".
    Sono d'accordo con voi per quel che concerne "A momentary lapse of reason", album forse meno riuscito e meno coinvolgente anche a livello emotivo di tutto il lotto. E pure contiene dei buoni pezzi. Ma va bene, ho detto che sono d'accordo.
    Per quel che riguarda "The Division bell", sostengo il titolare di questo blog e non per il fatto che giochi in casa.
    Forse l'album a livello lirico non è all'altezza delle opere ispirate da Waters (lo ammetterebbe anche Gilmour), non è un must have per quel che riguarda l'innovazione ma oh parliamo di un disco del 1994 di un gruppo che ha esordito nel 1967.
    Ok, ma a livello di sonorità, le melodie, le emozioni che ancora suscitano l'ascolto di alcuni pezzi dove le mettiamo?
    Da questo punto di vista è un album decisamente superiore a "Lapse" e personalmente a me piace anche di più di "The final cut" che avrà un assetto lirico superiore ma suona (alle mie orecchie) fin troppo uniforme (anche se non è proprio la parola che cercavo per definirlo, ho un vuoto).
    Non posso pensare che si possa definire "TDB" un brutto album o addirittura inutile perchè se così fosse 1)la maggior parte della gente che fa musica potrebbe smettere in questo istante. 2) in relazione alle opere dei Floyd questi avrebbero potuto chiudere baracca nel 1979 visto che The Division Bell messo vicino a tutto quel che è venuto dopo fa la sua bella figura.

    Ok i testi, ok l'innovazione ma c'è anche emozione nella musica e qui mi pare ce ne sia ancora parecchia.

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