venerdì 6 ottobre 2017



"Hast du etwas Zeit für mich?
Dann singe ich ein Lied für dich,
von 99 Luftballons
auf ihrem Weg zum Horizont.
Denkst du vielleicht grad an mich?
Dann singe ich ein Lied für dich
"
 
Nena, 99 Luftballons


lunedì 18 settembre 2017

"That's me in the corner
That's me in the spotlight
Losing my religion
Trying to keep up with you
And I don't know if I can do it
Oh no I've said too much
I haven't said enough
"

R.E.M., Losing My Religion

sabato 16 settembre 2017

"Like the coldest winter chill
Heaven beside you, hell within
"
 
Heaven Beside You, Alice In Chains

martedì 25 luglio 2017

Playlist casalinga

La scorsa settimana ero a casa di V e in un momento di quiete domestica, mentre io come al solito mi fondevo col divano e lei era intenta a stirare, decidiamo di farci cullare dalle dolci note della prima delle nuove playlist di RN. Tra l'altro, vi è piaciuta? L'avete sentita? Commenti?...
Finito il nostro viaggio nei paludosi e malsani territori del southern sound, V mi dice "Bella, ma secondo me dovresti pensare a qualcosa per noi che facciamo le faccende domestiche e che ci accompagni nei lavori di casa". Bella, dico io, a parte che ti avevo detto che questa playlist andava ascoltata di notte, con le finestre aperte a le candele accese, e non con un ferro da stiro in mano in pieno pomeriggio con 62 gradi, ma comunque sfondi una porta aperta: io sono una perfetta massaia ed è un attimo che ti tiro giù la playlist casalingua...
Ed ecco come una bella idea si concretizza in più di due ore di musica pensate appositamente per voi che ramazzate, stirate, rassettate, spolverate, riordinate, stendete e lavate.
Godetevi la playlist tutta da ballare con lo swiffer in mano; siete autorizzati a sculettare anche in cucina mentre cantate nel bastone della scopa, tanto lo so che lo farete.

Per chi avesse ancora problemi a trovare la playlist o ad accedere a Spotify, ricordo che la cosa più semplice da fare sia cliccare sul simbolino di condivisione presente in alto a destra sul widget, cliccare su condividi link e copiare il tutto sulla barra degli indirizzi del browser: vi porterà dritti dritti alla playlist. A quel punto dovete fare solo il log in, a meno che non siate già dentro Spotify.

mercoledì 19 luglio 2017

Einstürzende Neubauten @ Flowers Festival - Collegno 18/07/17

A sei anni quasi esatti dal concerto di Torino, ieri si è replicato nella cara vecchia cornice della Certosa di Collegno.
Dopo svariate defezioni più o meno all'ultimo minuto, siamo solo io e V a trovarci sotto il palco dei Neubauten, che in questo post chiamerò sempre così e mai Einstürzende, per evitare di cambiare continuamente il layout di tastiera per poter mettere l'Umlaut, e per risparmiarmi inutili copia/incolla.
I Neubauten (appunto) si devono ancora palesare (lo faranno con circa mezz'ora di ritardo, poco meno) e io do un'occhiata alla "strumentazione" che fa già bella mostra di sè, neanche fossimo in un cantiere navale o nell'officina di qualche scienziato pazzo. Sei anni fa non sapevo assolutamente cosa aspettarmi ed ero rimasto piuttosto colpito e intimorito dalla visione di tutta quella ferraglia industriale, immaginandomi i deliri sonori che sarei andato ad ascoltare di li a poco. Ieri sapevo più o meno cosa aspettarmi e lo stesso son rimasto piuttosto colpito da quel che ho visto: tranne che per uno o due giochini, i ferri delle torture erano esattamente gli stessi. Un piccolo seme di sospetto faceva capolino nella mia percezione.
Si inizia e ad aprire le danze, ieri come sei anni fa, sono le ipnotiche note di The Garden. Le uniche differenze sono riscontrabili nella mancanza della canottiera indosso ad Alexander e della pioggia che batte sul tetto del teatro. In effetti ieri il tetto mancava proprio, perchè il Padiglione 14 ospita i concerti all'aperto. Il seme cresce, ma è davvero un bel sentire.
Passano circa due ore e i Neubauten ci deliziano con un pezzo più bello dell'altro, ma...praticamente la scaletta è, magari non per ordine dei brani, ma per loro selezione si, la fotocopia di quello di sei anni fa. Tutto suonato estremamente bene e piacevole da ascoltare, ma praticamente una replica. Il semino è ormai diventato un baobab, che continua a crescere quando mi accorgo che parte degli aneddoti di Blixa sono anche loro li stessi di allora.
è chiaro che siamo di fronte a sei musicisti che si esibiscono sicuramente bene, ma anche con evidente, eccessivo, stanco mestiere. Stessa strumentazione, stessa scelta dei pezzi, stesse cose dette sul palco...mi pare un paradosso se si parla di una delle band più innovative e sperimentali di sempre.
Era ovvio sin da subito, sin dall'acquisto del biglietto, che si sarebbe andati a vedere un greatest hits, ma certo una qualche escursione nel periodo più industrial non avrebbe guastato. Non sono un loro estimatore, nè un grande conoscitore del loro catalogo, ma posso dire con certezza che i pezzi eseguiti ieri erano davvero alla portata di tutti, dei super -classiconi che anche l'ascoltatore occasionale come il sottoscritto poteva facilmente riconoscere. Questa non è di per sè una cosa negativa, ma quando a distanza di sei anni ci si ritrova ad assistere ad un concerto che è la fotocopia di quello precedente, si ha qualche dubbio che il discorso del greatest hits lasci il tempo che trovi.
Io ho avuto la netta sensazione che il gruppo si sia ormai completamente seduto sul proprio repertorio e non sperimenti più di quanto non facciano gli U2. Un peccato, perchè in due ore non è sempre facile trattenere gli sbadigli.
Ripetitività a parte, siamo soddisfatti, ma forse, anche solo per l'allora maggior interazione e partecipazione di Blixa, quello di sei anni fa ci è piaciuto di più.
Si accendono le luci e io, come al solito, mi chiedo se qualcuno dei Marlene non sia tra di noi. Perchè? Beh rileggete il post del vecchio concerto, o questo.
Ci spostiamo per andare a prendere da bere e una delle prime persone che incontrano il mio sguardo è Cristiano Godano. Il seme cresce in uno smisurato senso di déjà vu.
La tentazione è forte e non resisto. Cristiano sta parlando con un'altra persona, ma io gli vado incontro lo stesso. Giusto il tempo di un saluto "sabaudo", come dice V. Ci stringiamo la mano e ci diamo appuntamento a Milano, per il prossimo concerto, perchè so che lui sarà anche li, non è vero, Chris? "è ovvio! Non c'è neanche da dirlo!" mi risponde.
Beh, poi ve lo racconterò, tanto avete già capito di quale concerto si tratti, no?

giovedì 13 luglio 2017

AutoRadio Nowhere

Da qualche settimana ascolto col mio lettore alcuni dei vecchi streaming di RN trasmessi tra il 2015 e il 2016.
Erano belli. Mi mancano, mi mancano quelle serate, così come erano pensate e così come venivano. Qualche sigaretta, una birretta fresca, amici sparsi per l'etere, una chat e sempre tanta, ottima musica, spesso proposta proprio da voi.
La libertà più assoluta, un bel momento di aggregazione e uno splendido modo di scoprire e riscoprire un sacco di roba diversa.
Purtroppo, come spesso accade, quasi sempre per pigrizia e pochezza delle persone che ci danno una mano a realizzare qualcosa del genere se non ci sono soldi da intascare, prima o poi il sogno finisce. Ecco, io ci ho provato per un po', ma di rincorrere qualcuno affinchè mi supporti nei miei progetti e me lo faccia pesare come una sorta di favore proprio non ne ho voglia. Ho preferito lasciar stare. Del resto si dice che chi fa da sè fa per tre, ma a far da sè dicono anche si diventi ciechi e comunque non è sempre possibile cavarsela in solitaria, quando non si hanno nè i soldi, nè i mezzi, ma solo una chiara idea di quello che si potrebbe fare pur con poco. L'altrui volontà è la cosa che costa di più al mondo e se quella manca, si rimane a piedi.
Questo per spiegarvi a grandi linee il perchè RN non stia più trasmettendo.
Ora vi spiego perchè RN non vuole arrendersi.
Son piuttosto sicuro che una delle cose che più mi piace fare sia passare della musica, farla sentire a delle altre persone, condividerla e parlarne; davvero una delle gioie della vita. Direi che se leggete questo blog questo concetto non vi sia del tutto estraneo.
Ecco quindi che, riascoltando quegli streaming, mi sono detto "devo fare qualcosa. Non posso lasciare i miei passeggeri senza musica!". è vero che in tutti questi mesi il blog non ha proposto nuovi contenuti e la mia presenza s'è diradata sempre più, ma penso sia fisiologico dopo diversi anni. Un blog richiede un mare di tempo e dedizione; io sono semplicemente stato preso da altre cose. Mettiamola così, ho vissuto un po' di più. Però sono sempre stato aperto (e qui lo ribadisco) a collaborazioni con altre persone. RN non è il mio blog, ma il NOSTRO blog. Se qualcuno avesse delle idee, volesse scrivere, parlare di qualcosa (ovviamente seguendo un po' quella che è l'impostazione di RN, senza ad esempio trasformarlo in un blog di cucina), è liberissimo di farlo. Anche questa non è una novità, se volete prendervi del tempo per dedicare il giusto spazio a qualche vostro interesse che possa essere accolto come contenuto da RN, non esitate a farlo. Mi rendo conto che sia molto più semplice e veloce postare una foto o un link sui social canonici, ma qui sul blog è tutta un'altra cosa! Più spazio, più tempo, una maggiore possibilità di parlare più apertamente e diffusamente di ciò che amate...Es: siete stati ad un concerto e volete condividere l'esperienza con gli altri lettori anzichè limitarvi a riempire la vostra bacheca di FB di foto in attesa di qualche like? Molto bene: fatevi un the, sedetevi comodi sul vostro divano, aprite un foglio di scrittura sul vostro pc e riempitelo delle vostre emozioni. Quando vi sembra che basti me lo inviate e io lo pubblico. Molto semplice.
Se RN vi piace e volete che continui ad esistere, buttateci delle idee, facciamola crescere un po', insieme. Altrimenti sarete costretti a leggere un post ogni sei mesi...
Sto divagando. Vi lascio senza parole (le mie), ma non senza musica. Non l'ho mai fatto: da quando esiste, in un modo o nell'altro, RN ha sempre ospitato widget musicali, prima ancora degli streaming.
Le cose non sono cambiate.
Alla vostra destra una playlist nuova di zecca creata su Spotify. Non vi sto neanche a dire come funziona, perchè chiunque di voi son sicuro lo usi.
Non è la stessa cosa dello streaming, lo so. Non si ascolta insieme, lo so. Non c'è la chat, lo so.
Quel che c'è è lo stesso identico amore e la stessa passione che ci metto nel creare le playlist, la stessa cura nella selezione dei pezzi, la stessa maniacale precisione nel creare le scalette, la stessa speranza che vi piacciano. Inoltre non ci saranno più problemi di fuso orario e la playlist potrà essere ascoltata in qualunque momento da qualunque continente, anche dagli amici lontani!
Cercherò di prepararne più o meno una alla settimana, ma non garantisco la continuità per gli stessi motivi di cui sopra (se ne van via sempre un bel po' di ore nella preparazione di una scaletta che abbia un minimo di senso). Seguite la pagina Facebook di RN per rimanere aggiornati sull'uscita di nuove playlist e usate i commenti della medesima pagina per esprimere giudizi sull'ascolto o su pezzi che avete trovato particolarmente interessanti, così capisco se la cosa vi stia piacendo e salviamo anche quell'aspetto di confronto che la chat rendeva più immediato.
Le scalette a volte saranno a tema, altre no, un po' a seconda di come mi gira.
Quella che trovate ora si ispira molto ad alcuni ascolti che sto facendo in questo periodo (penso che questo sarà più o meno sempre il criterio di base per la scelta dei pezzi).
L'avvicinarsi della parte centrale dell'estate spesso mi spinge a ricercare un sound southern che alcuni autori sanno ricreare meravigliosamente. Il consiglio è quello di godersi la playlist quando siete in macchina durante un viaggio serale (con Spotify e un cellulare lo sapete fare), o magari seduti su una sdraio, in giardino o sul balcone, se avete una bella vista. Spegnete le luci e accendete qualche candela!

Solo un paio di dritte pratiche:
- Potete copiare, condividere e spammare la playlist come e quanto volete (è la apposta!). Per farlo c'è l'apposito tastino sul player.
- Il player da solo la possibilità di sentire un'anteprima dei pezzi; per ascoltarli integralmente dovete avere un account Spotify (vi basta una mail). Il player da la possibilità di iscriversi, scaricare il client di Spotify o aprire il webplayer (click sull'icona verde di Spotify sul player, si apre la pagina del download del client; se non vi serve perchè lo avete già o preferite il webplayer, fate lo scroll fino al fondo della pagina dove trovate il link appunto al webplayer).
- Se usate il client di Spotify (il programmino che scaricate e installate sul pc) vi consiglio di attivare la dissolvenza incrociata dei brani e di impostarla a circa 8 secondi: così sentirete la playlist così come è stata concepita.
Se non avete un account Spotify a pagamento e siete stufi di sorbirvi la pubblicità durante l'ascolto della playlist, apritela col webplayer: perderete la dissolvenza incrociata, ma anche la pubblicità, che verrà bloccata da estensioni come AdBlock o uBlock che avrete installato sul vostro browser.
Per una migliore gestione delle playlist, se siete interessati all'argomento, vi consiglio di usare il client e di riprodurre l'audio sul webplayer attraverso la funzione connetti dispositivo che trovate in basso a destra, sulla barra di Spotify. In questo modo avrete tutta la comodità di una gestione più efficiente dei vostri brani, senza la pubblicità (ma purtroppo anche senza dissolvenza).

Buon ascolto.
RN non vi lascia soli. Non lasciate sola RN.

lunedì 15 maggio 2017

Wallis Bird @ Cap 10100 - Torino 16/02/17

Flashback
è la notte di circa due anni e mezzo fa, l'ennesima passata insonne in attesa di una serenità che non giunge. Sto facendo zapping e dopo i soliti inutili canali generalisti e soporiferi, così noiosi da inibire anche la dolce venuta dell'agognato Morfeo, mi ritrovo su Rai5, l'unica emittente per la quale potrebbe avere un qualche senso pagare il pizzo che ci viene estorto in bolletta per la fruitura del "servizio pubblico".
Stanno trasmettendo Ghiaccio Bollente, interessantissima trasmissione del maestro Massarini, l'unica che proponga interviste, approfondimenti e live di artisti che val la pena di conoscere e seguire. Ovviamente il palinsesto relega ad orari quasi proibitivi la messa in onda di tutto questo bendidio.
Il buon Massarini annuncia che questa notte ci farà conoscere una giovane musicista irlandese, tale Wallis Bird. Mai sentita, ma Ghiaccio Bollente è figo proprio per questo.
Scopro che la cantante in questione sia un animo girovago e inquieto, alla ricerca di un posto da chiamare casa e di un amore che possa dare un senso alla scelta di provare a mettere le radici una volta trovato quel posto. Il viso è magro e nervoso, i capelli non hanno alcun senso, la voce graffiante in qualche modo mi segna l'animo.
Suona una chitarra acustica per destri, ma lei è mancina, il che significa che le tre corde più alte sono in realtà quelle che normalmente si troverebbero in basso (il plettro pizzica prima le acute delle gravi). A terra ha un pad elettronico che le serve per gli accenti percussivi, come una grancassa.
Immagino usi un'accordatura aperta, vista la diteggiatura. A Wallis mancano quasi interamente due dita della mano sinistra: un incidente con un taglia erba.
Mi innamoro di un pezzo, un singolo dell'allora ultimo disco, qui suonato in solo acustico: Hardly Hardly, pezzo che inserirò in pianta stabile nella mia mistona da lettore portatile e che più di una volta comparirà negli (ormai lontani e compianti) streaming di Radio Nowhere.
Il suo è uno stile "muscoloso", molto fisico, che ricorda se pur in maniera meno tecnica, alcune cose di Ani DiFranco, artista alla quale la Bird è spesso associata. Il suo modo di suonare e di cantare mi stregano, la sua energia mi colpisce, la sua storia e le risposte date nell'intervista anche. Benedetta insonnia.
Fast forward
è l'inizio di quest'anno, sono in un locale del centro per assistere ad uno spettacolo teatrale. Mi bevo una birra nell'attesa che la serata abbia inizio e già che ci sono do un'occhiata a dei flyers appesi su una bacheca: concerti vari, esibizioni, incontri, spettacoli...Wallis Bird in concerto al Cap 10100.
Per tutto questo tempo confesso che non mi sono informato molto sulla cantante, ma Hardly Hardly è diventato un classico da heavy rotation sul mio lettore. Voglio andare a vederla.
Fast forward un altro po'
Io e V siamo sul Po, dietro la Gran Madre, in attesa di entrare al Cap.
Chiacchieriamo, ci fumiamo una sigaretta; abbiamo fame, abbiamo staccato da lavoro da poco tutt'e due.
Dal Cap esce una ragazza coperta da un felpone nero con cappuccio; non è molto alta, ma quei capelli senza senso sono inconfondibili: è Wallis. Si gira e si rivolge alla gente che aspetta di entrare: "Solo un Limoncelo!" (sic).
Ridiamo.
Ok, andiamo a mangiare qualcosa, che sto svenendo.
Li vicino c'è un posto in cui poter mangiare una pasta al volo.
Entriamo e ci sediamo. Guardo di fronte a me: Wallis è seduta li che sorseggia quello che sembra essere un cappuccino (dopo il limoncello?). Sta parlando con qualcuno, noi intanto mangiamo, che qua si ha fame.
Siamo dentro il Cap e Wallis compare sul palco tenendo in mano due bicchieri, uno di rosso, uno di "Limoncelo"; è allegra (di già).
Imbraccia la chitarra ed inizia la festa.
Il locale è bello pieno, non avrei detto, invece c'è un sacco di gente molto appassionata che snocciola testi a me sconosciuti con precisione invidiabile. Io e V siamo forse le uniche persone etero nel locale. Boh...
Wallis è un tornado: grattuggia la chitarra con tale violenza che non si contano le corde rotte (ricordo che si abbatte come un'ossessa prima su quelle più sottili, quindi è un attimo farle saltare). Ad un certo punto dell'esibizione non saprà più quale chitarra utilizzare, perchè sono tutte maciullate. Poco importa, ci sono le percussioni, i pad e il pianoforte ancora da devastare.
Sarebbe riduttivo definire questo genere folk, comunque è al 90% acustico, accompagnato da un violino, una chitarra baritona e delle percussioni. Tutto è molto ritmico e danzereccio e questa tarantolata dai capelli senza senso ci da dentro come un'indemoniata! Alla gente piace. Si canta, si salta e si balla. è un bel momento, è una bella festa. C'è tanto calore e mi viene da pensare, con un sorriso, che ci voleva un'irlandese per portare il sole in questa dannata città vittima di nebbia e piogge torrenziali per tutto l'inverno. Wallis porta la primavera in anticipo in una notte sul Po ancora fredda e chiude con Hardly Hardly, invitando tutti a seguirla nell'aftershow con litri di Limoncelo.
A volte è bello non riuscire ad addormentarsi.
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